Cancella l’abitudine ai Problemi

Perché certi problemi si ripetono, sempre gli stessi, nella tua vita? Ignoriamo la causa segreta che guastare ogni concreta intenzione di cambiare. È così subdola che ci danneggia, anche quando siamo determinati a farlo sul serio.

Non conosciamo cosa si nasconde dietro ai soliti ostacoli con cui, purtroppo, finiamo per farci l’abitudine. Basta capire qual è il nodo da sciogliere e il gioco è fatto. L’ostacolo più grande, oltre a non sapere come fare, è che siamo inconsapevoli di non sapere.

 

Io non mi arrendo
Vince chi Non Molla

 

Pensaci: lo sai cosa significa RISOLVERE I PROBLEMI?

Te lo sei mai chiesto?

Le parole contengono preziosi messaggi, ma noi le sentiamo senza ascoltarle.
Risolvere, o meglio, Dissolvere un Problema… Il messaggio di questa magica parola include un concetto meraviglioso, che sta proprio sotto i nostri occhi. Leggila così e ti sarà più chiaro: Dis-solvere. Per chi non ha studiato i fondamentali della chimica, devo precisare che una soluzione è un composto di più sostanze, che mescolate, formano una miscela dove non è più possibile riconoscere gli elementi di partenza della ricetta. Pertanto in una soluzione vengono sciolte, cioè dissolte, delle sostanze. Come puoi vedere, la parola dissolvere sotto intende il termine sciogliere. Anche i nodi si possono sciogliere. Ecco perché spesso gli ostacoli vengono paragonati a dei nodi da sbrogliare.

Risolvere come termine riferito a un problema, secondo me, è inappropriato quindi, perché davanti alla parola soluzione abbiamo un antipatico RI (RI-Solvere). E allora io preferisco dissolvere un problema, cioè disintegrarlo piuttosto che continuare a Ripetere la soluzione (Risolvere), continuando a lavorare sempre sullo stesso ostacolo.

Ti sembra soltanto una sottigliezza?

Per chi vuole restare in superficie e non andare a fondo dei problemi, scappare e trovare scuse per non affrontarli, di certo è inutile cercare il pelo nell’uovo. Dipende tutto da cosa hai scelto per te! Vuoi accontentarti? Ti sei abituato al disagio forse, e allora è faticoso fare un passo in più. E’ un passo minimo, se ci pensi. Io e gli Scappati di Casa del mio team abbiamo compiuto grandi trasformazioni, grazie alla ricerca dell’ago nel pagliaio. Adesso puoi evitare tutta questa fatica che abbiamo già fatto noi: ti passiamo direttamente la pappa pronta. In fondo dovrai soltanto scegliere di volerla gustare e, invece di creare da zero un metodo, puoi semplicemente copiarlo.

Ma perché abbiamo la “sfortuna” di incappare sempre nei problemi?

Un’altra cosa che ignoriamo è la causa dei problemi, da dove arrivano e perché. Ancora una volta serve essere precisi come cecchini, per trovare la verità. Gli ostacoli si presentano sotto mentite vesti, in qualche occasione come comportamenti sbagliati degli altri che ci causano un disagio oppure come eventi inattesi che la sfortuna ha lasciato sul nostro percorso. Per esempio, nel lavoro o nella coppia, possiamo subire un tradimento oppure può arrivarci tra capo e collo una pandemia mondiale, situazioni che ribaltano tutte le carte in tavola. In questi casi il gioco si fa duro. La nostra possibilità per dissolvere quei problemi dipende da quanto riusciamo ad essere noi più duri di loro.

Capisci perché è indispensabile allenare il carattere? E’ uno dei 3 Strumenti di Difesa per le Emergenze (Carattere, Denaro e Relazioni), che trovi nell’eBook Metodo Antivirus (Clicca qui).

I 3 Metodi per ottenere le 3 Risorse Vitali

La forza di carattere, però, è il pilastro portante della difesa.

È delle 3 la risorsa con cui puoi Rialzarti da Zero, da sottozero addirittura, e che può riportati il denaro e le relazioni perdute o altre nuove opportunità. Ma con il carattere sarai tu ad andare a prenderti quello di cui hai bisogno. Senza questo strumento è impossibile realizzare la Triade di Difesa su cui si poggiano le fondamenta di una rinascita dal caos e della vita stessa.
Pertanto, sebbene è innegabile che molti problemi siano situazioni esterne, il fatto di saperli gestire e dissolvere è una faccenda che parte dal nostro interno.

 

 

Le difficoltà sono soltanto messaggeri, e arrivano per mostrarci quali sono le nostre necessità inaccudite.

Di fronte a un carattere allenato l’ostacolo non sarà più tale, bensì una situazione che siamo in grado di affrontare con naturalezza. Allora possiamo dire che i problemi sono dentro di noi. Dobbiamo rendercene conto, se vogliamo uscirne davvero e sradicarne la radice, invece di passare la vita a RI-solvere, tentando di continuo di sciogliere sempre gli stessi nodi. Capisco, non è facile prendersi questa responsabilità, è impegnativo, però dobbiamo accettarlo anche se è più semplice delegare all’esterno la colpa, ovviamente. Ognuno è libero di scegliere, di volere prendere consapevolezza di certe realtà o meno… prima di tutto accettando di essere allo scuro. Sapere di non sapere ti permette di decidere di voler sapere e, quindi, ti spinge alla ricerca di quello che non sai.

Adesso sei pronto per un altro passo da gigante.

Diamo per scontato che hai compreso e accettato che la causa dei problemi è dentro. Ma dove si trova? Beh, conviene saperlo per darle una volta per tutte il ben servito. Non pensi?

Io li chiamo “difetti psicologici” e non hanno nulla a che vedere con la follia, non preoccuparti. Si tratta di comportamenti automatici, che adottiamo senza nemmeno renderci conto, sono reazioni agli eventi della vita. Ehi, attenzione: sono RE-azioni e non azioni. Le azioni sono dettate da scelte consapevoli e fatte con intenzionalità, invece le RE-azioni sono azioni di risposta automatiche a un evento. Ora vediamo come si innescano… Purtroppo non sono decisioni dettate da scelte serene e consapevoli perché si mettono in atto in condizioni di necessità, quando non siamo lucidi.

Le emozioni del momento ci impediscono di scegliere con calma cosa fare e,quindi, ci mettono il bastone tra le ruote. Sul tema dell’amore, per esempio, c’è il mito del “segui il cuore”, che però trascura la necessità di portarlo per mano con la mente. Nelle relazioni è proprio la reazione del cuore che distrugge, mentre l’azione consapevole – dettata dalla mente – costruisce. Lo stesso discorso è applicabile al denaro. Quando hai pochi soldi e magari anche molti debiti, basta la telefonata di un creditore per metterti k.O.

E’ tutta colpa delle emozioni.

Sono molto astute nel creare caos e mandare in tilt la mente. Ce lo dice la parola stessa: emo-zioni (emo – in azione), ovvero sangue che si muove. Hai presente quando si dice che un certo evento ci ha fatto ribollire il sangue? E che dire di: “Mi è salito il sangue al cervello”… Significa che le emozioni ci possono spingere a fare la scelta sbagliata perché la mente è fuori controllo.

Succede anche quando inizi un progetto. Del resto, lo sappiamo che la fretta è una cattiva consigliera. Reagiamo con la premura di vedere dei risultati perché cerchiamo una gratificazione immediata, ma il problema di fondo è l’emozione della paura. Abbiamo il timore di non aver fatto abbastanza, di fallire ancora e cerchiamo una dimostrazione veloce di aver fatto le cose per bene. Vogliamo avere in mano in frutti prima che siano maturi. Purtroppo le emozioni sono il peggiore ostacolo nella realizzazione di qualunque obiettivo.

E la paura ci rende nervosi anche con gli altri, ci fa arrabbiare. Vedi come la forza oppure la debolezza del carattere influiscono sulle altre 2 armi di difesa (creare denaro e relazioni sane)? Finiamo per pretendere da chi ci sta intorno ciò che noi stessi non facciamo o che non sappiamo fare. Pensiamo che il mondo sia contro di noi, mentre dovremmo iniziare a fare qualcosa in prima persona, lo ripeto: Rafforzare il Carattere.

Questo è il segreto per disinnescare le emozioni.

La paura di non riuscire è collegata anche al timore della morte, del non fare in tempo. E’ un concetto che andrebbe approfondito, ma lo affronteremo in altri articoli. Per il momento, tieni presente che c’è un antidoto validissimo a questo ed è chiamato Amore. A-more (a-mors) vuol dire senza morte, cioè senza fine. L’amore ci rende forti, quando parte dall’amare noi stessi, cioè dal prenderci cura di noi e in primo luogo del nostro carattere. Ora dovrebbe esserti più chiaro come le emozioni giocano il ruolo fondamentale tra gli strumenti di difesa del Metodo Antivirus. Scoprilo su questa pagina (Clicca qui), dove puoi scaricare anche l’anteprima gratuita dell’eBook. Però, detto tra noi, questo libretto digitale ha un costo simbolico di 1 Euro e io credo valga la pena di leggerlo tutto.

Metodo AntiVirus

Nell’eBook vedrai le 3 Risorse indispensabili per la difesa dalle emergenze con

1) un occhio di riguardo per gli ostacoli in quarantena (carattere, soldi e relazioni).

2) il concetto di Risorse Vitali, ovvero che supportano la tua esistenza a 360 gradi.

3) l’importanza della forza di carattere per creare denaro e relazioni sane (vitali e utili) senza la quale mettiamo a repentaglio tutto.

4) i 3 metodi di Guadagno da casa, Con o Senza internet.

5) Quali scorte, oltre al cibo, servono davvero nelle emergenze

Ho una domanda per te, quindi…

Scegli la Fine o… Puoi farcela Davvero stavolta?

Ti consiglio di rileggere dall’inizio questo articolo per fissarti nella mente i primi passi per allenare la tua forza di carattere e DIVENTARE PIU’ DURI dei problemi. Poi, se non l’hai ancora fatto, leggi subito il Metodo Antivirus completo a solo 1 Euro.

Ti regalo l’anteprima su questa pagina: www.elenagrillo.it/Metodo-AntiVirus

Metodo AntiVirus 1 Euro

Quando lo avrai letto, mi farebbe molto piacere ricevere un tuo commento qui sotto. Grazie!

Tutti sono Stati Contagiati… MA non lo sanno.

Il temuto Virus Covid19 è stato dichiarato estremamente contagioso eppure c’è qualcosa di più critico, che in questo momento ignoriamo o almeno sottovalutiamo.

Si tratta di un altro “Virus” entrato nella testa degli italiani di soppiatto e che potrebbe fare un numero di vittime altrettanto elevato se non peggiore. Una vittima non è soltanto un morto, è colui che subisce un danno. Il problema è che chi è stato contagiato da questo Virus Mentale non se ne accorge.

Contagio Mentale
Un contagio pericoloso oltre quello del Covid19

Qualcuno subisce i suoi sintomi in forma lieve, come accade per gli asintomatici del Coronavirus, mentre altri sono in “coma” profondo, addormentati e storditi da notizie, video e messaggi che circolano in rete come impazziti. Si scatenano paure e preoccupazioni, talvolta immaginarie, esagerate ma in qualche modo realistiche.

Ho deciso di condividere le mie opinioni su quanto sta accadendo per essere d’aiuto e non mi aspetto che tu sia d’accorto in toto. Forse tu hai pensieri differenti e, nel caso, sarei felice di leggerli: puoi scriverli nei commenti qui sotto. Fammi sapere se la pensi come me, ma puoi anche dare opinioni contrarie oppure aggiungere altro che non ho scritto.

In ogni caso l’Unione adesso è fondamentale, indipendentemente dalle credenze che abbiamo.

Rispettiamoci e mettiamo in circolo l’amore, aiutiamoci come possiamo, con le capacità che abbiamo e scambiamo pareri, ricordandoci che siamo tutti sulla stessa barca.

Come vedi il Covid è arrivato anche in Italia da poco più di un mese, sebbene non abbiamo prove che smentiscano la sua antecedente presenza silenziosa. Infatti, quando se ne parlava come di un problema della Cina, che da noi non sarebbe mai arrivato, molti italiani erano a letto con l’influenza e conosco qualcuno che a gennaio era stato ricoverato in ospedale per una brutta polmonite.

Come possiamo accertare il primo caso di Coronavirus italiano?

In quel momento si diceva che il Virus fosse confinato nella zona di Wuhan, quindi gli spostamenti intercontinentali proseguivano liberamente, autorizzati e favoriti dalle smentite sul pericolo di chi era fermamente convinto che potevamo stare tranquilli.

Ora, a parer mio non importa capire più dove si sia diffuso il Covid19, quel che conta è che già esisteva…

Era in Cina! Così dicevano…

Non c’era motivo di preoccuparsi, no? Tanto il contagio riguardava soltanto la Cina e per di più in una sola zona, che era stata messa in quarantena per scopi precauzionali…

A gennaio ci dicevano di temere e, stando alle chiacchiere di paese, era sufficiente non frequentare le attività commerciali dei cinesi. Questi negozi erano pressoché deserti, come se questo rimedio grossolano potesse farci scongiurare ogni possibile rischio (benché considerato minimo, anzi assente).

Oppure si pensava che fosse sufficiente non andare in Cina.

Invece? Quello che è successo nella realtà lo sappiamo bene e lo stiamo vivendo sulla nostra pelle impallidita dalla scarsa esposizione al sole.

Adesso c’è anche in Italia. E molto probabilmente c’era anche prima, come ho detto.

Per le influenze e le polmoniti di qualche settimana fa non sono stati fatti i dovuti accertamenti perché il contagio era considerato impossibile. Forse sarebbe stato più etico, a suo tempo, usare il termine “improbabile” per definire il livello rischio, un aggettivo che avrebbe lasciato almeno un’ombra di dubbio sulla questione e quindi una visione d’insieme più realistica e prudente. Eh no, dovevano lasciarci vivere spensierati, ignari di dover vedere tanti, troppi italiani cadere sotto la falce del Coronavirus soltanto un mese dopo… tra i miei conoscenti e parenti qualcuno non aveva neanche altre patologie pregresse.

Non sapremo mai la verità
La Verità che Non Sapremo Mai

A questo punto è naturale che mi chieda quanto siano attendibili i dati che riceviamo.

Se prima il rischio della diffusione era considerato impossibile e oggi sembra diventato pericoloso persino respirare in casa propria, come possiamo dare credito a ciò che sentiamo, sia dalle fonti ufficiali che tra le dicerie di paese?

 

Nelle prime settimane di marzo molti paesi europei sembravano immuni al virus, come se fosse contagioso soltanto per italiani e cinesi. Chissà se davvero i casi di contagio non erano ovunque oppure se gli altri paesi abbiano tentato di salvaguardare silenziosamente i propri interessi economici e politici. Purtroppo possiamo conoscere solo un piccolo scorcio di realtà e dobbiamo pure prenderla con le pinze. Volendo ben pensare, potremmo dire che talvolta le informazioni passano in modo distorto, come tramite un telefono senza fili.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che dietro a certi eventi si avviluppano sempre interessi di carattere politico. E di sicuro a noi povera gente del popolo certi avviluppi non vengono resi noti.

Del resto, anche in Italia non abbiamo fatto per tempo i dovuti controlli per le influenze di gennaio, così come ad oggi non abbiamo la possibilità di fare una verifica a tappeto sulla popolazione.

Come stanno raccogliendo i dati negli altri paesi?

Più o meno come lo stiamo facendo noi… sebbene qualche stato sia più solerte nell’azione. Però torno a chiedermi il perché in Italia, a differenza delle altre nazioni, continuino ad elargire i numeri dei contagiati come a voler gonfiare delle statistiche davvero poco concrete. Nel senso, nel calderone degli infetti da Coronavirus, per esempio, ci sono anche persone ormai completamente guarite, e questi sono numeri che dovrebbero essere scalati, dal conto generale.

Chi più e chi meno, bene o male, tutti sappiamo di essere inconsapevoli della realtà.

Lo eravamo a gennaio e febbraio, e continuiamo ad esserlo.

Abbiamo trascorso il mese di marzo attendendo il 3 aprile. Il tempo trascorso è stato un groviglio di dubbi e di speriamo che.

Ti ricordi come è iniziata la nostra fase critica? Il 23 febbraio, una domenica come tante, ci svegliamo e apprendiamo che il Coronavirus ha valicato le soglie della ristretta zona di quarantena di Codogno.

“La situazione sta precipitando”

– gridano i media.

In televisione, quel giorno, ogni programma fin dal mattino parla solo del virus, anche nelle trasmissioni che non hanno alcuna connessione con quel tema. Su internet e in particolare sui social scatta l’allarme: una condivisione smisurata di notizie, post, informazioni, disinformazioni, ansia e persino barzellette. Un po’ di tutto, insomma.

Fino a quella domenica ero riuscita a evitare che mio figlio apprendesse quelle informazioni, nel tentativo di non allarmarlo e di preservare la sua serenità di bambino di 8 anni, però aspettavo di rivederlo al ritorno dal weekend con il padre per capire la sua reazione alle notizie, che ormai erano arrivate senz’altro alle sue orecchie. Fino al sabato mattina mio figlio non sapeva cosa fosse il Coronavirus e domenica sera piangeva convinto che fosse arrivata la fine del mondo. Se era così disperato, pur sapendo che avrebbe saltato una settimana di scuola (dicevano UNA), significa che era davvero in ansia.

Pensiamo alla tranquillità dei bambini
Prendiamoci cura dei Bambini in Quarantena

Certo, i bambini hanno meno strumenti per comprendere la realtà o questo è quello che noi adulti arroganti crediamo. Beh, del resto abbiamo tante credenze errate e poi pensiamo di sapere sempre tutto.

Detto, fatto. In poche ore siamo stati tutti contagiati, ma non dal Coronavirus bensì dal timore, dai dubbi, dalle notizie, dalla rabbia verso il sistema, dal desiderio di ribellione, dall’odio verso chi avrebbe potuto contagiarci. E poi c’era ovviamente chi derideva le persone preoccupate, quelle contagiate dalla paura (il famoso Virus Mentale). La conseguenza di quest’aumento incombente di notizie catastrofiche ha innescato un’agitazione di massa, che nel pomeriggio di quella maledetta domenica è diventata una corsa alle scorte alimentari.

Attenzione: non serve giudicare la genuinità delle notizie e le reazioni della gente impaurita.

In fondo è normale avere paura. Siamo stati cresciuti con la minaccia di subire delle conseguenze, più o meno dolorose, per i nostri comportamenti.

Ognuno ha il diritto di avere una propria idea e, quindi, di reagire a suo modo ai fatti, purché con rispetto verso gli altri e delle regole (anche quelle ingiuste). Ritornerò sul tema delle regole in un altro articolo perché vorrei esprimere il mio parere sull’eccesso e sull’abuso di potere, oltre che sull’incostituzionalità di certe decisioni. Tuttavia dobbiamo tenere presente che non è facile per nessuno prendere decisioni in questa situazione di emergenza.

Ed infatti, fin dalla prima settimana sono state prese decisioni – dall’alto – che col senno di poi sarebbero state differenti. Ma sappiamo che con il senno del poi siamo tutti più bravi a scegliere. In quei giorni riflettevo sulle misure precauzionali del momento e non comprendevo il senso di chiudere soltanto le scuole e di farlo solo in Lombardia, soprattutto dato che si diceva che i bambini non rischiavano il contagio. Forse volevano preservare il personale di servizio (docenti e collaboratori) delle scuole, però tutte le altre attività e aziende erano soggette allo stesso rischio e, invece, restavano aperte.

C’era e c’è qualcosa che non quadrava e non quadra tuttora.

O comunque ci sono molti aspetti fumosi e poco convincenti. Non ti sembra?

Mi ero presa quella prima settimana sabbatica per riflettere, volevo arrivare a un dunque a cui non sono ancora arrivata nemmeno oggi. Dopo 7 giorni e 7 notti di mille pensieri, mi ero decisa a rompere il silenzio per rivolgermi ai miei followers tramite delle video dirette su Facebook, che ho inviato anche a tutti gli iscritti alla mia mailing list. Era il 2 marzo, quando ho deciso di dire la mia.

A distanza di un mese resto convinta delle stesse idee.

Ho letto e ascoltato tante reazioni alle notizie che circolavano e che crescevano di ora in ora in quei giorni, e oggi si parla praticamente soltanto di questo… ovunque.

L’attenzione di tutti è indirizzata verso un solo orizzonte: il Coronavirus.

Ma parlerò anche di questo, in un altro Report, di quanto l’attenzione delle persone sia importante e di come questa venga utilizzata dai Governi per influenzare le masse.

Qualcuno ha subito pensato che fossimo arrivati alla fine, che questo virus fosse letale per l’umanità intera. Ci ho pensato io stessa ovviamente, per poi concludere che in ogni caso, se così fosse, probabilmente noi comuni mortali del popolo (poveri e ricchi) saremmo gli ultimi a saperlo e forse nemmeno arriverebbero a dircelo. Forse, se arrivasse la fine lo capiremmo all’ultimo momento, semplicemente osservando con i nostri occhi ciò che accadrebbe.

Sì, sono convinta che se questo virus fosse il male capace di portarsi via l’umanità non verremmo informati in anticipo.

Anche perché, se ci dessero una simile notizie, forse molte persone morirebbero in anticipo per il panico, per le reazioni di massa e ci sarebbe un caos tale che non voglio neanche immaginare. Le reazioni di chi ha svuotato i grandi negozi ci dimostrano, senza che sia io a dirlo, che il panico fa danni pazzeschi e che noi comuni mortali siamo sempre esclusi dal sapere tutta la verità.

La paura scatena reazioni pericolose
Il pericolo delle reazioni di Massa e il Caos

 

D’altronde, la storia ci insegna che le società hanno subito profondi cambiamenti grazie alla paura. E dico grazie perché credo che da questa paura qualcuno, lì in alto, possa giovarne e con essa possa modellare una società più favorevole ai propri interessi.

Io non sono un medico, quindi non sono in grado di valutare il potenziale di questo virus, ma credo che chi sia in possesso delle informazioni corrette possa essere tranquillamente messo a tacere. Mi sono chiesta se il medico cinese, che ha scoperto il virus, fosse morto per il Coronavirus oppure se magari conveniva che morisse di “Coronavirus”.

Penso sia abbastanza facile convincere qualcuno a tacere, o a parlare in favore di quell’istituzione piuttosto che di quell’altra. D’altronde, finché l’anima del mondo sarà inquinata e spinta in avanti dal denaro, non cambierà nulla. Ma anche di questo ne parlerò dettagliatamente in un Report dedicato, che di sicuro, senza presunzione, saprà perlomeno darti un’altra visione di come una società potrebbe sostenersi in maniera più sana ed efficiente, sia per noi che per il pianeta su cui viviamo.

Potrei scrivere pagine e pagine sulle incongruenze che ho notato e so di non essere la sola; credo che offenderei persino l’intelligenza di molti dilungandomi su tutte le assurdità che sento dai media, tradizionali e moderni.

Ma al momento ho altre priorità.

Per questo motivo mi sono distanziata dai contenuti che illustrano le contraddizioni del Sistema.

Noi viviamo sul pianeta Terra, in un Sistema, galleggiando a malapena su leggi, regole, divieti e informazioni falsate. E questa cosa proprio non riesco a digerirla. Non a caso questo è uno degli argomenti che approfondirò maggiormente.

Per tornare a prima, a qualcosa che mi ha toccata da vicino. Quando hanno dato notizia della chiusura delle scuole, dopo i primi momenti di sgomento in cui io stessa mi sono fatta tante domande, ho scelto di non agitarmi nella tela del ragno in cui mi sarei legata mani e piedi da sola. Ho riflettuto per una settimana prima di fare la prima diretta Facebook sul tema, finché non sono arrivata a fare ordine tra i miei pensieri. E la conclusione è stata la seguente.

L’informazione reale non è e non sarà mai in mio possesso, questo perché non lavoro nei Servizi Segreti, perché non sono un capo di industria farmaceutica e perché in generale non sono un potente di turno. Quindi non posso valutare e giudicare la situazione nel suo complesso.

Però ho un cervello e studiando le cose che ci accadono credo di potermi fare un’idea. Posso quindi ipotizzare che sia l’ennesima Sars, Aviaria e compagnia bella, posso darmi decine di spiegazioni sui motivi per cui stare tranquilla o preoccuparmi…

Ma di fatto io vivo qui, ora, sul Pianeta Terra, in Lombardia, la regione dove sono stati segnalati più contagi da Coronavirus e, volente o nolente, devo attenermi alle regole fornite.

È davvero un virus letale? Non credo.

Uccide solo chi aveva già altre patologie? Così ci dicono.

Sembra che si tratti di una forma influenzale più contagiosa e che non colpisca di frequente i bambini (in Cina però segnalavano un contagio di un neonato che in seguito è guarito… e poi giravano notizie di casi simili in Italia).

Nel frattempo, la gente continuava ad andare al lavoro oppure a viaggiare sui mezzi pubblici.

Mio figlio si era arrabbiato per l’annullamento della sfilata di Carnevale, reduce già della rinuncia al falò di Sant’Antonio a causa dell’inquinamento. Mi ha detto: “Ci stanno togliendo tutte le feste. Le tradizioni stanno sparendo…”.

Il bimbo ha ragione, ma di questo passo oltre a sparire le tradizioni, spariranno tutte le nostre libertà e non vorrei che sparisse pure l’umanità (e non parlo del virus). Sto parlando della nostra parte umana.

Devo ammettere che ero curiosa di vedere se avrebbero confermato la chiusura delle scuole perché una settimana di stop sarebbe più breve del tempo di incubazione del Virus. Inizialmente mi ha rincuorato la scelta di protrarre la sospensione dei servizi scolastici, sennonché poi la Lombardia è diventata zona Rossa e da lì è stato un crescendo di restrizioni. Credo sia futile riepilogarle.

Forse io sono ignorante, ma sono arrivata a non saper più a cosa credere. E allora mi chiedo… in una situazione del genere, non dovrebbe proprio essere il Governo a dare informazioni chiare e comprensibili? E allora perché non sappiamo nulla, perché ci sono così tante indicazioni discordanti e confuse? A questo punto mi chiedo se nemmeno i Governi sappiano nulla… quindi mi chiedo se le loro disposizioni possano essere in qualche modo giuste e soprattutto giuste per noi. Sono solo riflessioni, sia chiaro.

Stiamo a Casa
Innocenti agli “Arresti Domiciliari”

Eppure mi sono occupata per anni di tematiche scottanti, però un conto era ipotizzare una realtà surreale e un altro è trovarsi catapultati per davvero in quella dimensione, in un mondo che non sarà mai più lo stesso. Questo è un altro argomento che prenderò in esame e di cui parlerò su questo sito a breve.

Quale sia la nostra condizione di vita attuale è molto evidente, mentre i motivi sono più difficili da definire.

Allora ha più senso prenderne atto, semplicemente. È così, PUNTO. Trovo del tutto inutile lamentarsi e fissarsi su ciò che è fuori dalla nostra portata, dal nostro controllo. Per ora ci sono queste regole e devono essere rispettate, dato che siamo parte del Sistema. E dobbiamo darle per giuste, per il nostro bene.

Eppure, i miei dubbi di cittadina e madre non si quietano.

Posso ascoltare delle notizie, leggere cosa ne pensano i virologi e decidere di credere o meno a quello che ci stanno raccontando. Ma poi torno a pensare che chiunque possa essere obbligato a dare una notizia ricamata e distorta.

Qualunque cosa debba accadere, accadrà. O non è così?

In fondo tutti noi, in qualunque momento, possiamo morire per un qualsiasi motivo e non ci pensiamo mai. Forse questa è l’opportunità per renderci conto che non stiamo vivendo al massimo delle nostre possibilità, che non stiamo sempre assecondando i nostri desideri, che magari agiamo per senso del dovere e trascuriamo altre cose più importanti.

Inizia quindi a vivere come non hai mai vissuto (si può fare anche da casa).

Siamo di fronte alla possibilità di capire il valore della vita perché in questo momento non siamo nemmeno liberi di viverla appieno. Stai facendo quello che faresti se avessi poco tempo da vivere?

Di fatto, nessuno sa quando finirà il suo tempo… la priorità è quindi vivere, ma cosa significa vivere?

Vivere davvero, intendo… non correre dietro alla vita. Quello è sopravvivere. Quindi… quali sarebbero le tue priorità… se fosse la fine?

Non sto dicendo che siamo alla fine, sia chiaro. Dico soltanto che il giorno della nostra fine non lo conosciamo e nonostante questo non viviamo i nostri giorni con pienezza. Il mio ottimismo, quindi, mi dice che questo dramma che si sta consumando può essere per alcuni un’opportunità per cambiare per sempre.

Possiamo cambiare come individui e ogni nostro piccolo gesto può cambiare quello del gruppo, quello dell’Italia e possiamo diventare contagiosi… ma non del virus. Invece di pensare alle notizie e cercare di capire cosa c’è di vero oppure arrovellarti sui numeri dei morti “per” o “con” Coronavirus, su come si usa la mascherina ecc…

Possiamo dirigere i nostri pensieri verso qualcosa di più utile per noi.

La nostra attenzione, ricordate?

Vuoi informarti? Ok, è corretto non mettere la testa sotto la sabbia, però almeno non diamo priorità a queste faccende che sono fuori dal nostro controllo.

Le istituzioni ci danno le istruzioni da seguire. Viviamo su questo pianeta, in questo Stato, e ci sono delle regole. Io le seguo, a scanso di equivoci e di dubbi. Non credo che uscire a far la spesa con la mascherina possa danneggiarmi in qualche modo.

Ma… pensare in continuazione al virus, alle notizie e a come si muove il Sistema dietro le nostre spalle, equivale ad essere contagiati. È un contagio mentale, ma fa male ugualmente.

Non farti contagiare dalle Notizie
Occupati di Ciò che puoi Controllare tu

La verità non la sanno nemmeno le persone che ci amministrano e quelli che sanno qualcosa devono riferire ogni notizia come “consigliato” dall’alto.

Quindi io ho scelto di darmi la priorità.

Pensa alla fragilità della condizione umana, al nostro essere appesi a un filo e allo stesso tempo a quanta forza sappiamo trovare quando serve. Sì, noi esseri umani siamo fantastici, quando vogliamo. Abbiamo una vita dove poter costruire e prendere decisioni… e abbiamo un desiderio di vivere che ci spinge a fare grandi cose.

Io voglio seguire questa forza. Io voglio vivere.

E tu cosa scegli per te?

Lascia qui sotto un commento, il tuo pensiero e qualsiasi utile suggerimento. Grazie.

L’ansia, la tristezza e la paura fanno perdere tempo

Riflessioni sulla mia giornata (Prima Settimana)

Un ostacolo alla possibilità Concreta di Ripartire da zero (o da sotto) è causato dalla mancanza di gestione del tempo e delle nostre giornate, che diventano una corsa estenuante senza un risultato efficace.

Impara a usare bene il tuo tempo
Gestisci il tempo, Non farti Gestire dal tempo

C’è una bella differenza tra essere efficiente, ovvero fare fare fare e fare, e essere efficace, cioè compiere azioni scelte con intenzione e indirizzate verso un obiettivo. Innanzitutto occorre chiedersi quali sono le priorità. Ci si perde in attività che ci danno l’illusione di essere impegnati, cosicché ci giustifichiamo dicendoci che siamo stanchi e che corriamo dalla mattina alla sera. Queste corse, infatti, dovrebbero essere evitate, benché starai pensando che si tratta di azioni utili e necessarie.

Sì, ma dove corriamo?

In quale direzione?

Per essere più chiara, ti racconto una strategia con cui io mi inganno per convincermi di essere produttiva. Quando mi sento scarica oppure ho pensieri negativi, la mia reazione è quella di fare ordine in casa, di conseguenza mi tengo impegnata con le pulizie. Se si tratta di un momento nel corso di un’intera settimana, può anche essere curativo dedicarsi ad attività manuali per ritrovare la propria centratura e l’equilibrio emotivo. Addirittura ti consiglio di pulire casa, l’auto, fare ordine, dedicarti al giardinaggio, al fai da te o fare qualsiasi altra azione con le mani e con il corpo per scacciare ansia, tristezza e paura; tuttavia queste attività non devono sostituire l’operatività della settimana. Per intenderci: pulire casa dalla mattina alla sera, per mettere a tacere i problemi, avrà l’effetto opposto perché a fine giornata sentirai la frustrazione di non aver gestito le priorità.

Siccome ho attraversato periodi di apatia, in cui cercavo di fuggire dagli impegni prioritari, ho riflettuto per trovare una soluzione efficace. Ho pensato di annotare tutte le azioni giornaliere (TUTTE) per osservare il mio comportamento. In questo modo ho ottenuto un piano settimanale, ma al contrario, cioè un inventario dei 7 giorni.

È un metodo efficace per osservare il tuo movimento quotidiano. Prima di provare a mettere in azione la lista di tutte le faccende che sbrigavo ogni giorno, pensavo di sapere a memoria ogni mio gesto giornaliero e di lavorare molto per le mie priorità. Per fortuna ho deciso di accogliere questa mia idea e tentare ugualmente l’analisi delle mie attività per un’intera settimana.

Sono una persona creativa, di conseguenza l’organizzazione troppo rigida mi è sempre stata stretta. Nonostante tutto pianifico il mio lavoro e le mie giornate perché sono consapevole dell’importanza dell’organizzazione. Allo stesso tempo, però, mi scontro di frequente con la mia rigidità, le mie pretese esagerate nei miei confronti e il mio carattere che mi porta a un eccessivo controllo delle situazioni. Ecco perché, poi, a fine settimana, spesso mi sento insoddisfatta del lavoro svolto. Mi sembra sempre di non aver fatto abbastanza.

Una domenica mi sentivo proprio stanca e soprattutto sotto pressione per non aver compiuto tutto il lungo elenco, programmato in anticipo per quella settimana nel weekend precedente, quindi mi sono dedicata al riordino, un’attività che mi rilassa (al contrario di quanto succede per molti). Per me pulire casa oppure stirare sono ottimi modi per fare ordine nei pensieri, una sorta di meditazione e il miglior sistema per rilassarmi. In quel momento, ho pensato: “La prossima settimana scrivo tutto quello che faccio, così posso valutare con obiettività il mio operato”.

DETTO, FATTO! Ho preso un planning settimanale da tenere a portata di mano. La scelta è stata di partire da ciò che faccio giorno per giorno e non da ciò che vorrei fare e che di solito non riesco a mantenere (perché pretendo troppo da me stessa). Inizialmente volevo soltanto valutare la mia resa, di modo che potessi poi riprogrammare la settimana successiva calibrata sulle mie reali potenzialità.

Doveva essere l’osservazione di una settimana, che invece ho protratto per le settimane successive per un motivo ben preciso: ho notato un cambiamento delle attività indicate nella lista, diversi benefici e miglioramenti, una maggiore produttività in termini di efficacia. Sono diventata sia più efficiente sia più efficace.

Oggi ho scritto questo articolo per condividere con te le osservazioni su questo metodo, i risultati e i benefici ottenuti, oltre ai miglioramenti che considero utili per aumentare la mia efficacia.

Riflessioni su come uso il tempo
Cosa ho capito osservando come uso il mio tempo

Innanzitutto mi sono accorta di aver tralasciato l’annotazione di alcune attività, come cucinare, mangiare, colazione, portare mio figlio a scuola e agli sport (andare a riprenderlo), le mie merende e quelle del bimbo, video visti e articoli letti, preparazione delle cose per la giornata stessa (la mattina) o per il giorno successivo, lavarsi e altre attività di routine.

Ho notato che faccio molte cose, ma che in tutta la settimana non mi sono concessa pause e momenti di riposo, nessuno svago oltre al lavoro e alle azioni di routine. Sicuramente devo tenerlo presente, affinché possa ricordarmi di inserirlo, quando realizzerò il planning preventivo della settimana. Mi capitano settimane in cui vivo per lavorare e fare… appunto: MI CAPITANO! Significa che in certi momenti vivo senza la dovuta intenzionalità, con il pilota automatico inserito.

La lista delle azioni mi ha permesso, inoltre, di capire che non sto affatto con le mani in mano, mai, e di osservare le attività non prioritarie svolte nei momenti in cui perdo il focus. Verso la metà della settimana ho migliorato l’attenzione, riorentandomi su azioni più intenzionali, ad esempio per sfruttare meglio i momenti sprecati, quelli che di solito diventano spazi morti, quelli in cui sono più confusa circa l’azione consapevole, mi ha dato l’occasione di migliorare le scelte delle cose da fare, di ridurre i momenti di perdita di tempo, di down, quelli in cui mi abbandono a fare le pulizie di casa e il riordino per non pensare o non affrontare i veri bisogni.

Finalmente adesso ho un metodo per osservare cosa faccio e pianificare davvero con intenzione le mie settimane, posso accorgermi di ciò che non ho fatto ma avrei dovuto fare, di capire quali sono i momenti e le dinamiche che mi fanno perdere di vista l’obiettivo, di pensare e focalizzarmi sulla gestione ottimale del tempo. Inoltre, osservando quanto mi impegno, riesco più facilmente a darmi il permesso di riposare.

Avere l’impegno di scrivere le mie azioni mi ha donato più tempo: credo di aver compiuto più attività del solito, concedendomi anche lo spazio per pensare a me, a cosa vorrei cambiare, a come migliorare la mia vita e il mio lavoro. Ho fatto maggiore chiarezza persino sul mio piano operativo del 2020 e sui contenuti che pubblicherò sui miei siti. Pensa che ho addirittura iniziato un nuovo business da aggiungere alle mie attività, che voglio crescere per diversificare le mie entrate. La chiarezza mentale è fondamentale in ogni caso, sia per chi deve risolvere grandi problemi, sia per chi semplicemente affronta i piccoli ostacoli della vita quotidiana. Talvolta prendiamo le decisioni con impulsività, non potendo ragionarle con calma a tavolino; invece, con questo sistema ho provato sulla mia pelle una migliore capacità di decidere, inclusi i casi in cui ho dovuto comunicare qualcosa con fermezza e lucidità.

I primi giorni sono stati impegnativi: me ne sono accorta la mattina perché ero stanca e meno pronta a saltare giù dal letto, tuttavia miglioravo nel corso della giornata in efficacia, consapevolezza e forza. Sebbene abbia fatto fatica la mattina, sono riuscita ad andare a dormire più tardi la sera, continuando a essere produttiva oppure riuscendo a trovare le forze per uno svago.

Sono più consapevole di come uso il tempo
Sono più consapevole e scelgo con intenzionalità le mie azioni

Migliorare la consapevolezza delle mie azioni, ha ridotto notevolmente i pensieri negativi e le preoccupazioni. Sono convinta che lo noterai anche tu. Vedrai come migliora il focus sugli obiettivi, le idee e soprattutto l’intenzionalità. Persino le coaching telefoniche con i miei clienti ne hanno beneficiato, così come le mie relazioni nella mia vita privata. Infatti sono riuscita a dedicarmi di più anche agli amici.

Come ho detto all’inizio, in effetti non mi sono riposata né mi sono presa dei momenti di relax, però ho usato quel tempo per guardare e leggere online contenuti utili, dedicando meno tempo a social e video inutili.

Credo che manterrò questa buona abitudine per osservarne i cambiamenti, per poi condividere con te nuove riflessioni. Spero ti sia utile e che la proverai anche tu.

Mi piacerebbe sapere le tue impressioni, così come i risultati raggiunti.

Puoi scrivere un commento qui sotto.

Il tempo che perdi è stagnante nel passato, nel pensare a ciò che potevi fare di diverso invece di fare le cose diversamente ora e da ora! E’ un comportamento automatico perché non sempre siamo attenti alla scelta intenzionale. La mente va educata.

Passiamo dal criticare le persone che ci hanno ferito a criticare noi stessi, a mettere in discussione la nostra buona fede. Viviamo tra alti e bassi, puntando il dito per i nostri problemi sugli altri e nello stesso momento viviamo un profondo senso di inadeguatezza. Il cervello ripete a se stesso il passato per proteggerci dal rifare gli errori già commessi, benché in realtà non è un dialogo utile perché non è seguito da un cambiamento attivo.

La decisione di cambiare è tutta nelle nostre mani.

Dobbiamo cercare equilibrio all’interno per produrlo fuori e intanto le azioni esterne possono aiutarci a ristabilire un equilibrio anche dentro.

Buon lavoro!

 

COME STAI? Non interessa a nessuno, sappilo!

Come ti senti

Nel periodo dell’anno in cui tutti parlano di obiettivi, i grandi coach e guru vogliono darti consigli su come ottenere il massimo dal nuovo anno, Nessuno ha Pensato veramente a Te, a come ti senti… a COME STAI?

Avere uno scopo è importante, certo, però non è possibile raggiungerlo e nemmeno decidere cosa fare, quando non sei in forma e se ti senti senza energie. Il benessere fisico e emotivo influenza la decisione e l’azione, quindi è il primo vero obiettivo per realizzare un anno più felice del precedente.

Come ti senti
Quando non sei OK, sei bloccato in partenza.

Ecco perché prima di iniziare con qualunque programma per il 2020, sono qui a chiederti:

COME STAI?

Ti pensavo e ho deciso di scrivere questo articolo per chiederti come è iniziato per te il nuovo anno.

Sì, è vero! Questo è un post pubblico del mio sito web, molte persone leggeranno lo stesso uguale e identico messaggio perché non posso scriverne uno diverso per ciascun lettore, però vorrei che ti arrivasse come una mia comunicazione personale. Infatti, stavo – davvero – pensando proprio a te, sia se ci siamo conosciuti in una sessione di coaching telefonica personale, in un messaggio privato o in un commento su Facebook oppure se ci siamo scambiati delle email, ma ti pensavo anche se non abbiamo mai comunicato direttamente.

Ti pensavo e mi chiedevo come stanno andando le cose.

Come Stai proprio Oggi? Come è Iniziato l’anno nuovo?

Stavo pensando ad ogni singola persona iscritta al mio sito e alle mie news via email, alla mia pagina Facebook e a tutti gli amici che conosco personalmente.

Per me è come se vi conoscessi tutti, vi porto nel cuore sempre e penso a voi ogni singolo giorno, anche per capire qual è il modo migliore per rendermi utile, per darvi ciò di cui avete bisogno.

Però non posso sapere tutti i dettagli che ti riguardano:

So che molti hanno difficoltà di vario tipo, dalla mancanza di soldi, a relazioni complicate (di coppia, in famiglia, al lavoro, con amici e conoscenti), e varie rotture di scatole… ognuno ha le sue…

Purtroppo è raro che qualcuno si interessi ai nostri problemi e, quando ci chiedono – COME STAI -, sono domande di circostanza perché poi non stanno ad ascoltare realmente la nostra risposta, i bisogni che abbiamo, né tanto meno vogliono aiutarci. Incontriamo conoscenti per la strada, colleghi sul posto di lavoro, mamme all’ingresso e uscita da scuola, amici e parenti e…

Pochi ci chiedono: COME STAI?

Quando di rado accade che qualcuno sembri preoccuparsi per te, nemmeno ti lascia parlare, non ascolta la tua risposta e ti butta addosso tutti i suoi problemi.

Di COME STAI non interessa a nessuno, non interessa per davvero. Sono domande di circostanza: tant’è vero che nemmeno stanno a sentire la risposta.

E sinceramente dobbiamo ammettere che capita anche l’inverso, cioè che tu fai la stessa domanda di rito, ma vorresti soltanto parlare di te, delle tue sventure e dei tuoi problemi. È normale, non sono qui a fare la morale sull’egoismo o sulla colpa. Semplicemente ci tengo a farti notare come la vita ci trascina avanti ogni giorno in una corsa folle, durante la quale non riusciamo a fermarci un secondo per pensare.

Come possiamo accorgerci che nessuno ci ascolta e che noi non ascoltiamo nessuno, correndo come matti?

È veramente drammatico. È questo il dramma della nostra società odierna.

Non è l’egoismo di chi non ti sta a sentire, poiché non si tratta di mancanza di interesse.

Il dramma reale è la folle corsa quotidiana, che ci impedisce di accorgerci degli altri e perfino di noi stessi.

Ti invito a fermarti un attimo o almeno, se non hai un mai un momento di sosta, cerca di pensare a questa riflessione mentre fai gesti automatici come guidare, stirare, nella doccia o fallo stasera prima di dormire.

Fermati e Ascolta come stai
Fermati e Ascoltati: nessuno lo farà per te

Una domanda davvero importante, alla quale si dovrebbe dedicare una risposta così delicata e attenta, viene purtroppo sottovalutata. È tanto frettolosa la domanda, posta soltanto come un banale convenevole, quanto la nostra risposta, che diventa necessariamente superficiale, perché siamo coscienti della totale assenza di interesse degli altri per il nostro benessere, il nostro stato reale di oggi.

E, invece, NO. Prendiamo consapevolezza di quanto vale una domanda così importante.

Ti sto chiedendo: Come stai per davvero, proprio oggi?

Oggi io sono qui per farlo, per ascoltarti come nessuno fa e per trovare con te una soluzione che al momento non vedi.

Inoltre, sono quasi sicura che tu stesso/a non ti ascolti.

Quante volte ti fermi a chiederti: “Ehi, ma come sto oggi?”

E poi quand’anche ti dessi questa importanza, quante volte ti fermi ad ascoltarti sul serio?

Per esempio, sarebbe davvero molto utile che ti rendessi conto del tuo stato fisico e emotivo. Puoi iniziare ascoltando il tuo corpo, i fastidi, i dolori e i doloretti, il senso di affaticamento, le tensioni muscolari. Chissà quali organi stanno già richiamando la tua attenzione… Magari lo stomaco si lamenta con un po’ di bruciore, l’intestino è bloccato o al contrario troppo attivo, i polmoni sono affannati.

Noi facciamo esattamente il contrario di ascoltarci: continuiamo a “fare”, fare fare fare, come ci è stato insegnato. La nostra cultura ci spinge a correre persino quando non sappiamo dove diamine stiamo andando. Non si può continuare così, infatti il corpo ci segue finché poi ci molla di punto in bianco.

Qualcuno ne esce vivo per miracolo e altri no.

Qualcuno resta bloccato con il mal di schiena, se è fortunato…

Ad ognuno il suo conto da pagare per non aver dato ascolto al proprio corpo.

*****

Sveglia prestissimo la mattina

Corri al lavoro a volte (o sempre) senza fare colazione

Traffico pazzesco e liti per guadagnarsi una precedenza

Il capo o i colleghi sono più nervosi di te

Torni a casa e pensi che forse era meglio stare al lavoro

Figli, problemi, pochi soldi.

Cucina, lava, stira, pulisci.

Aiutooooo! Ma davvero è questa la vita da vivere?

Basta non ne posso più
Scegli di dire Basta! alle solite corse folli

Ti rende felice un simile stile di vita?

Io credo proprio di avere il dovere di avvisarti: ricordati di dare ascolto almeno tu a te stesso/a.

Iniziare dal corpo è soltanto il primo passo, poi ci sono le emozioni, di pari importanza. Il corpo è un ottimo messaggero anche dello stato emozionale, quindi ci può aiutare nell’ascolto della parte più profonda di noi. Ad ogni modo, concedersi una sosta per pensare ci mette nella condizione di poter sentire subito come va l’umore.

Sarebbe ora di farlo. Che ne dici?

Ti ripeto che sono ben consapevole della difficoltà di ascoltarsi, motivo per cui allo stesso tempo nessuno ti ascolta… perché ovviamente non ascolti gli altri, se non riesci nemmeno ad ascoltare te stesso/a.

Permettimi di aiutarti a farlo. Ti posso mostrare come ascoltarti di più.

Ormai ho già iniziato da tempo a darmi retta, ho smesso di impormi ritmi assurdi e scelgo sempre con attenzione quello di cui ho davvero bisogno. In particolare, nel 2019 mi sono dedicata principalmente a questo, cambiando radicalmente tante abitudini controproducenti. Ho fatto tanta, ma tanta pulizia, su molti fronti.

Quest’anno intendo assolutamente continuare con questa meravigliosa pratica dell’ascolto, perciò mi sento pronta al tempo stesso per condividerla con te e guidarti a portarla nella tua vita.

Pertanto se c’e’ qualcosa che ti turba e sta rovinando l’inizio del tuo 2020, ti chiedo di scrivermi subito un commento qui sotto oppure su Facebook (va benissimo anche un messaggio privato). Raccontami liberamente cosa senti, cosa provi, chiedimi aiuto e dimmi cosa posso fare oggi stesso per te.

Leggo ogni messaggio e rispondo entro 24/48 ore quindi…

ASPETTO IL TUO MESSAGGIO! Ci conto.

Al momento sto lavorando di più “dietro le quinte”, ho pubblicato pochi contenuti nel 2020 e non hai visto grandi cambiamenti sul sito. Il lavoro che non vedi di solito è quello più significativo perché poi prende forma e diventa uno dei contenuti di valore che ricevi, come ad esempio quello che stai leggendo. Ti racconterò piano piano cosa sto facendo e come ti può essere utile.

Nonostante il silenzio ti penso ogni giorno, mi chiedo come proceda la tua vita, quali possano essere le tue difficoltà ed esigenze, cosa stai facendo per migliorare la situazione e come vivi le tue giornate.

Vorrei poterti aiutare in base alle mie possibilità, nel modo in cui io sono capace di farlo e soprattutto vorrei capire di cosa hai bisogno davvero.

Il web vende formazione non risultati
I coach vendono formazione NON risultati

Anche io sono iscritta a molti siti e newsletter dai quali ricevo tanti messaggi. In questi giorni tutti i formatori e addetti alla crescita personale parlano di obiettivi per il 2020 e io stessa ho scritto vari contenuti su questo tema, però mi sono fermata ad un passo dalla pubblicazione o dall’invio alla mia lista di contatti perché mi è venuto un pensiero.

Nessuno di questi coach e siti mi ha mai chiesto: “Elena, Come stai?”

Questo è un dettaglio non da poco…

Eccomi qui allora a farlo io, a chiederti come stai. Ti ho mostrato le mie riflessioni, dicendoti di lasciar perdere le colpe o l’egoismo, di guardare oltre l’interpretazione superficiale che potrebbe dare chiunque senza andare a fondo della questione. Io credo nell’importanza dello scambio e condivisione delle opinioni: la crescita avviene proprio quando si sommano più esperienze.

Io credo che 1+1 sia uguale almeno a 3, quindi io + te possiamo fare molto più di 2 persone… soprattutto perché non siamo persone qualsiasi. Ne sono certa, altrimenti io non sarei qui a scrivere, tu avresti altro di meglio da fare invece di leggermi e poi non commenteresti il mio articolo.

Scrivimi, mi raccomando.

Il Buongiorno si Vede dal mattino: MORNING ROUTINE 2020

Rituali per Principianti con la Voglia di Ricominciare da Zero.

Iniziamo il nuovo anno con le buone abitudini per partire ogni mattina con il piede giusto, con i pensieri e le azioni necessarie per compiere il progetto di vita dei prossimi 12 mesi.

Una mattina iniziata bene può essere l’alba di una giornata efficace, vissuta in accordo con gli obiettivi prefissati per una nuova vita che Riparte da Zero, dall’anno che parte adesso. Questo è il momento migliore per una nuova routine del mattino, dato che siamo anche all’alba di un anno tutto da scrivere, come un libro bianco in cui vogliamo raccontare una storia diversa, quella che meritiamo e che aspettiamo da sempre.

Piuttosto di imporci ritmi impossibili, Iniziamo con calma e Manteniamo le Buone Abitudini nel Tempo

Attendere non paga, affidiamoci all’azione con fiducia. Prendiamoci cura, quindi, dell’alba del nuovo giorno nell’alba del nuovo anno.

Chi ben comincia è a metà dell’opera… è vero?

Sono le prime azioni a fare buona parte del risultato: come le radici di un albero e le fondamenta di una casa, dobbiamo costruire una base di partenza stabile. Infatti, una giornata produttiva tanto quanto un anno ricco di soddisfazioni si realizzano un giorno per volta, con pazienza e dedizione e possono portare risultati concreti e stabili soltanto con un lavoro iniziale ben compiuto. La prime 2 ore della mattina, le prime ore e giorni dell’anno determineranno il risultato a fine giornata e, di conseguenza, a dicembre 2020.

Pochi giorni fa, nella notte di San Silvestro abbiamo brindato con l’augurio di poter Cambiare Vita, di Ripartire da Zero o almeno di Migliorare qualcosa di cui siamo insoddisfatti.

Adesso, però, dobbiamo fare in modo che non resti solo l’augurio e la frustrazione di averci creduto un’altra volta senza poterlo realizzare. Forse qualcuno ha chiesto al 2020 un po’ di fortuna, illudendosi di poterci contare. Purtroppo le lenticchie non portano soldi, la magia non porta l’amore e gli scongiuri non allontanano gli imprevisti.

Soltanto noi possiamo regalarci fortuna, compiendo scelte e azioni fortunate…

Il mattino ha l’oro in bocca: sto per mostrarti come raccogliere a piene mani l’abbondanza offerta dall’Universo a partire dalla tua morning routine, cioè dalla somma delle sane abitudini e rituali delle prime ore della giornata che possono cambiare la tua vita.

Deciderai di provarci anche tu, se hai notato come una mattina iniziata male riesce a guastare tutta la giornata.

Certo, ogni momento è buono per rimettersi in carreggiata e dare una svolta a una giornata storta, tanto quanto possiamo correggere un anno iniziato male.

Ma perché dovremmo aspettare qualche brutta sorpresa prima di metterci sul giusto binario?

Per iniziare bene il 2020 ho rivisto la mia Morning Routine, adattandola agli obiettivi che ho scelto per i prossimi 360 giorni. Oggi, però, non ti mostrerò la mia lista di abitudini del mattino, che condividerò con te più avanti. Infatti, ho ripensato a quando leggevo le buone abitudini elencate nelle morning routine di persone, che erano già allenate a questa meravigliosa pratica, e ricordo di essermi sentita più triste di prima. Io provavo ad impegnarmi, eppure mi sembrava troppo faticoso. Mi proponevano una routine del mattino troppo complicata, piena di regole ferree che non riuscivo a rispettare e arrivavo a sera stanchissima. Il risultato era peggiorativo: mi sentivo nervosa e priva di forze.

L’errore era stato quello di impormi subito uno schema troppo impegnativo, dato che avevo appena iniziato. Partendo da zero e con tanti problemi da risolvere, avrei dovuto iniziare con una morning routine per principianti che nessuno ti suggerisce. Tutti i guru e coach descrivono la loro morning routine super programmata e performante, che noi comuni mortali non riusciamo a compiere nemmeno in un’intera giornata. Ogni abilità richiede allenamento.

E poi, sinceramente, io scelgo soltanto pratiche e azioni che possano portare un miglioramento nella mia vita. Mi spiace dirlo, però, la chiarezza è uno dei miei valori fondamentali: nel mondo della formazione si raccontano troppe favole. I rimedi per migliorare la vita, soprattutto quando si tratta di Ricominciare da Capo dalle proprie ceneri, devono essere semplici, applicabili da tutti e fattibili.

Ho sempre creduto nelle strade alternative, di conseguenza ho pensato di suggerirti una morning routine iniziale per principianti. Puoi provare un metodo pratico capace di cambiarti la vita un giorno per volta, evitando l’ansia da prestazione. Una volta al mese rivedremo questo schema per aggiungere abitudini produttive e togliere quelle che non servono o perfezionando quelle da migliorare.

Ecco i 6 punti fondamentali per una routine mattiniera da principianti.

 

  • Svegliati 15 minuti prima del solito

 

Alzarti dal letto un po’ prima, ti regala un po’ di tempo e ti permette di aggiungere alle tue azioni della giornata qualcosa che di solito rimandi, come per esempio fare ordine in casa, nei documenti, leggere qualche pagina di un libro o di una guida. Potresti aver bisogno di approfondire le tue conoscenze su un argomento utile per la risoluzione di un tuo problema oppure per acquisire una abilità che ti serve per un motivo specifico (business, debiti, spiritualità, relazioni ecc…). Ti ho proposto solo alcuni esempi di come puoi sfruttare il tuo bonus di tempo giornaliero, ma le possibilità sono infinite. La scelta dipende soltanto da te.

I prossimi punti riguardano gesti e azioni che puoi inserire in questo spazio di 15 minuti oppure avere dei momenti riservati per loro.

 

  • Curati della tua igiene personale

 

Nei momenti di tristezza, preoccupazione o ansia è facile dimenticarsi di se stessi. La cura personale, invece, è importante per te, ti serve per sentirti adeguato, inoltre è il biglietto da visita con cui ti presenti nel mondo. Se hai appena concluso una relazione d’amore, è più difficile approcciarsi a nuovi incontri o tentare il riavvicinamento del partner precedente con un aspetto trascurato. Lo stesso discorso vale per l’ambito del lavoro e delle relazioni in generale.

Purtroppo un altro errore diffuso è quello di avere delle aspettative dal mondo esterno, benché noi stessi non ci impegniamo a darci ciò che vorremmo ricevere. Inoltre, il nostro modo di dare agli altri si relaziona con i nostri desideri e aspettative, quindi diamo quello che desideriamo ricevere. Eppure non sempre riusciamo a soddisfare gli altri e viceversa noi ci sentiamo spesso delusi dalle relazioni (amici, parenti, partner, colleghi) perché ognuno offre quello che desidera per sé.

Puoi utilizzare il momento dell’igiene personale per guardarti allo specchio e dirti con la massima schiettezza cosa ti fa soffrire, quali sono i bisogni che non vengono accuditi da qualcun altro. Dopodiché prova a ribaltare la faccenda e rifletti su come puoi tu, in prima persona, prenderti cura della necessità inaccudita… poi decidi come dare a te stesso ciò che pretendi dagli altri.

 

  • Soddisfa i tuoi bisogni essenziali

Prenditi il tempo necessario per una colazione rilassante. Per il momento ci limitiamo a godere del momento seduti davanti a qualcosa di buono da gustare con calma, mentre più avanti vedremo anche come rendere più sano il pasto più importante della giornata. Tuttavia i bisogni personali possono essere i più svariati: riposare a sufficienza, fare un bagno caldo rilassante invece di una doccia al volo oppure… dai sfogo alle tue necessità e scrivimi per farmi sapere quali sono: https://www.facebook.com/elenagrilloblog/posts/1251398991713006). Condividere le tue riflessioni è il modo migliore per aiutare altri come te a Ripartire da Zero e, se saremo in tanti a farlo, tu potrai ricevere questo valore a tua volta.

 

  • Ripassa le priorità della giornata

 

Quest’anno si fa sul serio! Ogni sera dovresti aver stabilito almeno 3 azioni prioritarie per il giorno successivo, quelle che farai assolutamente e prima di tutto il resto. Forse non potrai fare tutte le 3 cose di mattina, però puoi definire esattamente i momenti della giornata per farle. A fine giornata verifica di aver svolto le azioni stabilite.

 

  • Fai silenzio finché ti è possibile

 

L’ideale sarebbe riuscire a completare in silenzio la routine del mattino, fino al momento dell’inizio del lavoro quotidiano. È un ottimo modo per conoscersi nel profondo, per guardarsi dentro, ma anche per notare cosa accade fuori, al tuo corpo. Puoi farlo, per esempio, mentre ti curi della tua persona e del tuo aspetto. Noterai molti aspetti di te, di come eri e di come sei, inoltre potrai riflettere su come vuoi diventare. Talvolta gli eventi negativi ci fanno perdere caratteristiche e pezzi di noi, diventiamo impazienti, nervosi, impulsivi benché in passato fossimo persone calme e riflessive.

Il silenzio può guarire il corpo, la mente e lo spirito.

Nel silenzio puoi vivere allo stesso tempo tutti gli elementi della morning routine appieno. Per rendere più efficace il gesto di non parlare, osserva anche il vagare della mente, tutte le strade che prende e i pensieri da correggere. La pratica del silenzio ti aiuta poi per il prossimo punto.

 

  • Vivi il momento presente, qui e ora

 

I pensieri ci trascinano altrove, arrivano senza invito e all’improvviso. Magari stai facendo la tua colazione in totale relax, ripassando le priorità della giornata oppure ti stai prendendo cura del tuo corpo, però la mente scappa via. Allora inizi a pensare a qualche problema irrisolto e la chiacchiera interna diventa padrona della tua routine del mattino. Esercitati a riportare il flusso dei pensieri su di te, sul gesto che stai compiendo e vivi quell’istante, assaporando il gusto dell’azione nella sua totalità.

***

Altri consigli per la morning routine e prossimi passi…

Per riuscire a mantenere a lungo l’impegno della morning routine è necessario allenare il carattere perché ti anticipo che arriveranno dei momenti in cui vorrai rinunciare. Quando non riesci a svegliarti 15 minuti prima del solito, mantieni comunque le altre buone abitudini perché ti servirà a conservare la convinzione della bontà di questa pratica. Il motivo per cui ti ho suggerito una routine per principianti è proprio il frutto della mia esperienza negativa con lo sconforto. Avere troppi impegni, fin da subito, ti mette in uno stato di ansia che ti porterebbe a rinunciare ad un metodo valido.

Il primo passo serve per toglierti dalla situazione in cui ti trovi, quindi la routine del mattino avrà come obiettivo quello di partire da zero o anche da sotto. Per uscire da una situazione scomoda dobbiamo imparare a difenderci, sia dal mondo esterno che dalle nostre resistenze personali.

Ricordati del tuo valore, apprezza quello che fai senza incolparti per quello che non riesci a fare, evita il confronto con gli altri, ringraziati per tutto ciò che stai facendo. Non pretendere di cambiare tutto in giorno. I cambiamenti si realizzano con un lavoro continuo, a cui aggiungi un po’ per volta un pezzo in più. Serve una buona dose di pazienza per mettere le fondamenta solide ad ogni giornata, soprattutto nei primi giorni del nuovo anno in cui poniamo le basi per il futuro.

Inoltre, preciso che i vari punti elencati non sono dei compartimenti stagni, interagiscono sempre tra di loro. Dobbiamo agire per il bene generale personale sui 3 livelli: mente corpo e spirito, di conseguenza possiamo intervenire in simultanea per una routine di successo.

Ti invito a provare questa pratica subito da domani mattina, fino al 31 gennaio.

Sarebbe opportuno avere un piccolo diario dove annotare riflessioni, pensieri, decisioni e soprattutto correzioni e aggiunte per la morning routine di febbraio.

Sarei felice di confrontarmi con te, di ricevere notizia dei tuoi risultati.

Ti segnalo la mia pagina Facebook e il post dove puoi raccontarmi tutto questo.

 

Ti aspetto lì.

Grazie per aver letto questo contenuto e alla prossima.

Quando pensi di Non Farcela [Cosa Fare]

Capita a tutti, non esiste un momento in cui questo tipo di pensieri smetteranno di tornare a trovarti. Talvolta ti senti capace di affrontare tutto, mentre altre volte vedi ogni risultato impossibile. È normale, siamo umani, non robot.

Prendi consapevolezza di doverti scontrare di tanto in tanto con queste preoccupazioni, accettale quando arrivano e, al tempo stesso, impara il modo giusto per gestirle.

I problemi, gli ostacoli e le sfide fanno parte della vita. Purtroppo si è diffuso su internet il mito della perfezione, ostentato da tanti personal coach che vogliono farci credere di vivere in una realtà perfetta, nella quale riescono a rispettare sempre le scadenze, essere performanti e pronti per ogni necessità. Qualche anno fa ero ancora troppo giovane per rendermi conto della realtà, ma oggi posso dirti che di sicuro ci sono dei “dietro le quinte” nascosti dei quali non parlano.

Tutti abbiamo alti e bassi, dobbiamo imparare a cavalcare queste onde.

Il mio primo consiglio è seguire il flusso, accettare le sfide tanto quanto le opportunità. Obiettivamente non puoi scappare perché gli ostacoli vanno affrontati, di conseguenza conviene senza dubbio farsene una ragione, piuttosto di tentarle tutte per cambiare direzione. Andare contro corrente è difficile e rischioso, è molto meglio lasciarsi guidare dal flusso.

Perché capitano tutte a me?

Non serve a niente porsi domande come questa, se non a peggiorare il risultato. Ne ho parlato anche nella mia mini guida gratuita Ricomincio da Zero – Vinci Partendo dalle Sconfitte, che ricevi subito dopo l’iscrizione alle mie news gratuite (Puoi farlo dal box a destra sulla pagina principale del sito). Quando decidi di seguire la corrente, ti rendi conto che ogni azione è più facile. Stare nel flusso significa anche ascoltare i propri bisogni, imparare a dare retta alle richieste del tuo corpo e della tua mente, per esempio concedendoti il riposo necessario. Ho vissuto per oltre 30 anni chiedendomi il motivo per cui nessuno si è mai davvero preso cura di me, covando nel profondo un senso di rabbia distruttivo che ha fatto solo male a me e che era contro la naturale corrente. Imparando a prendermi cura dei miei bisogni, ho assaporato la bellezza del lasciarsi trasportare dalla vita. Già! Perché adesso non è più indispensabile che qualcuno si prenda a cuore le mie necessità e posso vivermi ogni momento senza aspettative (sono in grado di soddisfarmi da sola).

Quando si ripresenta il dubbio riguardo alle possibilità di riuscita, decido subito di accettare quello che prima era un ospite indesiderato, ovvero la preoccupazione, poi agisco scegliendo di non forzare la mano sul risultato, ma cercando di fare del mio meglio con le risorse a mia disposizione. Raggiungerò l’obiettivo se diventerò una persona in grado di affrontare quella sfida, di conseguenza metto da parte lo scopo finale per dedicarmi al miglioramento personale, per diventare più abile per la necessità contingente.

Credimi, il risultato vale pochissimo rispetto alla crescita personale raggiunta nel tentativo di diventare la persona adatta per quella sfida. E poi, guarda caso, otterrai al tempo stesso la soddisfazione che cercavi. Siccome il nostro cervello ha preso la cattiva abitudine di remare contro le vicende della vita, purtroppo è automatico dare un giudizio negativo agli ostacoli e, per diretta conseguenza, si presenta il dubbio sulla fattibilità della soluzione. L’incertezza è sempre presente.

Possiamo cambiare questo schema allenandoci a colmare le carenze, a zittire il dubbio!

Come ho scritto sulla pagina iniziale del sito, il dubbio si dissolve con la ricerca. Occorre prendere consapevolezza di ciò che già hai a disposizione, delle tue risorse attuali, ma anche di quello che manca per affrontare il problema con le armi adatte. Ovviamente questo discorso va adattato all’ambito di tuo interesse. Ti mostro un paio di esempi per spiegare meglio il concetto.

Problema tipo #1: Sovraindebitamento

Se hai troppi debiti, che non puoi più sostenere, sarai perseguitato dai solleciti di pagamento di creditori e funzionari del recupero crediti. In questo caso, hai tantissimi dubbi e paure riguardo ai possibili risvolti (negativi) della situazione, ma ricercando i metodi e le strategie per evitare errori e rischi, hai già colmato buona parte delle carenze. Per questi problemi ti segnalo il mio sito: www.comenonpagare.com dove puoi già scaricare la guida gratuita CHIUDERE I DEBITI: I 5 Errori da Evitare e ricevere poi tutti gli strumenti necessari per risolvere il problema del sovraindebitamento.

Problema tipo #2: Sono stato/a lasciato/a dalla persona amata

Quando perdiamo una persona importante, la prima reazione più che naturale è lo shock. L’abbandono è un evento dolorosissimo, che fa emergere tutte le tue insicurezze, persino quelle che non sapevi nemmeno di avere. Subito dopo arriva la rabbia: vorresti fargliela pagare e speri che un giorno si penta per il malfatto soffrendo come una cane. Poi però inizi a calmarti e vorresti lottare per riavere al tuo fianco quella donna o quell’uomo, mentre sai che è impossibile, che non accadrà. Il desiderio del suo ritorno è contro corrente, corrisponde al rifiuto dell’evento accaduto, è mancanza di accettazione di una scelta che non ti appartiene. Le cose vanno sempre come devono andare, altrimenti sarebbero andate diversamente. Nel momento in cui sei stato lasciato, non importa se la persona tornerà da te, bensì il fatto che non è più con te. Punto. Allora impara ad accettare, a seguire la corrente, facendo del tuo meglio con ciò che hai a tua disposizione (te stesso). Stare nel flusso vuol dire che sei tu a dover provvedere a questi bisogni di cui investi gli altri di aspettative. Le tue necessità devi soddisfarle tu, con o senza quella persona, quindi continuerai su quella strada anche nel momento in cui dovesse tornare da te.

Il secondo consiglio di oggi è: presta attenzione alla durata del dubbio.

La sensazione di non farcela può essere talvolta solo momentanea, potrebbe verificarsi nell’istante dello shock, quando sei preso alla sprovvista da un evento. Il perdurare di questa paura di non farcela, invece, necessita di una correzione. Come ti ho già accennato dovrai lavorare sulla ricerca delle risorse utili, ma anche osservare ciò di cui già disponi attualmente.

Una domanda utile per scoprire le tue possibilità di farcela è:

Dispongo delle risorse necessarie per affrontare questa sfida?

Ti suggerisco un semplice inventario di queste risorse, anche in questo caso da adattare al tuo caso personale. È la strategia adottata dalle persone che si sono allenate a gestire il dubbio e la paura.

In tal senso è di vitale importanza innanzitutto prendere consapevolezza delle persone a te vicine. Mai isolarsi quando ci si trova in difficoltà, benché spesso e volentieri la presenza di qualcuno può giocare a tuo sfavore. Allora è il momento di scegliere: chi sono le persone in grado di sostenerti? Potresti scoprire, però, di non poter fare affidamento su nessuno, di essere circondato soltanto da presenze che alimentano il tuo dubbio. La ricerca serve a questo, è utile per metterti nell’ottica di trovare qualcuno che sia per te fonte di ispirazione. Puoi contare su di me per questo perché lo faccio quotidianamente per me e per chi richiede il mio aiuto.

Per ampliare la visione positiva su te stesso, aumentando l’autoefficacia ti suggerisco di prenderti cura del tuo corpo, tenendo in considerazione il movimento fisico, l’alimentazione e le coccole. Quando metti in azione il corpo, diventa più reattivo anche il cervello. Per ognuno il tipo di sforzo necessario e allo stesso tempo sostenibile è differente, di conseguenza per qualcuno può bastare qualche camminata all’aria aperta. A settembre di quest’anno, mi sono iscritta a un corso per rimettere in movimento il mio corpo. Ho scelto un tipo di esercizio fisico particolarmente sfidante, in quanto necessitavo di mettermi alla prova e confrontarmi con quella parte di me che non ascoltavo da anni. E’ stata una scelta consapevole proprio per i motivi descritti poc’anzi, pertanto ero cosciente di farlo per il mio lavoro di rinascita e mi aspettavo proprio i risultati a cui sono arrivata. Quello che devo ammettere è di essere rimasta sbalordita per aver raggiunto traguardi importanti prima di quanto immaginassi, sia dal punto di vista fisico, che mentale e spirituale.

Un altro ambito importante da prendere in considerazione è l’ambiente in cui vivi e lavori. L’ordine e la pulizia sono fondamentali, liberarsi di ciò che non serve ti fa sentire libero. Un famoso film “Fight Club” ci ricorda che Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono. Quante più cose hai e quanto più tempo hai bisogno per gestirle, riordinarle, pulirle, sistemarle. Il 90 % di questi beni rimane, però, inutilizzato, crea solo confusione e agitazione. Lo stesso discorso riguarda i documenti dei debiti, che molti dei miei clienti ammassano senza criterio, gli abiti di quando eri giovane, i file nel computer, le foto in formato digitale ecc.

Quante cose accumuli per poi dimenticartene?

La sicurezza, che acquisisci osservando e facendo l’inventario delle tue risorse, con la ricerca di ciò che ti serve, la scelta delle persone più simile a te, il lavoro sul tuo corpo e di riordino del tuo ambiente, aumenteranno velocemente e concretamente il tuo senso di efficacia.

Continua a seguirmi per entrare nei dettagli di queste meravigliose strategie che possono trasformare la tua vita nel capolavoro che hai sempre sognato. Puoi farlo, iscrivendoti dal box qui sotto: Entrerai di diritto anche al corso gratuito di preparazione al tuo nuovo inizio nel 2020.

 

 

Video – Ricomincio da Zero

In diretta su Facebook ho Rivelato il mio Segreto: Come mi sono Rifatta una nuova Vita da Capo

Soldi, Debiti e poi anche Problemi di Coppia e con l’Amore… Queste e altre difficoltà si possono superare, molti ci riescono, eppure ti sembra che la tua vita sia sempre in bilico. Appena rialzi la testa, arriva un evento o una persona a distruggere tutti gli sforzi fatti per uscirne.

Scopri come ho fatto “Scacco Matto” a quella parte di me che mi tratteneva nella sofferenza, che mi portava sempre a sbagliare e… Interrompi anche tu questo circolo vizioso di “sfortuna” cronica.

 

È un Partner Narcisista o l’Anima Gemella?

Mentre ti affanni per capirlo e ti disperi per lui, ti stai distruggendo.

Forse hai cercato mille volte sul web le differenze tra partner narcisista, anima e fiamma gemella. Vuoi sapere se quella persona cambierà o se tornerà ad essere il principe azzurro che hai conosciuto, con cui hai vissuto emozioni mai provate, esperienze che nemmeno le favole raccontano.

Vediamo se riesco ad “indovinare” dell’altro…

Prima di incontrarlo eri una donna piena di vita, di interessi, di sogni, di amici e avevi una lista infinita di meravigliose qualità, che servirebbero giorni per elencare tutte. Avevi un carattere, perfino un “caratterino” (… peperino), sapevi cosa volevi dalla vita, eri determinata, magari eri una donna in carriera o comunque sognavi di diventarlo. Probabilmente avevi pure una famiglia, dei figli (che hai ancora, ma adesso fatichi a prendertene cura come hai sempre fatto) e soprattutto avevi TE STESSA.

Quante altre cose avevi?

E ora che cosa rimane di tutto lo splendore che eri?

Cosa ti è rimasto in mano?

Senza utilizzare doti paranormali per indovinarlo, posso affermare che non hai più niente… o quasi. Forse è solo una sensazione, però ti senti persa.

Adesso ti senti come una pazza, passi la giornata controllando le sue connessioni sui social (se non sei bloccata), a condividere post in modo ossessivo nella speranza che anche lui ti stia spiando, a fare la ronda sotto casa sua e/o dove lavora, senza farti mancare lo scandagliamento dei profili dei suoi amici (sempre ammesso che ti abbia mai permesso di conoscerli e/o di chiedere la loro amicizia su Facebook). Con tutto l’impegno che ci stai mettendo, speri almeno che lui abbia, come te, un falso profilo per guardarti di nascosto.

Sarebbe già un modo per darti attenzioni…

Ma certo! Di sicuro ti osserva ed è molto più abile nel nascondersi, mentre tu sei tanto goffa e lui ride a crepapelle di questo tuo modo maldestro di restare agganciata a lui. Lui guarda tutto quello che fai, come un ninja, sa persino ciò che non gli hai mai detto e se lo tiene in caldo per una buona occasione per presentarti il conto. Infatti, ti osserva come una cavia da laboratorio nella gabbia. Nemmeno ti immagini quanto ride di te, mentre prosegue la sua vita come se nulla fosse. Ti piacerebbe proprio tanto sapere cosa stia facendo proprio adesso… cosa stia pensando… e perché non si fa più vivo.

Questa osservazione silenziosa potrebbe essere uno degli scenari plausibili. E tu lo sai. Sei consapevole di tutto. Hai capito, la verità ti è chiara… forse.

Il problema è accettare che quel principe azzurro non è mai esistito. Proprio la prima volta nella vita in cui finalmente ti sei sentita amata, adorata come una regina… Come può non essere vero? Come puoi aver creduto alle favole? Proprio tu! La donna tutta d’un pezzo, che si era costruita una fortezza di protezione, è stata derubata in casa sua, ha accolto un cavallo di Troia nel suo spazio sicuro e ha abbassato tutte le difese per accogliere il grande amore per poi scoprire la truffa subita.

Tutto questo è inaccettabile. Vero?

Non vuoi proprio credere che lui stia facendo la sua stessa bella vita di sempre. Di sicuro starà soffrendo, vero? È questo che pensi, lo so. Probabilmente la sua vita fa davvero schifo, però non è detto che sia tu mancargli. A lui potrebbe mancare la connessione con il suo vero sé, con la sua l’anima, quindi la realtà è che non sarà mai soddisfatto, non troverà pace, non darà un senso alla sua vita. Non potrà farlo finché resterà disconnesso dalla sua essenza. Stai pur certa che in questo momento la sua maggior sofferenza è dovuta alla confusione. Potrebbe a momenti alterni soffrire per la tua assenza per poi allontanare il pensiero nascondendosi nella sua corazza. Il suo dolore è dovuto all’incapacità di assaporare la meraviglia dell’amore, ovvero ciò che tu stavi facendo prima del suo arrivo, amando te stessa, e che hai tentato di donare a lui con tutto l’impegno possibile. A lui non è dato di vivere questa bellezza, non fino ad ora, altrimenti avrebbe saputo come gustarsi una donna speciale come te.

Stando alla mia descrizione e confrontandola con le informazioni che puoi trovare sui social e sul web in generale, dovremmo giungere alla conclusione che lui è solo un insulso narcisista perverso. Credo proprio che tu abbia già letto centinaia di articoli per tentare scoprirlo, ma ovviamente vuoi continuare a cercare altre prove perché è troppo doloroso etichettare definitivamente questa persona con un marchio tanto compromettente (e doloroso). Non penso neanche che tu sia dispiaciuta per lui a questo punto; ormai la rabbia ti sta accecando e difficilmente proverai pietà per la sua condizione, mentre per te stessa senti una grande compassione e sei addolorata per la perdita. Per dirla tutta non è nemmeno una perdita, bensì la scoperta di un inganno.

È un boccone troppo amaro da ingoiare, non riesci ad accettare che neanche lui ti amava…

Come puoi prendere alla leggera tutto questo?

È impossibile.

Sei stata svuotata e questa non è affatto la condizione adatta per farti un’opinione realista su di lui e sulla situazione. Sei troppo confusa per farlo. Un giorno credi sia un pazzo narcisista, un altro è la tua anima gemella, il terzo giorno è una fiamma gemella e al tempo stesso è narcisista… e il quarto è tutta colpa tua, forse sei tu la narcisista perché hai fatto decine di azioni terribili.

Per molte di noi è fondamentale arrivare a una “diagnosi” del proprio caso, come se questa etichetta potesse permettere la dissoluzione della sofferenza per dimenticarsi di questo amore. Forse nel tempo arriverai a trovare questa risposta, che non comprenderai leggendo ovunque e guardando qualunque video sul web, ma non sarà la soluzione adatta per dimenticare la persona amata. Ammettendo che esista un metodo per certificare senza dubbi la sua malattia mentale, il tuo senso di vuoto continuerà a manifestarsi. Non è la diagnosi del caso a liberarti dalla sofferenza. Metti in conto inoltre un’altra cosa: non è detto che arriverai a stabilirlo…

L’unica tua certezza è il tuo dolore, il senso di vuoto che ti ha creato a livello profondo.

Cambia qualcosa per te sapere se è narcisista o fiamma gemella?

Ok, se stai leggendo, penso che vorrai capire chi è per decidere cosa fare. Ad ogni modo, non esiste alcuna prova matematica per deciderlo. Se si trattasse di sommare 1 + 1, non staresti diventando matta torturandoti con le domande.

Allora vuoi proprio saperlo?

Io non ti conosco, però innanzitutto parto escludendo la possibilità che tu sia narcisista. Infatti, la tua capacità di amare e la tua empatia non sono caratteristiche rintracciabili tra i narcisisti. Spesso molte donne si colpevolizzano per le reazioni ai comportamenti del partner, ponendosi dalla parte del torto pur di non vivere il dolore dell’abbandono. E poi è del tutto normale arrabbiarsi quando qualcuno ti manca di rispetto, di conseguenza le tue reazioni dimostrano semplicemente la tua normalità e per fortuna l’esistenza di un minimo di spirito di azione ancora vitale. Certe persone ti svuotano a tal punto da inibire ogni reazione, quindi ben venga ribellarsi di fronte a un abuso. Ti darò il mio parere più dettagliato su questo argomento in un prossimo contenuto. Oggi occupiamoci di capire il tuo rapporto con lui, se concordi.

“Allora è narcisista o no?”

Da persona schietta ti dirò il mio pensiero, senza la pretesa che tu lo faccia tuo: Né io, né tu, né lui e, secondo me, nemmeno un esperto può etichettare una persona con certezza. Il medico senz’altro può fare la sua diagnosi per una malattia che si riscontra con esami clinici, basati su schemi e parametri definiti dalla scienza. Se perfino la medicina ufficiale deve muoversi per tentativi e esperimenti, la psicologia a maggior ragione può trarre delle conclusioni ipotetiche basate su trattati sull’argomento, che attualmente sono riconosciuti come una fonte ufficiale dalla legge. Non sono né un medico e né una psicologa, pertanto sono obbligata a suggerire a chiunque di rivolgersi a uno specialista per ogni tipo di parere di questo genere. Quello che ti offro oggi è soltanto il mio parere personale, basato sulla mia esperienza e i miei studi da autodidatta.

Secondo quello che ho letto e imparato sulle fiamme gemelle, posso dire che anche queste ultime vengono descritte con caratteristiche simili o comuni ai narcisisti (la maggior parte, ma non tutte). Resta comunque una mia opinione, che posso esprimere liberamente, dato che la legge non ha ancora censurato la spiritualità.

Il mio pensiero parte da un presupposto che si è spostato su un binario totalmente differente rispetto alla definizione per bollare la persona. Mi sono fermata a ragionare per capire quale fosse la ragione per cui fosse così tanto importante dare un’etichetta a questa persona: è narcisista o fiamma gemella?

Amica mia, cambia qualcosa sapere chi o cos’è lui? Se è una fiamma gemella, un’anima gemella, un partner karmico, un narcisista… o una fiamma gemella narcisista, poco cambia.

Al momento puoi solo sapere una cosa: tu non sei più tu, non sei più la donna meravigliosa che eri. Tu stai male. Tu stai mandando a rotoli ogni cosa della tua vita. E lui forse sta vivendo come prima, sta continuando le sue giornate come se tu non esistessi, ti sta ancora distruggendo giorno per giorno con la sua presenza anche nel caso in cui si sia eclissato. Ormai lui c’è anche se non c’è più.

Sta vivendo bene? Soffre? Che c’entra con il fatto che tu stai così tanto male e soffri come mai prima d’ora? Puoi dirmi per quale motivo stai pensando a come sta vivendo lui, mentre la tua vita passa e si sta disintegrando davanti agli occhi?

Con questa storia che magari lui può essere o è la tua fiamma gemella, intanto stai diventando un relitto. Ti stai distruggendo fisicamente, la tua psiche è entrata in uno stato confusionale terribile e il tuo mondo sta diventando un disastro. Ti accorgi che tutto sta andando a ramengo? E continui imperterrita a pensare, sei concentrata soltanto sul capire chi è lui.

Provo a descriverlo e vorrei sapere se, per caso, hai trovato delle somiglianze con il tuo partner o ex.

Innanzitutto lui non comunica chiaramente con te, spesso ti punisce con il silenzio e, quando parlate, il confronto è difficile, direi impossibile. Avrai notato che di rado sei riuscita ad esprimere le tue opinioni perché lui sposta la conversazione a suo comodo e piacimento su discorsi meno scomodi, evita di prendersi la responsabilità delle sue parole, manipola la conversazione, di conseguenza riesce sempre a chiuderti la bocca anche durante i dialoghi. Devo ricordarti che la comunicazione prevede lo scambio tra almeno due soggetti, uno che emette il messaggio e l’altro che lo riceve. Lo abbiamo imparato alle scuole elementari, eppure lui sceglie deliberatamente di violare le regole della comunicazione per evitare il confronto. Difficilmente ti permette di dialogare in modo sano, a meno che non abbia un particolare interesse specifico, come ad esempio quello di riportarti nella sua ragnatela.

Questa persona è allergica ai cambiamenti, che talvolta mette in atto per brevissimi periodi, solo se messo alle strette e per riprendere il controllo su di te. Abbiamo appena detto quanto sia infelice, vuoto, tanto che parrebbe pure senz’anima. In effetti lui si sente proprio male, benché sia difficile dire se effettivamente stia soffrendo anche per la tua assenza. È vittima di se stesso e fa la vittima in ogni occasione. Tutto il mondo è uno schifo, secondo la sua visione. Il bello e il meglio è nelle mani degli altri. Lui si descrive come una persona sfortunata, a cui non arriva mai nulla di buono e tu stessa sei stata una sua idealizzazione per pochissimo tempo. Sì, tu sei una delle sfortune che gli sono capitate. La sua vita è insoddisfacente, si annoia, nessuno lo ama e lo vuole davvero, non si sente considerato.

Sembrano proprio le sue parole. Vero?

Tu potevi essere un dono divino, come di sicuro moltissime altre situazioni che non apprezza, eri una donna capace di dare il massimo per lui. Sono certa che hai fatto e dato tutto il meglio di te, mentre lui non ha minimamente riconosciuto il tuo valore. Ti ha messo su un piedistallo finché eri prostrata ai suoi piedi, però ti era vietato un qualunque minimo sbaglio e, allo stesso tempo, ha visto errori dove non c’erano. Semplicemente tu dovevi essere un burattino nelle sue mani e scusarti quando non eri all’altezza delle sue, giuste o sbagliate, aspettative.

Pur di tenerlo accanto a te, hai accettato più o meno inconsapevolmente ogni forma di manipolazione messa in atto per modellarti a sua immagine, all’immagine della donna perfetta. Eppure non era nemmeno sufficiente soddisfare le sue richieste e adattarsi il più possibile per accontentarlo.

Come puoi soddisfare una persona insoddisfatta, che non sa cosa vuole?

Io sono convinta che in cuor suo sia ben consapevole di cosa abbia fatto, del suo egoismo e di resistere con tutte le sue forze al cambiamento che potrebbe donargli una vita meravigliosa. Purtroppo non ci riesce: cambiare è troppo doloroso e comporta uno sforzo che non vuole fare. E tu sei dispiaciuta per lui, vorresti aiutarlo, dimenticandoti di aiutare te stessa.

Ricorda: non possiamo cambiare nessuno!

Lui continua a lamentarsi di tutto, tu riduci al minimo le tue richieste e lamentele per non aggravare la situazione. Ti chiedi se sia un depresso cronico o un narcisista, vero? Sì, ti fai anche questa domanda perché hai messo lui davanti a tutto, davanti a te. Hai messo davanti a tutto una persona, che mette tutto davanti a te. Te ne rendi conto? La sua lamentela gli permette di spostare sempre l’attenzione e il focus su di lui.

La sua vita è priva di contenuto emotivo. A tratti sembra amarti follemente per poi diventare profondamente anaffettivo, egoista, concentrato su di sé. Nel momento in cui si allontana o lo allontani per esasperazione ti senti subito meglio, riprendi a sentirti viva e libera, poi ritorna a mancarti, provi un senso di malinconia per quei suoi rari momenti di dedizione.

Dopo anni di tira e molla, hai perso la fiducia. Quando c’è e ti dimostra il suo amore, sei alle stelle, ma non riesci più a goderti quei momenti sapendo che poi arriverà tutto il resto, il marciume che già ti ha mostrato più volte. Entri in un loop in cui stai male persino nei periodi in cui lui è disponibile verso di te, cosicché diventi una persona che a lui non piace più perché sei triste, depressa, spaventata e magari gli chiedi delle rassicurazioni. Ecco lui detesta doverti rassicurare: tu devi incarnare la donna disponibile per le sue esigenze, non quella bisognosa di attenzioni. Le cure devono essere tutte per lui, costanti, sempre al top, non puoi stare male emotivamente o fisicamente, tu devi performare in modo costante.

Tu eri una persona piena di vita e interessi, che ora sono messi sempre in discussione e denigrati da lui. Non riesce mai a capire le tue scelte o forse non vuole capirle. In qualche momento ti stupisce perché sembra avvicinarsi ai tuoi discorsi, si dimostra interessato e ti convinci che finalmente stia evolvendo. L’ha fatto più volte, però, di conseguenza è difficile che risulti ancora convincente. Per lui tutto è noia, sfortuna, fatica.

Vuole tutto e non nota che tu hai fatto veramente di tutto per lui.

Con la lamentela ottiene proprio quello che desidera, sempre, ma tu non azzardarti a chiedere o lamentarti. E ricordati che ai suoi occhi tu non hai fatto niente di buono, i tuoi sacrifici sono senza valore, sei stata assente, deludente e egoista. Ricordatelo!

Tu non sarai mai come lui ti vuole; del resto è impossibile per chiunque accontentare una persona così. Ti ha dimostrato infatti che non sa cosa vuole.

È inoltre un superbo dispensatore di consigli perché lui è capace di fare tutto, sa come si vive e tu hai molto da imparare. Questo è quello che dice. Tu devi prendere i suoi suggerimenti come il vangelo, non puoi decidere diversamente, altrimenti saresti un’ingrata come tutte le donne (secondo il suo grandioso parere). Ti sta aiutando e tu rifiuti il suo consiglio? Sì, sei proprio un’ingrata. Non andare poi a chiedere il suo supporto, dato che non accetti le sue sentenze su di te, su cosa dovresti fare e su come dovresti essere. Non lamentarti quando sbagli perché lui te lo aveva detto (anche quando non te lo aveva detto dirà: “Te l’avevo detto”). Benché sappia molto bene come dovresti vivere tu, nella pratica non fa mai ciò che dice e non mette a frutto i suoi preziosi suggerimenti. Alle sue parole non seguono i fatti. Lui conosce tutte le leggi dell’universo, che non applica mai. Se le sue regole valessero per lui, non ci sarebbe la necessità di leggere un articolo come questo.

La verità nuda e cruda, lo ribadisco, è che non sa nemmeno cosa vuole, infatti i suoi movimenti sono solo mentali e non si traducono mai nella realtà.

Forse vorrebbe cambiare la sua vita, vorrebbe tante cose per le quali non mette il minimo impegno. Potrebbe averti detto che sei la sua donna ideale e anche questa resta un’idea, che non si concretizzerà mai in un progetto comune. Probabilmente non vuole scendere a compromessi e fare fatica per arrivare al risultato, vorrebbe che tu muova le montagne per portare a lui la pappa pronta, ovviamente sopportando i suoi malumori, la sua ansia e la sua passività. Sei tu e solo tu a dover investire nel rapporto. Molti di questi uomini sono mammoni perché solo la mamma (meglio se lei è narcisista) può accettare e compiacere il figlio con questo tipo di dedizione. È probabile che sia stato abituato ad avere sempre tutto quello che desidera. Quando un uomo è stato cresciuto in questo modo è soltanto un egocentrico, come un libro con una bella copertina ma privo di contenuto. Potrebbe essere, infatti, il figlio prediletto di una madre narcisista oppure il figlio soggiogato da una madre narcisista, che usa la tecnica della dedizione totale per servirsi all’occorrenza del senso di colpa.

Ecco perché ai suoi occhi tutti gli altri esseri umani sono sbagliati, delle nullità al suo grandioso cospetto e le donne non sono mai all’altezza della madre, che gli garantisce prontamente la soddisfazione di ogni sua necessità (o così crede perché non vuole vedere la dolorosa realtà). In ogni contesto deve primeggiare, altrimenti diventa capriccioso e scorretto. Quando arriva in un ambiente scuote gli animi degli altri verso l’azione, può scatenare delle liti per poi restare a guardare tutti restando defilato. Bisogna reagire… (dice). Sì, è vero, ma le sue regole valgono per tutti tranne che per lui.

I suoi problemi devono sempre risolverli gli altri.

Se tu o chiunque non soddisfate le sue aspettative, lui cambia direzione e, malgrado la tua dedizione, se ne andrebbe in ogni caso più avanti per noia. Credimi, non puoi soddisfarlo! Nessuno può essere la fonte della felicità di qualcun altro, la gioia è un’emozione spontanea che vive dentro le persone luminose. Nel suo caso, con tutto il bagaglio di negatività che si trascina, non sarai certo tu a salvarlo. Ciascuno di noi è chiamato a salvare solo e soltanto la propria persona. Potresti aver sperimentato un tira e molla per anni, dovuto al fatto che si stava annoiando con te e tra qualche tempo si annoierà senza di te, per poi tornare e non sentirsi soddisfatto delle tue cure, per quanto impegnate possano essere. E poi, ovviamente, devono essere sotto il suo controllo sia l’arrivo che la dipartita. In tutto questo viaggiare avanti e indietro, ti sarà venuto il dubbio che intrattenga altre relazioni. Il dubbio è fondato: è una persona che non sa cosa vuole, che si annoia, che vuole avere sempre il potere nelle sue mani e che ha la convinzione di essere il migliore uomo sulla terra. Per quale motivo non dovrebbe sentirsi giustificato per i suoi tentativi di trovare ciò che merita davvero (che merita secondo lui)?

Lui non vuole perdere la sua libertà. Non mi riferisco agli spazi necessari in qualunque rapporto di coppia, che ci spettano e ci servono per coltivare interessi, hobby e amicizie… La libertà di questa persona va molto oltre, riguarda la possibilità di avere altre relazioni, di non impegnarsi mai seriamente nei tuoi confronti, di fare e disfare a suo piacimento disinteressandosi delle tue necessità ecc… Ovviamente tu saresti una poco di buono se tenessi lo stesso comportamento. Ti avrà accusato di essere infedele, benché tu abbia sempre rispettato la fedeltà della coppia. Deve decidere di poter stare con te o andarsene con l’obbligo che tu lo aspetti con dedizione e assicurando la massima fedeltà. Quando lui avrà bisogno, pretenderà la tua presenza e tu dovrai sapere le sue necessità senza che te le dica, ritornando con il sorriso e la massima disponibilità.

Tu, che non sei mai stata amata, hai il forte sospetto di aspettare invano, di illuderti e che anche, questa volta, non sia stata amata nemmeno da lui. Più che un sospetto ne sei convinta, però è tanto difficile accettare la dura realtà. Fa male, molto male. È più facile pensare a lui sofferente, timoroso di contattarti perché ha preso consapevolezza dei suoi errori. Mia cara, prova per un attimo a pensare alla forza con cui ti umilia, ai modi brutali con cui è uscito dalla tua vita. Ti sembra una persona timida e impacciata? Questa persona ha tutta la forza necessaria per venire da te quando vuole. In effetti, in qualche occasione ha saputo come tornare e come convincerti delle sue buone intenzioni. Potrebbe persino essere un narcisista oppure la tua fiamma gemella bloccata da qualche suo problema emotivo, tuttavia riesce ad andarsene con estrema facilità e a farsi vivo all’occorrenza come se nulla fosse successo.

Poniamo anche il caso migliore: ti ha amata e ti ama ancora, però nei tuoi riguardi usa modi e comportamenti che ti sviliscono, non riesce a impegnarsi per mille sue paure, motivi o blocchi ecc… In pratica, supponiamo di poter giustificare tutto quello che ti ha fatto finora, perdoniamolo e non proviamo rabbia nei suoi confronti. Va bene. Non importa quale etichetta vogliamo dare alla persona. Potresti avere ragione nel cercare delle spiegazioni sui motivi per cui la fiamma gemella ha dei limiti, delle ferite e delle situazioni che ostacolano il vostro rapporto. Indipendentemente da quale sia il motivo del suo agire, tu hai perso il rispetto verso di te in questo momento, non riesci più a vivere, a pensare, a godere delle meraviglie della vita. Renditi conto di quale scenario si sta concretizzando: state molto male entrambi. Prima di incontrarlo tu non eri in queste condizioni. Ti accorgi di aver perso l’entusiasmo? Non c’è niente che ti emozioni con questo pensiero fisso di sottofondo. La tua mente è focalizzata solo su di lui, in ogni momento cerchi conferme sulla sua persona e personalità, ti chiedi chi possa essere, se è la fiamma o un narcisista, se tornerà, se è online su qualche social, se ha un’altra…

Basta!

Ti stai giocando la vita e annullando la possibilità di essere di nuovo te stessa, felice e spensierata.

Quand’anche potessimo dare credito all’ipotesi che sia la tua fiamma gemella, il suo lavoro di crescita dovrà farselo lui. Tu hai già fatto tutto il possibile e quasi l’impossibile, hai cercato di aiutarlo e malgrado il tuo impegno lui è rimasto fermo. Questo significa che la tua ipotetica fiamma gemella dovrà impegnarsi da solo, qualora volesse arrivare a una trasformazione interiore… e potrebbe non giungere mai a quel risultato.

Tornare insieme vuol dire ripetere lo stesso schema già visto decine di volte e la durata sarà determinata solo dalla tua pazienza. La sua volontà e l’impegno sotto sforzo può durare forse due settimane. In entrambi i casi, quello della fiamma o del narcisista, adesso è meglio che tu proceda oltre. Inizia, anzi, ritorna a vivere, a godere della vita come era prima di incontrarlo. Al momento tu non sei felice con lui e lui non lo è con te, ma questo non significa necessariamente che ti abbia preso in giro. Sicuramente ti ha fatto del male, allo stesso tempo ha agito contro se stesso. Ha allontanato l’amore vero, andando contro il naturale fluire delle cose. E adesso può darsi che stia soffrendo quanto te. Siccome però non puoi saperlo, lascia andare per ora.

Chi si trova su un percorso di fiamma gemella, soprattutto la “metà” che ha preso consapevolezza di questo (o che spera sia così), dovrebbe sapere che non si può andare controcorrente rispetto al flusso della vita. Se le vostre anime hanno il progetto di ritrovarsi, non ci saranno partner karmici, mamme, amiche/i, impegni che potranno ostacolarvi per sempre. È probabile che ognuno di voi debba apprendere delle lezioni sul proprio cammino, in parte condivise e altre in autonomia. Occorre superare gli ostacoli dell’ego, l’orgoglio, l’egoismo, la zona di confort e l’attaccamento, in particolare il materialismo. Bisogna smettere di vivere i rapporti per convenienza e avere il desiderio di alzarsi ogni mattina per vivere momento per momento, liberandosi della gelosia. Chi ti ama davvero non ti tradisce, benché voglia condividere momenti con amici e amiche. A volte, dobbiamo perderci per ritrovarci, può servire perdere se stessi per tornare alla propria reale essenza, costi quello che costi.

Magari questo potrebbe essere il trampolino per saltare nella tua nuova vita, libera da tutti i blocchi e le sofferenze del passato.

Essere autentici è il primo modo per essere sinceri con gli altri. Non dobbiamo mostrare una maschera per la paura del rifiuto. È meglio perdere chi ti vuole cambiare, adattandoti alle sue esigenze egoistiche. Vittime e carnefici sono due facce della stessa medaglia perché farsi manipolare significa anche impedire all’altra persona di scontrarsi con i no, rallentare la sua crescita e fare del male a noi stessi. Rispettare i tuoi valori dimostra il tuo coraggio, senza il quale non potrai mai vivere veramente e resterai vittima della tua codardia. La paura dell’abbandono ti starà sempre alle calcagna, ti perseguiterà finché un giorno scoprirai il tuo immenso valore. Da quel momento non avrai e non metterai più catene a nessuno.

Impara a vivere, smettila di fare i capricci. Mi considero una persona empatica, tuttavia ho capito che spesso questa dote è mal spesa da chi ne dispone. Troppo di frequente giustifichiamo la nostra debolezza dietro alla maschera dell’empatia, cosicché possiamo vederci come povere vittime. La realtà è un’altra: ci modelliamo alle richieste degli altri per uno scopo egoico, per evitare il rifiuto. Allora è ancora convenienza, non è purezza di spirito. Ci dimostriamo accondiscendenti per impedire agli altri di lasciarci soli, eppure abbiamo bisogno di confrontarci con noi stessi, di fare silenzio e magari di non “vedere” (o frequentare) altre persone finché non abbiamo imparato a scegliere in totale apertura, invece che per bisogno. L’empatia può diventare manipolazione. Comprendi il gioco perverso che può instaurarsi tra una persona che dipende e l’altra che controlla? A conti fatti anche il dipendente controlla il controllante, fingendo di adattarsi a lui per compiacerlo. Interrompi gli schemi del passato per andare verso un nuovo paradigma, fidati e stai in guardia, fallo contemporaneamente. Accetta solo ciò che ti rende davvero felice, non ciò di cui senti il bisogno.

Al momento opportuno sarà evidente che quell’uomo è un narcisista oppure la tua fiamma gemella, ti verrà rivelato dagli eventi. Smettila di attendere, vai verso la parte più autentica di te, quella da cui ti sei allontanata, accetta quello che ti è dato oggi, lascia andare ciò che ora non c’è.

Quello che è per te arriverà o tornerà… cose, persone, situazioni ecc..

Forse quella persona era già arrivata nella tua vita in passato, non vi siete visti per anni eppure hai goduto delle meraviglie della vita, finché poi è ritornata sul tuo cammino. Ad oggi non possiamo saperlo, come non possiamo escludere nessuna possibilità.

La vita è tua: sei nata sola e morirai sola, sebbene non sarai mai davvero sola perché sei parte del tutto.

Condividi il tuo spazio e il tuo tempo, la tua vita, con qualcuno con cui puoi creare un sano equilibrio tra il dare e ricevere, però non scappare dall’amore per la paura che non sia autentico. Prendi consapevolezza di quanto sia bello vivere un rapporto autentico e sano, nonostante i normali alti e bassi, basato su una crescita reciproca continua. Scegli le persone che portano ricchezza interiore e dona la tua interiorità senza misurarla sulla bilancia.

PERMETTI A TE STESSA DI GODERE DI OGNI COSA, LIBERA DALLA PAURA, DALLA FALSITA’ E DALLA MANIPOLAZIONE. Apprezzati e apprezza chi lo merita. Abbi fiducia nella vita perché sa sempre di cosa hai bisogno in ogni momento.

Io ti auguro il meglio e spero di poter ricevere tue notizie al più presto.

Un grande in bocca al lupo.

Stanchezza, Svogliatezza, Nervosismo, Litigi: Non è tutta colpa del cambio di stagione!

stanchezza, nervosismo in autunno

Cosa possiamo comprendere, ascoltando il nostro stato d’animo e le reazioni del nostro corpo.

In queste ultime settimane, l’arrivo dell’autunno ha scombussolato l’equilibrio psicofisico di molte persone. Sta succedendo anche a te? Ti capita di abbandonarti all’apatia e alla pigrizia, di sentire dei forti cali di energia, di arrabbiarti e di non voler più tollerare certe situazioni.

I litigi sono frequenti, quando ci si sente nervosi e si fatica ad affrontare le giornate. Arrivare a sera per buttarsi sul divano è il primo pensiero la mattina, ma la giornata non passa mai e quel momento sembra lontanissimo. Il cambio di stagione diventa un problema perché ci imponiamo di affrontarlo come tutto il resto dell’anno, senza tenere conto delle tue reali necessità.

Ogni cosa alla sua stagione…

(E’ anche il titolo di un libro di Enzo Bianchi. Ti chiedo in anticipo di non soffermarti necessariamente sulla tua o mia idea di questo libro o dell’autore, che non conosco e mi riprometto di leggere prossimamente per colmare questa mia lacuna.)

Le sensazioni che proviamo in autunno non sono sempre piacevoli. La verità è che dovremmo imparare a conoscerle meglio, a dare loro una corretta interpretazione e questo ci consentirebbe non solo di accettarle, ma di imparare ad amarle, gestirle, indirizzarle. Prenderne consapevolezza ci offre la possibilità di superare la tristezza e la malinconia, emozioni sgradite di questa stagione, e sentirci più in forma.

stanchezza, nervosismo in autunno
Le mie riflessioni sul cambio di stagione

Siamo in autunno! Bella scoperta… è impossibile non accorgersi che siamo in autunno. Vero?

Eh no, apri gli occhi. Aspetta! Lascia stare per un attimo la lettura e guardati attorno.

Siamo in autunno!!!

Cosa vedi fuori dalla finestra?

 

Come si comporta la natura in questa stagione?

Inizia a fare freschino, ci copriamo e abbiamo voglia di proteggerci. Qualcuno avverte il cambio di stagione più di altri, sente la stanchezza, il bisogno di stare in casa al calduccio e di riposare. Anche la natura ha voglia di riposare, dopo un periodo intenso di “sforzi”. Ma noooo, non è così, la natura fa tutto senza sforzo, segue il naturale corso della vita, la ruota ciclica delle stagioni. La natura non ha bisogno di pensare, i cicli si susseguono perché così deve essere e così è. Funziona in questo modo da tantissimo tempo. Siamo noi che facciamo degli sforzi per seguire il flusso della vita. Noi ci sforziamo per vivere, per affrontare questi cambiamenti, che invece dovrebbero essere naturali. Magari ci comportassimo come la natura, e invece no. La natura si riposa naturalmente, sa che le serve un momento di pausa. La saggezza della natura si esprime spontaneamente. Il sistema antico di coltivazione prevedeva la messa a riposo dei terreni. Anche il nostro corpo sa di cosa ha bisogno, sa di dover riposare: per questo sentiamo tutta questa stanchezza. La differenza tra noi e la natura sta nella spontaneità con cui fluisce, nel seguire il flusso della vita. Se ci comportassimo come lei, sapremmo accettare i messaggi spontanei del corpo, che sa cosa è necessario per noi, senza nemmeno doverci ragionare. Sarebbe tutto, appunto, spontaneo e naturale.

Accettare è già un’azione che comporta una scelta, un proposito della mente. Basterebbe che seguissimo il prezioso dono dell’istinto, non sarebbe nemmeno necessario decidere di accettare. Peccato che è quasi impossibile. L’istinto ai nostri tempi ha bisogno di essere aiutato da uno sforzo, dalla decisione di placare i ragionamenti. Persino chi riesce a prendere consapevolezza di come si ostacola da se stesso, comunque fatica a seguire l’istinto naturale. Del resto siamo incastrati e trattenuti da tanti blocchi di vario genere, che non andrò ad approfondire oggi, e quindi il nostro istinto deve sforzarsi per potersi esprimere. Ti prometto di riprendere in un altro articolo il tema dei blocchi, mentre oggi rimarrò concentrata sul tema del cambio di stagione e dei suoi effetti.

Riposa quando sei stanco
Riposarsi e Ascoltarsi di Più

L’effetto tangibile, più semplice da notare, è il calo di energia. Ti ho accennato ciò che, secondo me, vuole comunicarci il nostro corpo fisico. La stanchezza, però, diventa un problema per chi vuole darle un significato negativo, etichettarla come un fenomeno innaturale, un ostacolo da superare, invece dovremmo semplicemente seguire la natura del nostro corpo. Tutto qui! Per ovviare alla stanchezza possiamo assumere degli integratori, utili a colmare le carenze della nostra alimentazione, ormai impoverita dal nostro stile di vita frenetico che ci “impone” di consumare cibi veloci preconfezionati, prodotti contro natura anche quando crediamo di mangiare bene. Infatti, persino frutta e verdura oggi sono povere di nutrienti, a causa di una produzione che punta allo sfruttamento eccessivo. Io stessa utilizzo gli integratori alimentari per migliorare la mia energia, ma allo stesso tempo mi concedo i giusti tempi per riposare, per lasciare che il mio corpo recuperi secondo i suoi modi e i suoi tempi. Mi chiedo come si possa pensare che sia sufficiente l’assunzione di integratori per sfruttare il nostro corpo in un momento in cui, invece, ha bisogno di recuperare le forze. Anche in natura si concimano i terreni per poi lasciarli a riposo durante l’inverno. Gli integratori possono diventare un valido aiuto, quando sono associati a un corretto stile di vita, che in autunno deve prendere in considerazione il recupero delle energie tramite il riposo.

Mi rivolgo alle donne, con un esempio facilmente verificabile. Avete notato che in questo periodo tendiamo a perdere più capelli del solito? Sarà la stanchezza, lo stress del cambio di stagione… Ma quale stress? Secondo te, gli alberi stanno perdendo le foglie per lo stress del cambio di stagione? Assolutamente no! Le piante seguono la natura e dovremmo farlo pure noi. Perdiamo più capelli perché ci rigeneriamo. Il corpo lo sa e per fortuna fa tutto per suo conto, altrimenti dovremmo stare a pensare di fare battere il cuore così come agire attivamente per tutte le altre funzioni vitali, che invece procedono senza il nostro intervento. La perdita di capelli è solo uno dei segni più visibili del lavoro di pulizia del nostro organismo, che al momento vuole eliminare il vecchio per prepararsi a creare il nuovo.

La mente è un po’ più capricciosa, benché comunque la sua parte più profonda stia continuando a fare il suo dovere. Per la precisione la parte capricciosa è la mente conscia, che si preoccupa della perdita dei capelli come di tante altre paturnie con cui tende a fare confusione; mentre la parte inconscia la aiuta a mettere un freno e le suggerisce di lasciare spazio alla natura delle cose, del corpo e anche della mente. Forse avrai pensato che le discussioni delle ultime settimane fossero un’altra delle conseguenze dello stress da cambio di stagione. “La gente è nervosa”, avrai detto. Noi per primi siamo più nervosi… e magari ci sentiamo in colpa. “Sì sì, deve essere proprio lo stress” oppure diciamo: “Ma sì, è normale nei periodi di passaggio da una stagione all’altra”. Attraversiamo fasi alterne in cui ci incolpiamo per il nostro nervosismo, per poi giustificarci, affibbiando la colpa al cambio di stagione. Perdonami, io non riesco a darti ragione (ma non innervosirti… dato che siamo in autunno, non si sa mai). Secondo me, il cambio di stagione non c’entra proprio nulla, o meglio… la connessione esiste, però non possiamo dare la colpa allo stress. Qualunque sistema si ribella quando si agisce contro natura.

Ti sforzi di essere performante, quando hai bisogno di riposo. Gli integratori servono, ma non fanno miracoli.

Il miracolo possiamo farlo solo noi, concedendo alla natura di operare in accordo con il miracolo della vita (che in questo caso si prepara a riposare per rigenerarsi).

Prendi gli integratori, mangia sano, intanto riposa. È ovvio che devi lavorare come sempre, ogni mattina hai un appuntamento con la vita e le tue attività, tuttavia a casa puoi permetterti di scegliere. Non è necessario imporsi di fare, quando non te la senti. Puoi imparare ad accettare che oggi lascerai indietro qualcosa di non indispensabile. Io lavoro da casa, di conseguenza posso organizzare i miei tempi, eppure ho la tendenza a fare più del dovuto. Mi capita di lavorare e di sfruttare le pause per sistemare casa, per sbrigare faccende burocratiche e altre attività non urgenti. Non sempre è giusto tirarsi il collo fino allo sfinimento. A volte va bene anche fermarsi, anzi dobbiamo proprio farlo. Possiamo fare seguendo un regime di impegni meno serrato.

Restiamo in contatto con noi stessi
I pensieri affiorano e ci guidano per il nostro maggior bene: Ascoltiamoci!

Da quando è iniziato l’autunno mi concedo momenti di relax, necessari persino per darmi la possibilità di pensare, di lasciare che la mente vaghi e faccia i suoi voli liberi dove le pare. Ho pochissima voglia di uscire, quindi mi limito a portare il bambino a scuola, alle sue attività extra, ogni tanto incontro i miei amici, però ho rallentato i miei ritmi. Esco molto meno, ho voglia di sentirmi protetta come in una cuccia. Mi sto preparando al “letargo”, benché per noi umani sia ben diverso da quello degli animali. Se tu, per esempio, sei fuori casa tutto il giorno, puoi fare tutto questo la sera e nei fine settimana. L’importante è concederti il riposo, quando non hai l’impellenza di fare qualcosa, di andare al lavoro ecc…

Pensare mi aiuta a capire cosa voglio davvero, crea le opportunità per definire le scelte migliori.

Noi siamo mente, corpo e spirito. Dobbiamo eliminare il vecchio, quindi, da mente, corpo e spirito, dal nostro spazio, lasciare andare le nostre foglie secche. In questo periodo è più facile: la natura e la vita sono concentrate sulla pulizia, di conseguenza facciamo fatica ad accettare situazioni e persone che prima “potevano andare bene” per il quieto vivere. Adesso, che lo vogliamo o no, la vita spinge verso la pulizia. Siamo predisposti a lasciare andare, imitando gli alberi con le loro foglie vecchie. In qualche caso, tentiamo di salvare il salvabile, in altri prendiamo atto di dover chiudere quei rapporti insoddisfacenti (amici, partner, famigliari), che ci siano trascinati per tanto tempo (ora diciamo forse “per troppo tempo”). Se svolgi un lavoro che non ti piace, questo è uno dei momenti dell’anno in cui ti peserà maggiormente continuarlo.

Vogliamo liberarci da energie diverse dalla nostra, da tutto ciò che non ci fa stare bene, degli oggetti inutilizzati o legati a ricordi negativi, eliminare problemi, situazioni scomode e antipatiche. Io avverto il desiderio di fare pulizia e ordine dentro e fuori di me e… nel corpo, nella mente, nello spirito.

È importante prenderne consapevolezza.

Tutto ciò che procede con il pilota automatico è fuori controllo.

La natura ha guida istintiva, però la segue consapevolmente. Noi stessi abbiamo una guida istintiva infallibile, ma utilizziamo reazioni automatiche della mente conscia per bloccare il più sano senso dell’istinto.

Spero tanto che questo post ti faccia pensare e ti sia utile per non mettere sotto sforzo il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Molti di noi in questa stagione sentono il desiderio di abbandonare vecchie abitudini e liberarsi di ostacoli che si portano dietro da tanto tempo (come ho detto prima: da troppo tempo). Se tu sei una di queste, puoi unirti agli Amici della “Nuova Elena”, che hanno scaricato la mia guida gratuita Ricomincio da Zero, e richiederla anche tu indicandomi nel box qui sotto la tua email dove posso inviartela, insieme agli approfondimenti gratuiti successivi. Ricordati il passo successivo: Leggere la Guida!

Grazie per aver letto questo articolo,
alla prossima! Ciao

Lettera di una Donna a un uomo

Caro uomo,

Grazie per la mimosa che mi ha regalato oggi, dicendomi che non hai voluto farmela mancare anche se odi queste feste strumentalizzate dal commercio. E’ stato un gesto gentile, lo sai che l’aspettavo e sai che ci sarei rimasta male se non l’avessi fatto.

Quando parlate fra voi uomini, scherzate sui nostri bronci quando vi dimenticate di San Valentino, del nostro anniversario e dei nostri compleanni. Gli uomini e le donne sono diversi, lo sappiamo che l’amore non si dimostra con un fiore e nemmeno con un anello. Caro uomo, vorrei che tu sapessi la verità su questa faccenda delle feste.

Sì, forse vogliamo un pensiero e quel pensierino… Tuttavia siamo meno banali di quanto tu credi.

Le nostre arrabbiature per la dimenticanza della nostra festa nascondono, infatti, una sofferenza più grande e complessa. Ci sono tante barzellette e vignette sui social sulle donne che pretendono sia tu a capire il motivo del loro malessere. Ci siamo persino abituate a credere che quel silenzio rabbioso sia una nostra caratteristica identificativa, un tratto genetico scritto nel nostro Dna.

Per favore, prova a guardarci con più attenzione.

Ci sentiamo troppo spesso poco o non ascoltate, siamo stanche di parlare, di urlare le necessità e ci siamo abituate a tenercele dentro fino a scoppiare. Prova a pensare a quante faccende sbrighiamo da sole, a come gestiamo lavoro fuori casa, dentro casa, bambini, conti da pagare e alla diligenza con cui provvediamo a tutto. Lo capisco che torni tardi la sera e sei stanco, tuttavia lo sono spesso anche io e ho smesso di raccontartelo.

Semplicemente quasi tutti i giorni mi trovi spettinata di fronte ai fornelli che urlo come una pazza con i bambini. Penserai di aver sposato un’esaurita o che lo sono diventata perché sotto sotto lo ero già, invece sono più forte di quanti immagini. Mi carico ogni giorno di impegni e doveri che potremmo condividere. La colpa non è tua. Quando ti ho incontrato avevo delle aspettative, pensavo di poter contare su sforzi comuni, mi sono arrabbiata tante volte finché mi sono arresa all’idea di essermi scelta quel ruolo.

Ho sbagliato! Sì, ho sbagliato io…

Dovevo scegliere con più attenzione, dovevo ammettere di avere delle aspettative e non fermarmi finché non avessi trovato un Uomo con i miei stessi Obiettivi e Valori. Gli Uomini con la U maiuscola esistono: sono quelli che, invece di accomodarsi in una situazione di comodo, conoscono i loro desideri. Ci sono Uomini a cui piace la loro indipendenza totale e la vivono in pieno contando su se stessi, evitando di rovinare la vita di una Donna che credeva di poter contare sulla coppia. Ci sono Uomini che scelgono la famiglia e si impegnano quanto la Donna per darle forma, colore, gioia e felicità.

Non importa ciò che scegli, mio caro uomo. Hai tutto il diritto di vivere la tua vita secondo le tue aspettative. Ciò che voglio chiederti è di pensare bene prima di illudere una Donna, sfruttarla, maltrattarla e abbandonarla.

La Donne hanno la forza di rimettersi in piedi infinite volte.

Una Donna sopravviverà senza di te, saprà andare a cercare ciò che merita, è capace di dare valore a chi ne ha per davvero. Arriverà prima o poi il giorno in cui ti dirà Addio e saprà starsene da sola tanto quanto trovare un Uomo di Valori e di Valore. Noi donne dobbiamo solo scoprire i tesori che portiamo nell’anima, smettere di arrabbiarci per una mimosa che non arriva, chiudere le orecchie di fronte ai commenti maliziosi di chi si chiede perché ce ne siamo andate.

Caro Uomo, il mio augurio per la Giornata Internazionale della Donna è anche per te.

C’è sempre tempo per capire, tempo per noi quanto per te. Il mio augurio è che potremo capire entrambi, scegliendo il meglio per noi con il massimo rispetto per gli altri. Io ho fatto la mia scelta consapevole: adesso tocca a te. Spero di poterti dare una mano anche con questo sito e che vorrai seguirlo per la tua ripartenza. Puoi iniziare scaricando il mio regalo!

Ti invito a richiedermi la miniguida Ricomincio da Zero (e a leggerla), che ti invierò all’email che vorrai inserire nel modulo qui sotto.