Rinascere: Iniziamo dal giorno in cui sei nato

La vita nasce sempre da un momento di raccoglimento e di chiusura. Il fiore nasce dal seme, l’uccellino da un uovo, la farfalla dalla crisalide.

Sono tutti esempi molto simili di come si sviluppa la vita. E anche noi nasciamo allo stesso modo. Il bimbo si forma nella pancia della mamma. Nell’utero stiamo raccolti con le gambe piegate, come un bocciolo di rosa è richiuso in se stesso. La vita poi sboccia, i piccoli vengono alla luce e scoprono di doversi scontrare con un mondo ben differente da quello in cui si sono formati. Tuttavia ogni esistenza trascorre a fasi alterne, i cicli si avvicendano e ci vengono in soccorso degli ostacoli che ci obbligano a fare delle soste.

Ritrova La Strada per Rinascere
Ritrova La Strada per Rinascere: A Natale Puoi…

La natura ci mostra come reagiscono gli animali e le piante a questi cambiamenti. Molti si rifugiano in letargo, in attesa del ritorno del caldo, si richiudono o si addormentano. Abbiamo molto da imparare da loro. Gli animali cercano rifugio, dormono e si riparano al buio. Le piante lasciano andare le foglie secche per concentrarsi sulle loro funzioni indispensabili, riposano anche loro, riducendo l’attività di rigenerazione e alimentazione della chioma.

La rinascita è vicina, in primavera tutto tornerà a vivere come ogni anno. Possiamo farlo anche noi. Dobbiamo farlo. Il segreto è imitare la natura dalla quale proveniamo. Gli antichi la sapevano lunga e dicevano:

Il silenzio è d’oro!

Siamo nel momento migliore per raccoglierci, per chiuderci a tu per tu con la nostra intimità, per dormire sotto le coperte rannicchiati e tacere. Fare silenzio dentro e fuori. L’inverno ci obbliga a stare in casa più dell’estate. La natura, infatti, è progettata per comunicarci ciò di cui abbiamo bisogno, mentre noi abbiamo perso il contatto con questa meraviglia e ci siamo dimenticati di seguire i cicli che i nostri antenati nemmeno troppo tempo fa conoscevano.

Invece di buttarci nel caos dei contri commerciali ogni giorno, ogni fine settimana, potremmo sederci su una poltrona in silenzio. I più fortunati possono farlo davanti a un camino scoppiettante, ma basterebbe una calda coperta e una risana bollente per iniziare il tuo letargo. E’ il periodo delle cene natalizie che impegnano tutte le sere della settimana perché abbiamo perso il piacere di stare con noi stessi. La nostra compagnia non la consideriamo appagante, in quanto ci è diventata sconosciuta e quindi ci fa paura. Anche il cinema e la tv diventano il sistema più rapido per continuare a mettere dentro immagini, a portare nel cervello tanto ciarpame che non è nostro.

Stamattina mi sono resa conto ad essere tra i pochi senza un’agenda serale intasata di cene, uscite, incontri e rumore. Ho organizzato un solo incontro con alcune amiche negli ultimi due mesi, ma non avevo badato al calendario e ho dovuto fare i conti con i loro numerosi impegni del periodo natalizio. E’ così che mi sono accorta di aver seguito il mio istinto, di quanto mi sia d’aiuto nel mio percorso di rinascita questo mio momento di raccoglimento. Ho molte amiche a cui ho raccontato piano piano le mie sensazioni, le mie scelte e i miei risultati. Mi auguro di cuore di poter fare arrivare anche a te tutto questo.

Prova a rallentare un po’ i tuoi ritmi, almeno quando non sei al lavoro. Prova a parlare con un tono di voce meno squillante e con più calma, a fare silenzio, metti da parte il telefono, le chiamate e i messaggi. Anche i social sono pieni di rumore, di tante cose non tue che ti porti a casa, ovvero che immagazzini nella mente inutilmente. Libera la mente, il tempo e il tuo spazio.

Ognuno di noi ama fare qualcosa, questo è il momento giusto per farlo. Prenditi il tempo per fare una torta, per fare dei lavoretti manuali se ti piacciono. In alternativa puoi fare una passeggiata nella natura o ancora meglio sederti su una poltrona a guardare il cielo fuori dalle tue finestre. E’ quello che sto facendo io.

Mi dedico agli addobbi di Natale, molti dei quali li ho realizzati io. Lavoro all’uncinetto o preparo un dolce. Quando, poi, ho finito mi siedo, avvolta da una coperta e mi gusto una speciale compagnia: la mia.

La Vita si Forma, Cresce e Evolve nel Silenzio
La Vita si Forma, Cresce e Evolve nel Silenzio

Non si tratta di diventare un eremita, di chiudersi in un convento e vivere in clausura. Vorrei soltanto che sperimentassi quel letargo che la stagione invernale richiede. Ci accorgiamo di essere stanchi, così incolpiamo il cambio di stagione. Purtroppo abbia perso di vista il messaggio che questa stanchezza vuole comunicarci: rallenta, raccogliti, ascolta il tuo respiro e spegni la mente per una mezz’oretta al giorno. Sono le corse agli acquisti e la mondanità a stancarci, non è il cambio di stagione. Il rumore consuma energia, le chiacchiere dei social stancano, assorbono i pensieri senza che ce ne rendiamo conto.

Un abitudine diffusa è quella di parlare continuamente di sé. Quando incontri qualcuno, l’argomento predominante sono le tue disgrazie, la tua stanchezza e mille motivi per cui la tua vita è veramente un  calvario. Negli ultimi anni i social hanno intensificato il fenomeno. Non appena accade qualcosa, scriviamo messaggi o la postiamo su Facebook. Incontrare gli amici ormai è futile, visto che rimane ben poco da dirsi. Tutte le novità le abbiamo già comunicate e, in effetti, se siamo in compagnia di qualcuno abbiamo comunque il telefono in mano. Probabilmente ci annoiamo, il dialogo è già stato esaurito ed è così di continuo quasi 24 ore su 24. Il peggio si verifica se non siamo soddisfatti di esserci tediate a vicenda tra amiche e l’incontro diventa un ulteriore sbrodolamento di pettegolezzi, lamentele ecc…

Perché, invece, non vedersi per fare qualcosa di costruttivo?

Per svagarsi…

Preferisco i lavoretti manuali, alle uscite in caotici locali per lo stesso motivo già descritto sopra. Sarebbe veramente stupendo sedersi a uncinettare, cucire o decoupare con un’amica. Gli argomenti migliori potrebbero essere ricette, trucchetti per la pulizia della casa, per decorare gli ambienti, luoghi da visitare o visti da una delle amiche. Nel mio caso, amo parlare anche di spiritualità e crescita personale.

Quanto potrebbe arricchirci interiormente un’amica o un gruppo di amiche “diverse” dalla massa?

Probabilmente siamo “vittime” inconsapevoli di un insegnamento tramandato di generazione in generazione: Alla mamma bisogna dire tutto!!!

Tuttavia, crescendo cerchiamo altre figure che sostituiscano la mamma, contenitori in cui rovesciare la nostra spazzatura. Iniziamo ad avere dei segreti dei quali ci vergogniamo o marachelle da nascondere ai genitori. Eppure siamo così abituati a parlare da non poterne fare a meno. Allora scegliamo gli amici in base alla loro capacità di assorbire le nostre lamentele e soprattutto capaci di dirci ciò che vogliamo sentirci dire. Se è il loro vero pensiero, non importa.

Il silenzio è la cura miracolosa. Rintanarsi a tu per tu con la tua unicità, ascoltando il tuo reale essere. Questa è la strada per ripartire e andare verso una nuova strada.

Fatti un regalo: scegli di rinascere oggi.

Puoi iniziare fin da subito a stare meglio, a raccoglierti nel tuo guscio, al buio e in silenzio. Se hai voglia di provarci, ne sarò davvero felice. Per ricevere i miei aggiornamenti, richiedi di essere informato via email sui prossimi articoli.

Ti auguro il meglio che tu MERITI!

Alla prossima,

Elena

 

Halloween: La Verità Nascosta sul Giorno più Potente dell’Anno

Prima di metterci la maschera, liberiamoci dalle maschere delle Menzogne che ci hanno raccontato.

Quella ricorrenza dipinta come macabra e blasfema, come accade per tutte le storie da nascondere, è stata derubata volutamente del suo reale significato (simbolico e non). Era una tradizione antica, espressione di un concetto profondo, diventata per molti solo una festa scherzosa collegata a un vero e proprio business. Osservare oltre la menzogna, attraverso la conoscenza del contenuto allegorico, serve per capire e ritrovare gli antichi segreti occulti di civiltà scomparse estremamente evolute.

Molti dei misteri della storia umana sono andati persi, o meglio volutamente occultati, in quanto scomodi ostacoli per l’imposizione di poteri a controllo delle masse. L’obiettivo di fondo di queste manipolazioni e distorsioni dell’informazione, soprattutto della preziosa conoscenza delle culture antiche, era ed è tuttora quello di portare l’essere umano ad uno stato di incoscienza. Siamo forti leoni privati del nostro potere, siamo mansueti come dei gattini spaventati e sottomessi ad un abile domatore.

Oggi è un giorno davvero magico: è il più potente dal punto di vista energetico. Conoscere l’origine di questa festa è fondamentale per chi desidera intraprendere un cammino di rinascita, ha un significato ricco di valore e spunti di riflessione. Stai per scoprire le alterazioni che sono state adottate nel corso del tempo rispetto al suo scopo reale iniziale: la storia di Halloween è di gran lunga più interessante di ciò che è diventata, ovvero un momento ludico per piccoli, giovani e per bambini un po’ cresciuti.

Le maschere, gli scherzetti, i dolcetti paurosi sono spassosi.

Un paio di volte l’anno ci è permesso di nasconderci e di mostrare il lato oscuro di noi, di indossare quel ruolo che la normalità ci impedisce di mostrare. Halloween è una buona occasione per farlo. Non sono contraria al gioco dei travestimenti, tant’è che io stessa ho sempre festeggiato con mio figlio questo momento di divertimento. Quest’anno, però, il bimbo inizia ad essere grandicello, così ho ritenuto utile renderlo partecipe anche del vero motivo per cui mi sono sempre vestita da strega per farlo divertire.

Innanzitutto, te lo confesso: effettivamente sono davvero una streghetta, ma di questo ne parleremo più avanti perché oggi mi preme un altro discorso.

Il 31 ottobre ai giorni nostri si festeggia ormai ovunque come notte delle streghe, dei vampiri e dei morti viventi. In questo sito finora si è parlato di come riprendere in mano la propria vita, quindi forse ti starai domandando:

Cosa c’entra Halloween con la possibilità di riprendere in mano la propria vita?

Leggendo la verità nascosta su questa festività, comprenderai il motivo che mi spinge da sempre a dare importanza ai festeggiamenti di Halloween. Soprattutto da quando è nato Manuel, mi sono dilettata negli addobbi casalinghi di qualunque ricorrenza, benché li abbia amati anche in precedenza.

 

Halloween è una festa: mio figlio non se l’è mai persa fin da piccolissimo. In primis ho sempre voluto che celebrasse in modo speciale le feste di ogni tipo. Credo sia importante vivere nella gioia, accogliendo con entusiasmo le feste, persino quelle lontane dalla nostra tradizione. Ho notato, però, che alcuni tra i genitori degli amici di mio figlio hanno paura che il bambino si spaventi, altri sono contrari al consumismo e poi ci sono quelli condizionati da motivazioni religiose. Questi ultimi hanno il dente avvelenato (come Dracula) nei confronti di Halloween, senza aver mai approfondito la ragione di queste privazioni “bigotte” dettate dall’alto (sarebbe più corretto dire “dal basso”, ma sorvoliamo per ora).

Il figlio di un mio conoscente (catechista) è stato ammonito dalla parrocchia affinché evitasse i festeggiamenti nella notte più paurosa dell’anno. Mi dispiace vedere che i giovani prendano per oro colato un divieto senza conoscerne la motivazione, portando in famiglia e agli amici un messaggio propinato da altri. Sono molto spirituale ma poco religiosa proprio per questo. Fin da ragazzina mi sono resa conto di quanti dogmi ci venivano inculcati, accompagnati dalla minaccia (non sempre) velata di diventare peccatori e, di conseguenza, di essere rifiutati da Dio. In quanto strega sono la pecora nera della famiglia. A me non sono mai andate giù le imposizioni, soprattutto quando il motivo mi era incomprensibile.

Mi sento fortunata e privilegiata per avere avuto il dono del senso critico, ovvero la pretesa di capire prima di accettare una regola, un consiglio o un precetto. Nonostante tutto sono cresciuta come qualunque essere umano con numerosi condizionamenti e tabù, che mi hanno causato non pochi grattacapi; tuttavia la sorte mi ha permesso di vederli grazie al mio spirito ribelle da pecora nera, spingendomi verso la ricerca della verità e aiutandomi a non soccombere.

Molte persone sono depresse proprio perché non hanno sviluppato il senso critico.

Accettano le regole di un “galateo” universale, si impongono di adeguarsi agli altri e ovviamente soffrono della mancanza di una propria personalità. Il dolore interiore è l’impossibilità di esprimersi per quello che veramente si è. Ora puoi scegliere, però, di toglierti le maschere, di essere come vuoi. Puoi smascherare gli altri, le menzogne disseminate ovunque, ma innanzitutto quelle dentro di te.

La religione è un’accozzaglia di incongruenze. Iniziamo subito con un esempio cardine. Dio ci ama infinitamente, però ci rifiuterà qualora fossimo peccatori. Da questo paradosso nasce il timore della morte perché il peccatore sarà rifiutato da Dio e dovrà giocarsi bene le sue carte prima di andarsene per sempre. Infatti, secondo la dottrina religiosa, tu hai solo una vita, che avrà una durata a te sconosciuta e dovrai essere pronto a morire in qualunque momento; di conseguenza dovrai redimerti e camminare sulla retta via (regolamentata ovviamente dalla religione) per essere accolto tra le braccia di Dio in paradiso. Nasce così una paura incontrollata per la morte e oltretutto è vietato scherzare su questo argomento (come fanno le Pecore Nere ad Halloween).

La morte è la causa di tutte le nostre paure, trattandosi di un passaggio in cui rischiamo di finire all’inferno, e considerando che potrebbe arrivare in qualunque momento (ehi, lo so che state facendo gli scongiuri). Le corna, così come tutti i gesti scaramantici, ci confermano quanto la morte sia uno spauracchio per tutti. Il tempo a nostra disposizione aggrava la faccenda, in quanto ci mette nella scomoda posizione di chi ha un timer attivato senza conoscerne la durata. Desideriamo, quindi, di realizzare i nostri desideri immediatamente e vogliamo “tutto e subito”. Già… Non si sa mai… (Altre corna e scongiuri, vero?) Inoltre, presi dalla frenesia di raggiungere obiettivi futuri, compiamo azioni compulsive poco studiate e basate sulle esperienze passate.

Passato e futuro ci condizionano, perdiamo di vista il presente e facciamo una marea di cavolate.

Tra poco ti accennerò perché non serve avere paura della morte, con la promessa di riprendere più volte questo argomento in altri contenuti. Per comprendere la verità occorre tenere presente una conoscenza taciuta che riguarda la ciclicità della vita dell’intero universo, chiamata la legge della ricorrenza. Ciò che esiste si ripete dalla sua origine fino ad oggi e continuerà a ripetersi, siamo esseri eterni attualmente incarnati in un corpo fisico destinato a morire. Tuttavia la morte è solo un passaggio da una realtà ad un’altra, di conseguenza il nostro vero essere ritorna ciclicamente e continua a vivere sotto diverse forme. Sebbene le religioni possano sembrare apparentemente in disaccordo su questo tema, in verità credono tutte nell’immortalità dell’anima. La Chiesa stessa parlava di trasmigrazione delle anime finché ha abolito il concetto di reincarnazione con il Concilio di Costantinopoli del 553, dichiarando eretico ogni pensiero contrario a questa innovazione.

L’obiettivo era quello di creare un’immagine mortale dell’uomo affinché dovesse risolvere i suoi problemi e liberarsi dal peccato nel tempo di una sola vita, per esempio cedendo tutte le proprietà alla Chiesa o pagando per ottenere indulgenze. Questo cambiamento ha attivato un timer perverso fin dalla nascita di ciascuno di noi, obbligandoci a correre per realizzare tutto e subito. E’ partita, in pratica, una vera e propria corsa contro il tempo. Quel senso di ansia, quel tuo continuo giudizio che ti fa sentire inconcludente, quella frenesia di dover stare al passo con gli standard imposti dalla società, sono solo alcuni degli effetti di un dogma manipolatorio.

Viviamo per fare, per ottenere, per realizzare… e dobbiamo compiere una missione titanica in un tempo brevissimo, ovvero nell’arco di una sola vita.

Eppure tutti questi precetti sono quelli che portano alle malattie, alla morte “naturale” e al suicidio. Comprendi l’assurdità di questo paradosso? Per salvare la nostra anima dalle fiamme dell’inferno, creiamo qui sulla terra il nostro inferno che troveremo pure dopo la morte. Infatti con l’abrogazione della trasmigrazione delle anime, termine con cui veniva definita la reincarnazione, furono istituiti anche paradiso, purgatorio e inferno. Accettare l’idea di ritorno di uno spirito nella carne, una vita dopo l’altra, significava inoltre conferire un potere divino all’uomo che ovviamente avrebbe rifiutato quello della religione e dei suoi dogmi. Pensa a quali potenzialità possono emergere da un individuo cosciente di poter decidere, scegliere e agire. Molto meglio tenerlo a bada con la paura, lo strumento di sottomissione più potente. Mi piacerebbe approfondire subito questo tema, però dovrei dilungarmi e oggi l’obiettivo è un altro.

Vogliamo capire la vera origine di Halloween.

Halloween è una festa di origine celtica contrariamente al pensiero più diffuso che le attribuisce una paternità americana.

Non è una festa folklorista qualsiasi ma è il capodanno celtico: la fine della stagione calda che ci introduce a quella fredda. Ci si chiude in casa e si trascorrono momenti in famiglia sotto una morbida coperta. Come gli animali, anche noi umani sentiamo il bisogno di ritornare alla nostra cuccia perché vogliamo ripararci dal freddo. Il letargo degli animali somiglia al nostro atteggiamento, abbiamo voglia di calore e di riposo. In questo momento i rumori si attutiscono, si avverte un silenzio magico e si ricerca la quiete. I celti erano un popolo dell’arcipelago britannico, agricoltori attenti ai cicli lunari e osservatori delle stelle, strumenti che segnavano lo scorrere dell’anno agricolo. Il 31 ottobre coincideva con la fine dell’ultimo raccolto, cosicché poi venivano stipate le provviste e messi a ricovero gli animali. Era la vigilia del nuovo anno, che era diviso in due parti: stagione calda e stagione fredda.

Ci si preparava per l’inverno, il momento più magico dell’anno, coincidente con la festa principale del calendario celtico, perché iniziava la fase della preparazione del terreno.

Il fuoco era uno dei simboli dominanti, che non a caso è anche il sistema per scaldarsi. Tuttavia per loro rappresentava qualcosa di più, come del resto possiamo trovare traccia nelle culture antiche (In Italia è la Notte delle Lumere). Il fuoco è sempre stato considerato magico e, in particolare, il capodanno celtico era il momento in cui veniva acceso il fuoco sacro. Proprio il 31 ottobre era un momento di passaggio, rappresentava un ponte tra la fine e l’inizio di un ciclo; pertanto si credeva che fosse un punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti (simbolicamente rappresentativi dell’estate=vita e inverno=morte).

Eppure la morte non è un momento di fine, non è definitiva, è un passaggio silenzioso alla nuova vita. Su questo si troverà d’accordo anche il mio amico catechista che vede la morte come il passaggio al regno dei cieli.

Allora perché abbiamo paura e rifiutiamo la morte?

Secondo la nostra cultura cristiana, la morte dovrebbe essere l’incontro con Dio Padre e invece la temiamo come la peste. C’è qualcosa che non quadra… e non è l’unico paradosso di cui ti parlerò oggi e in molti dei contenuti di questo sito.

Ad ogni modo, tentiamo di proseguire con un concreto senso critico nella conoscenza della verità su Halloween. Continuiamo ad osservare l’inverno e la sua somiglianza con la morte, o per meglio dire con un sonno che si risveglierà con la resurrezione primaverile.

Si termina, quindi, la raccolta dei frutti e si inizia la preparazione del terreno contemporaneamente al ricovero del raccolto e del bestiame, che silenziosamente riposeranno nelle stalle. Inizia allora l’inverno con il suo silenzio introspettivo, un momento per entrare dentro se stessi. Ecco perché si accomuna con la morte, il riposo eterno che poi si risveglia con la primavera (e caso vuole… con la pasqua). Sembrerebbe addirittura che il nome Halloween abbia un collegamento con l’azione di Scavare “to hollow” (Probabilmente si riferisce all’atto di scavare dentro di sé!?!).

E’ certo che la festa di questo giorno di “ponte” tra estate e inverno sia collegata alla morte che va di pari passo con l’occulto. Le zucche intagliate parrebbero rappresentare le anime bloccate nel purgatorio, che possiamo incontrare solo in quella notte dell’anno di un tempo di mezzo.

Tuttavia, quando apparentemente le energie della vita si assopiscono, in realtà il terreno sotto la neve è vivo. C’è un’energia lì sotto che è accucciata come un bimbo nel pancione della mamma. Da lì sente i suoni attutiti, è al caldo, ma nel silenzio l’energia della vita è in azione, si muove più veloce di quanto immaginiamo, è solo silenziosa, eppure è forte, cresce, si fa spazio.

Ma invece “Dolcetto o scherzetto” che significa?

La pratica di mascherarsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell’elemosina, quando la gente povera andava di porta in porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti nel giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Qui, però, siamo già scappati troppo in avanti rispetto alla storia di Halloween. Infatti, stiamo parlando di un precetto ecclesiastico introdotto successivamente e, mettendomi le mani nei capelli, ti racconterò come è stata inventata la festa cristiana dei morti (lo farò con ironia giusto per sdrammatizzare).

Nel frattempo erano accaduti molti fatti storici significativi: Vediamo quali…

Dobbiamo fare una bella retromarcia spedita e ritornare ai nostri saggi celti, che erano riusciti a coinvolgere i loro vicini di casa dell’arcipelago britannico, gli inglesi. Questi curiosetti avevano voglia di scoprire il mondo, in quanto avevano sentito narrare di un certo Cristoforo Colombo, un italiano doc di una volta (di quelli che oggi non ci sono più). Costui era stato tanto coraggioso da voler sfidare le colonne di Ercole perché come me era la Pecora Nera della famiglia e voleva essere sicuro di non essere stato canzonato, così si mise in mare con altri spiriti ribelli e si accorse che effettivamente qualche bella frottola gli era stata raccontata. Infatti, il mondo terreno non finiva lì e, oltre l’oceano, c’erano delle terre meravigliose ricche di ogni ben di Dio. Chissà che magari non fossero state nascoste proprio per questo!?!

Sta di fatto che gli inglesi vollero vedere con i loro occhi se Colombo avesse detto il vero oppure se fosse solo un pazzoide tipo la Elena Grillo. Ovviamente trovarono queste magnifiche terre dove qualcuno decise persino di rimanere, portando con sé anche qualche bella tradizione, come quella di Halloween. Agli americani piacque travestirsi perché pure loro amavano i costumi strani (vedi i Maya o gli indiani d’America… ahahaha).

Siccome, però, nel frattempo in Europa i nostri antenati erano molto ma molto fantasiosi, pensarono di condire un pochetto anche la storia di un altro uomo che aveva di recente segnato le sorti dell’umanità, un certo Gesù il Nazareno. Con il passare degli anni questa storia diveniva sempre più ricca di nuove avventure e soprattutto era un best seller insuperabile, pertanto forse valeva la pena di portare quel libro nelle americhe. Diventò campione di incassi anche lì. Vendette persino più di alcuni best seller dei giorni nostri come Harry Potter e 50 Sfumature di Grigio (non so se mi spiego…). Edizione dopo edizione era sempre più avvincente ed era sempre il numero uno in classifica. Fu così che divenne legge, la legge suprema senza paragoni su questa terra.

Gli editori di questo libro pensarono che tutto questo successo dovesse essere sfruttato al meglio possibile (come dargli torto) e i suoi precetti presero piede nelle nuove terre scoperte. Le Pecore Nere ormai avevano i giorni contati, dovevano nascondersi o fingere di sottomettersi a queste leggi, persino i nostri amici britannici. Vennero allora cambiati i significati delle festività perché dovevano essere adeguati alla nuova realtà, quella moderna prescritta dal libro campione di incassi. Secondo le leggi cristiane il capodanno era il 1 gennaio e così fu ovunque nel mondo, nonostante ci fossero dei contrasti con le abitudini dei popoli antichi.

Si pensò di sostituire il vecchio capodanno con una festa che non fosse troppo diversa da quella a cui erano abituati i nostri amici del nord Europa e venne istituita la commemorazione dei defunti del 2 Novembre. Tuttavia per evitare che si arrabbiassero eccessivamente, la festa di Halloween poté rimanere come un gioco della caccia alle streghe, benché si diffuse l’ammonimento dall’alto che la dipingeva addirittura come una festa satanica. “Potete festeggiare a vostro rischio e pericolo perché l’inferno vi aspetta”

E vissero tutti (in)felici e contenti.

Adesso, sebbene abbia voluto sdrammatizzare su questa storia, vorrei fare qualche correzione insieme a te affinché tu possa festeggiare Samahin, iniziando l’anno nuovo come meriti.

Sfruttiamo tutta la buona energia di oggi a nostro vantaggio per una rinascita che potrà avvenire in primavera solo con la preparazione del terreno nella stagione fredda.

Passo n. 1: La festa di Halloween non ha nulla in comune con il satanismo, concetto introdotto dalla Chiesa cattolica e quindi successivamente alla cultura celtica.

Passo n. 2: Il 31 ottobre è un ponte tra la stagione calda e quella fredda, un passaggio tra la vita (estate) e la morte (inverno) che devono essere interpretati come simboli. La morte riguarda solo il corpo fisico, mentre il nostro vero essere è eterno e cambia semplicemente la sua forma.

Passo n. 3: Mettere a ricovero gli animali, stipare le provviste e addormentarsi per riposare significa passare in una dimensione cosciente, dove possiamo connetterci con la nostra reale essenza per riscoprirla e riportarla a nuova vita.

Passo n. 4: Stasera mettiti una maschera per nascondere ciò che il mondo vede di te, il corpo fisico e quindi il costume che indossi in questa vita, cosicché potrai essere chi veramente sei.

Passo n. 5: Domani addormentati in un silenzio introspettivo senza tempo, nel presente eterno, ascolta la tua essenza interiore e riscopri di essere parte di un Tutto (il tuo essere Divino).

Mi rendo conto della complessità di questi concetti, me ne accorgo nel tentativo di passarteli con semplicità e sintetizzati per un pronto uso. Per questa ragione ti prometto di riprenderli passo passo nel corso di tutta la stagione invernale, per preparare insieme a te il terreno sotto il quale presto metteremo nuovi semi.

Buon Samahin! E a prestissimo (Richiedi le prossime novità)

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SARA’ UN ANNO DA CANI… BUON ANNO A TUTTI

Buon anno del Cane - 2018

L’anno che inizia è sotto il segno del cane. Cosa significa?

Sono in corso i preparativi per il primo giorno dell’anno, il Capodanno Lunare, quello festeggiato secondo la tradizione orientale. Ogni nuovo anno lunare cade sempre sulla prima luna nuova tra il 21 gennaio e il 20 febbraio di ogni anno, questo significa che la data è sempre in evoluzione ed è diversa di anno in anno.

Buon anno del Cane - 2018
Buon anno del Cane – Buon anno 2018

E’ una ricorrenza festeggiata nei paesi orientali, ma che sta iniziando a farsi notare anche in Italia viste le forti ondate di immigrazione degli ultimi anni che stanno mescolando culture, tradizioni e gusti culinari. Come accade da noi durante le feste, le famiglie puliscono e adornano le loro case, preparano il cibo per i festeggiamenti e celebrano questi giorni con piatti tipici della propria tradizione.

Quello che inizia il 16 febbraio è l’anno del Cane.

Il Cane è all’undicesima posizione nello Zodiaco Cinese. I dodici animali dello Zodiaco sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Dragone, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. Il calendario ufficiale adottato è come il nostro, quello Gregoriano, ma le festività seguono il calendario lunare tradizionale.

Le celebrazioni del Capodanno cinese hanno una durata di circa 15 giorni, come le nostre festività natalizie, e si somigliano anche per festeggiamenti, sfilate, regali e l’immancabile colore rosso.

E’ del segno del Cane chi è nato in uno di questi anni:
1922, 1934, 1946, 1958, 1970, 1982, 1994, 2006 o 2018.
Io sono nata nel 1982, quindi sono nata sotto il segno del Cane.

Nati sono questo segno: Che Vita da Cani!

Esattamente!

Le caratteristiche di chi è nato sotto questo segno sono la fedeltà, l’apertura verso gli altri, l’innovazione e la tolleranza. Siamo persone caratterizzate da onestà, lealtà e da tanta gentilezza, calma e fiducia nei confronti degli altri e per questo propense a scegliere professioni orientate ad aiutare il prossimo.

In effetti di solito chi è fedele ha anche fiducia verso gli altri.

[Mi ci ritrovo!]

Il cane è un animale forte e resistente; basti pensare a quanto riesca ad adattarsi anche in circostanze avverse, a sopravvivere a maltrattamenti e trascuratezze. Per questo motivo quest’anno lunare sarà ottimo per prendersi cura del proprio corpo e mente, credere di più nelle proprie risorse ed essere resistenti ai malanni. Inoltre, i Cani sono animali sinceri, non si impongono, ma piuttosto soccombono. Diversamente dai gatti, sono animali che non fanno lotte di potere: le persone nate sotto questo segno non mettono al primo posto potere e denaro, per cui sono meno stressate, difficilmente si abbattono e sentono meno tensione sul lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Come il cane sono persone che, dopo lunghe e pesanti sofferenze, hanno la forza di credere ancora di poter trovare amici e compagni di vita amorevoli.

Pronti a festeggiare il nuovo anno lunare? Pronti per credere ancora di potercela fare?

Ufficialmente il nuovo anno lunare inizia domani, quindi sei in tempo per riesumare un cappellino e una trombetta e brindare all’anno del cane.

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