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Stanchezza, Svogliatezza, Nervosismo, Litigi: Non è tutta colpa del cambio di stagione!

stanchezza, nervosismo in autunno

Cosa possiamo comprendere, ascoltando il nostro stato d’animo e le reazioni del nostro corpo.

In queste ultime settimane, l’arrivo dell’autunno ha scombussolato l’equilibrio psicofisico di molte persone. Sta succedendo anche a te? Ti capita di abbandonarti all’apatia e alla pigrizia, di sentire dei forti cali di energia, di arrabbiarti e di non voler più tollerare certe situazioni.

I litigi sono frequenti, quando ci si sente nervosi e si fatica ad affrontare le giornate. Arrivare a sera per buttarsi sul divano è il primo pensiero la mattina, ma la giornata non passa mai e quel momento sembra lontanissimo. Il cambio di stagione diventa un problema perché ci imponiamo di affrontarlo come tutto il resto dell’anno, senza tenere conto delle tue reali necessità.

Ogni cosa alla sua stagione…

(E’ anche il titolo di un libro di Enzo Bianchi. Ti chiedo in anticipo di non soffermarti necessariamente sulla tua o mia idea di questo libro o dell’autore, che non conosco e mi riprometto di leggere prossimamente per colmare questa mia lacuna.)

Le sensazioni che proviamo in autunno non sono sempre piacevoli. La verità è che dovremmo imparare a conoscerle meglio, a dare loro una corretta interpretazione e questo ci consentirebbe non solo di accettarle, ma di imparare ad amarle, gestirle, indirizzarle. Prenderne consapevolezza ci offre la possibilità di superare la tristezza e la malinconia, emozioni sgradite di questa stagione, e sentirci più in forma.

stanchezza, nervosismo in autunno
Le mie riflessioni sul cambio di stagione

Siamo in autunno! Bella scoperta… è impossibile non accorgersi che siamo in autunno. Vero?

Eh no, apri gli occhi. Aspetta! Lascia stare per un attimo la lettura e guardati attorno.

Siamo in autunno!!!

Cosa vedi fuori dalla finestra?

 

Come si comporta la natura in questa stagione?

Inizia a fare freschino, ci copriamo e abbiamo voglia di proteggerci. Qualcuno avverte il cambio di stagione più di altri, sente la stanchezza, il bisogno di stare in casa al calduccio e di riposare. Anche la natura ha voglia di riposare, dopo un periodo intenso di “sforzi”. Ma noooo, non è così, la natura fa tutto senza sforzo, segue il naturale corso della vita, la ruota ciclica delle stagioni. La natura non ha bisogno di pensare, i cicli si susseguono perché così deve essere e così è. Funziona in questo modo da tantissimo tempo. Siamo noi che facciamo degli sforzi per seguire il flusso della vita. Noi ci sforziamo per vivere, per affrontare questi cambiamenti, che invece dovrebbero essere naturali. Magari ci comportassimo come la natura, e invece no. La natura si riposa naturalmente, sa che le serve un momento di pausa. La saggezza della natura si esprime spontaneamente. Il sistema antico di coltivazione prevedeva la messa a riposo dei terreni. Anche il nostro corpo sa di cosa ha bisogno, sa di dover riposare: per questo sentiamo tutta questa stanchezza. La differenza tra noi e la natura sta nella spontaneità con cui fluisce, nel seguire il flusso della vita. Se ci comportassimo come lei, sapremmo accettare i messaggi spontanei del corpo, che sa cosa è necessario per noi, senza nemmeno doverci ragionare. Sarebbe tutto, appunto, spontaneo e naturale.

Accettare è già un’azione che comporta una scelta, un proposito della mente. Basterebbe che seguissimo il prezioso dono dell’istinto, non sarebbe nemmeno necessario decidere di accettare. Peccato che è quasi impossibile. L’istinto ai nostri tempi ha bisogno di essere aiutato da uno sforzo, dalla decisione di placare i ragionamenti. Persino chi riesce a prendere consapevolezza di come si ostacola da se stesso, comunque fatica a seguire l’istinto naturale. Del resto siamo incastrati e trattenuti da tanti blocchi di vario genere, che non andrò ad approfondire oggi, e quindi il nostro istinto deve sforzarsi per potersi esprimere. Ti prometto di riprendere in un altro articolo il tema dei blocchi, mentre oggi rimarrò concentrata sul tema del cambio di stagione e dei suoi effetti.

Riposa quando sei stanco
Riposarsi e Ascoltarsi di Più

L’effetto tangibile, più semplice da notare, è il calo di energia. Ti ho accennato ciò che, secondo me, vuole comunicarci il nostro corpo fisico. La stanchezza, però, diventa un problema per chi vuole darle un significato negativo, etichettarla come un fenomeno innaturale, un ostacolo da superare, invece dovremmo semplicemente seguire la natura del nostro corpo. Tutto qui! Per ovviare alla stanchezza possiamo assumere degli integratori, utili a colmare le carenze della nostra alimentazione, ormai impoverita dal nostro stile di vita frenetico che ci “impone” di consumare cibi veloci preconfezionati, prodotti contro natura anche quando crediamo di mangiare bene. Infatti, persino frutta e verdura oggi sono povere di nutrienti, a causa di una produzione che punta allo sfruttamento eccessivo. Io stessa utilizzo gli integratori alimentari per migliorare la mia energia, ma allo stesso tempo mi concedo i giusti tempi per riposare, per lasciare che il mio corpo recuperi secondo i suoi modi e i suoi tempi. Mi chiedo come si possa pensare che sia sufficiente l’assunzione di integratori per sfruttare il nostro corpo in un momento in cui, invece, ha bisogno di recuperare le forze. Anche in natura si concimano i terreni per poi lasciarli a riposo durante l’inverno. Gli integratori possono diventare un valido aiuto, quando sono associati a un corretto stile di vita, che in autunno deve prendere in considerazione il recupero delle energie tramite il riposo.

Mi rivolgo alle donne, con un esempio facilmente verificabile. Avete notato che in questo periodo tendiamo a perdere più capelli del solito? Sarà la stanchezza, lo stress del cambio di stagione… Ma quale stress? Secondo te, gli alberi stanno perdendo le foglie per lo stress del cambio di stagione? Assolutamente no! Le piante seguono la natura e dovremmo farlo pure noi. Perdiamo più capelli perché ci rigeneriamo. Il corpo lo sa e per fortuna fa tutto per suo conto, altrimenti dovremmo stare a pensare di fare battere il cuore così come agire attivamente per tutte le altre funzioni vitali, che invece procedono senza il nostro intervento. La perdita di capelli è solo uno dei segni più visibili del lavoro di pulizia del nostro organismo, che al momento vuole eliminare il vecchio per prepararsi a creare il nuovo.

La mente è un po’ più capricciosa, benché comunque la sua parte più profonda stia continuando a fare il suo dovere. Per la precisione la parte capricciosa è la mente conscia, che si preoccupa della perdita dei capelli come di tante altre paturnie con cui tende a fare confusione; mentre la parte inconscia la aiuta a mettere un freno e le suggerisce di lasciare spazio alla natura delle cose, del corpo e anche della mente. Forse avrai pensato che le discussioni delle ultime settimane fossero un’altra delle conseguenze dello stress da cambio di stagione. “La gente è nervosa”, avrai detto. Noi per primi siamo più nervosi… e magari ci sentiamo in colpa. “Sì sì, deve essere proprio lo stress” oppure diciamo: “Ma sì, è normale nei periodi di passaggio da una stagione all’altra”. Attraversiamo fasi alterne in cui ci incolpiamo per il nostro nervosismo, per poi giustificarci, affibbiando la colpa al cambio di stagione. Perdonami, io non riesco a darti ragione (ma non innervosirti… dato che siamo in autunno, non si sa mai). Secondo me, il cambio di stagione non c’entra proprio nulla, o meglio… la connessione esiste, però non possiamo dare la colpa allo stress. Qualunque sistema si ribella quando si agisce contro natura.

Ti sforzi di essere performante, quando hai bisogno di riposo. Gli integratori servono, ma non fanno miracoli.

Il miracolo possiamo farlo solo noi, concedendo alla natura di operare in accordo con il miracolo della vita (che in questo caso si prepara a riposare per rigenerarsi).

Prendi gli integratori, mangia sano, intanto riposa. È ovvio che devi lavorare come sempre, ogni mattina hai un appuntamento con la vita e le tue attività, tuttavia a casa puoi permetterti di scegliere. Non è necessario imporsi di fare, quando non te la senti. Puoi imparare ad accettare che oggi lascerai indietro qualcosa di non indispensabile. Io lavoro da casa, di conseguenza posso organizzare i miei tempi, eppure ho la tendenza a fare più del dovuto. Mi capita di lavorare e di sfruttare le pause per sistemare casa, per sbrigare faccende burocratiche e altre attività non urgenti. Non sempre è giusto tirarsi il collo fino allo sfinimento. A volte va bene anche fermarsi, anzi dobbiamo proprio farlo. Possiamo fare seguendo un regime di impegni meno serrato.

Restiamo in contatto con noi stessi
I pensieri affiorano e ci guidano per il nostro maggior bene: Ascoltiamoci!

Da quando è iniziato l’autunno mi concedo momenti di relax, necessari persino per darmi la possibilità di pensare, di lasciare che la mente vaghi e faccia i suoi voli liberi dove le pare. Ho pochissima voglia di uscire, quindi mi limito a portare il bambino a scuola, alle sue attività extra, ogni tanto incontro i miei amici, però ho rallentato i miei ritmi. Esco molto meno, ho voglia di sentirmi protetta come in una cuccia. Mi sto preparando al “letargo”, benché per noi umani sia ben diverso da quello degli animali. Se tu, per esempio, sei fuori casa tutto il giorno, puoi fare tutto questo la sera e nei fine settimana. L’importante è concederti il riposo, quando non hai l’impellenza di fare qualcosa, di andare al lavoro ecc…

Pensare mi aiuta a capire cosa voglio davvero, crea le opportunità per definire le scelte migliori.

Noi siamo mente, corpo e spirito. Dobbiamo eliminare il vecchio, quindi, da mente, corpo e spirito, dal nostro spazio, lasciare andare le nostre foglie secche. In questo periodo è più facile: la natura e la vita sono concentrate sulla pulizia, di conseguenza facciamo fatica ad accettare situazioni e persone che prima “potevano andare bene” per il quieto vivere. Adesso, che lo vogliamo o no, la vita spinge verso la pulizia. Siamo predisposti a lasciare andare, imitando gli alberi con le loro foglie vecchie. In qualche caso, tentiamo di salvare il salvabile, in altri prendiamo atto di dover chiudere quei rapporti insoddisfacenti (amici, partner, famigliari), che ci siano trascinati per tanto tempo (ora diciamo forse “per troppo tempo”). Se svolgi un lavoro che non ti piace, questo è uno dei momenti dell’anno in cui ti peserà maggiormente continuarlo.

Vogliamo liberarci da energie diverse dalla nostra, da tutto ciò che non ci fa stare bene, degli oggetti inutilizzati o legati a ricordi negativi, eliminare problemi, situazioni scomode e antipatiche. Io avverto il desiderio di fare pulizia e ordine dentro e fuori di me e… nel corpo, nella mente, nello spirito.

È importante prenderne consapevolezza.

Tutto ciò che procede con il pilota automatico è fuori controllo.

La natura ha guida istintiva, però la segue consapevolmente. Noi stessi abbiamo una guida istintiva infallibile, ma utilizziamo reazioni automatiche della mente conscia per bloccare il più sano senso dell’istinto.

Spero tanto che questo post ti faccia pensare e ti sia utile per non mettere sotto sforzo il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Molti di noi in questa stagione sentono il desiderio di abbandonare vecchie abitudini e liberarsi di ostacoli che si portano dietro da tanto tempo (come ho detto prima: da troppo tempo). Se tu sei una di queste, puoi unirti agli Amici della “Nuova Elena”, che hanno scaricato la mia guida gratuita Ricomincio da Zero, e richiederla anche tu indicandomi nel box qui sotto la tua email dove posso inviartela, insieme agli approfondimenti gratuiti successivi. Ricordati il passo successivo: Leggere la Guida!

Grazie per aver letto questo articolo,
alla prossima! Ciao

Lettera di una Donna a un uomo

Caro uomo,

Grazie per la mimosa che mi ha regalato oggi, dicendomi che non hai voluto farmela mancare anche se odi queste feste strumentalizzate dal commercio. E’ stato un gesto gentile, lo sai che l’aspettavo e sai che ci sarei rimasta male se non l’avessi fatto.

Quando parlate fra voi uomini, scherzate sui nostri bronci quando vi dimenticate di San Valentino, del nostro anniversario e dei nostri compleanni. Gli uomini e le donne sono diversi, lo sappiamo che l’amore non si dimostra con un fiore e nemmeno con un anello. Caro uomo, vorrei che tu sapessi la verità su questa faccenda delle feste.

Sì, forse vogliamo un pensiero e quel pensierino… Tuttavia siamo meno banali di quanto tu credi.

Le nostre arrabbiature per la dimenticanza della nostra festa nascondono, infatti, una sofferenza più grande e complessa. Ci sono tante barzellette e vignette sui social sulle donne che pretendono sia tu a capire il motivo del loro malessere. Ci siamo persino abituate a credere che quel silenzio rabbioso sia una nostra caratteristica identificativa, un tratto genetico scritto nel nostro Dna.

Per favore, prova a guardarci con più attenzione.

Ci sentiamo troppo spesso poco o non ascoltate, siamo stanche di parlare, di urlare le necessità e ci siamo abituate a tenercele dentro fino a scoppiare. Prova a pensare a quante faccende sbrighiamo da sole, a come gestiamo lavoro fuori casa, dentro casa, bambini, conti da pagare e alla diligenza con cui provvediamo a tutto. Lo capisco che torni tardi la sera e sei stanco, tuttavia lo sono spesso anche io e ho smesso di raccontartelo.

Semplicemente quasi tutti i giorni mi trovi spettinata di fronte ai fornelli che urlo come una pazza con i bambini. Penserai di aver sposato un’esaurita o che lo sono diventata perché sotto sotto lo ero già, invece sono più forte di quanti immagini. Mi carico ogni giorno di impegni e doveri che potremmo condividere. La colpa non è tua. Quando ti ho incontrato avevo delle aspettative, pensavo di poter contare su sforzi comuni, mi sono arrabbiata tante volte finché mi sono arresa all’idea di essermi scelta quel ruolo.

Ho sbagliato! Sì, ho sbagliato io…

Dovevo scegliere con più attenzione, dovevo ammettere di avere delle aspettative e non fermarmi finché non avessi trovato un Uomo con i miei stessi Obiettivi e Valori. Gli Uomini con la U maiuscola esistono: sono quelli che, invece di accomodarsi in una situazione di comodo, conoscono i loro desideri. Ci sono Uomini a cui piace la loro indipendenza totale e la vivono in pieno contando su se stessi, evitando di rovinare la vita di una Donna che credeva di poter contare sulla coppia. Ci sono Uomini che scelgono la famiglia e si impegnano quanto la Donna per darle forma, colore, gioia e felicità.

Non importa ciò che scegli, mio caro uomo. Hai tutto il diritto di vivere la tua vita secondo le tue aspettative. Ciò che voglio chiederti è di pensare bene prima di illudere una Donna, sfruttarla, maltrattarla e abbandonarla.

La Donne hanno la forza di rimettersi in piedi infinite volte.

Una Donna sopravviverà senza di te, saprà andare a cercare ciò che merita, è capace di dare valore a chi ne ha per davvero. Arriverà prima o poi il giorno in cui ti dirà Addio e saprà starsene da sola tanto quanto trovare un Uomo di Valori e di Valore. Noi donne dobbiamo solo scoprire i tesori che portiamo nell’anima, smettere di arrabbiarci per una mimosa che non arriva, chiudere le orecchie di fronte ai commenti maliziosi di chi si chiede perché ce ne siamo andate.

Caro Uomo, il mio augurio per la Giornata Internazionale della Donna è anche per te.

C’è sempre tempo per capire, tempo per noi quanto per te. Il mio augurio è che potremo capire entrambi, scegliendo il meglio per noi con il massimo rispetto per gli altri. Io ho fatto la mia scelta consapevole: adesso tocca a te. Spero di poterti dare una mano anche con questo sito e che vorrai seguirlo per la tua ripartenza. Puoi iniziare scaricando il mio regalo!

Ti invito a richiedermi la miniguida Ricomincio da Zero (e a leggerla), che ti invierò all’email che vorrai inserire nel modulo qui sotto.

Sei Diventata una persona Pigra? Attenzione! Non è Pigrizia, è solo Stanchezza.

Interrompi i 3 Comportamenti che Aggravano la Malavoglia

Per le persone buone e generose, tanto disponibili da diventare a disposizione (degli altri), arriva il conto da pagare prima o poi. Sono talmente altruiste da non mettere mai dei limiti adeguati, si prodigano nell’aiuto fino a perdere di vista i propri bisogni e desideri.

Quel senso di svogliatezza che stai provando non ti appartiene, non definisce chi sei realmente. Sei sempre stato un tipo energico, capace di lavorare fino a tardi (dentro e fuori casa). Prima di etichettare il tuo stato attuale, di bollarlo negativamente, utilizzando una modalità automatica ovvero quella del senso di colpa, ricordati di chi eri. Probabilmente la tua reale personalità è quella che credi di aver perso.

A chi non piacerebbe tornare a sentirsi pieno di energia e entusiasmo?

Se hai vissuto felice fino a qualche tempo fa o comunque eri molto solare, di certo metteresti la firma per avere di nuovo quella spensieratezza e vitalità perduta…

Puoi tranquillizzarti. E’ soltanto la Stanchezza di Chi ha Dato Troppo (o tutto). E’ naturale che, se hai offerto tutto agli altri, ti ritrovi con un senso di vuoto pazzesco. Non c’è niente di anormale se ora spesso hai voglia solo di dormire. Al contrario c’è anche chi tenta di riempire questo nulla con tante attività improduttive, causali e irrazionali; lo fa per reazione all’assenza di obiettivi. Non sapendo cosa vogliamo, abbiamo solo 2 scelte:

1 – Restare fermi, oziare, vagabondare, dormire

2 – Fare, fare, fare… per tenerci impegnati, per occupare la mente e il tempo con qualcosa

In entrambi i casi, la mente è affollata di pensieri e sensi di colpa. Vogliamo trovare una strada per cambiare, cerchiamo di dare un senso alla vita senza riuscirci. I consigli di stampo tradizionalista tentano di darci una spiegazione cercando le cause nel passato e negli eventi traumatici della vita, propongono metodi e rimedi per uscire da questa condizione depressiva perché l’hanno etichettata come una malattia.

Quella che chiamano depressione, secondo me, è la stanchezza di chi ha dato troppo.

Ma è davvero importante darle una definizione?

E comprendere come è arrivata?

Per non parlare dell’insistenza nella ricerca di un sistema per sconfiggerla! Questa credo sia la parte più dannosa della questione.

Iniziamo a guardare ognuno di questi 3 errori uno per volta.

 

  • Secondo gli esperti siamo praticamente tutti depressi

Basta cercare su google inserendo 3 o 4 parole: “tristezza, noia, incertezza, agitazione…”

La diagnosi è “depressione” con tutte le sue innumerevoli declinazioni.

Ognuno di noi ha uno o più bisogni insoddisfatti, di conseguenza basterebbe individuarli per fare un test. Diamo una donna o un uomo a chi si sente solo, il partner perfetto che incarna esattamente il tipo di relazione che sognavano, e vediamo se costui continua ad essere depresso. Regaliamo un milione di Euro a un sovraindebitato per valutare come cambia il suo umore. Insomma, immagina di poter realizzare ogni tuo desiderio con la lampada magica di Aladino, oppure anche solo 3 tra i tuoi sogni più grandi, poi torna a raccontarmi come ti senti.

Penso proprio di averti offerto un punto di vista differente, che resta comunque la mia opinione, sulla depressione. Tuttavia avremo modo di osservarla ancora insieme negli articoli che pubblicherò nei prossimi giorni. Li potrai ricevere gratuitamente sulla tua email iscrivendoti dal box qui sotto.

 

Passiamo al secondo errore di chi crede di essere caduto in depressione.

 

  • Girare il coltello nella piaga è un atto da autolesionista

Sarà capitato a tutti di far visita a quell’anziana zia che vediamo solo una volta l’anno (tra poco capirai il motivo per cui il tuo inconscio ti tiene a debita distanza da questa vecchina malefica). Lei è specializzata nel ricordare tutte le tragedie della tua vita e della tua famiglia. Se tuo marito ti ha tradito con la tua migliore amica, coglierà l’occasione per ricordarti che non si sarebbe mai aspettata un simile comportamento da un giovanotto così garbato. Il tuo istinto, quindi, tenta di proteggerti dalle frasi maligne della zia, per ti limiti a incontrarla solo alle feste comandate (e te le rovina pure). Esattamente come può danneggiarti la nostra simpatica vecchina, è evidente quanto sia deleterio rivangare il passato nella mente tutto il giorno (e spesso anche di notte). L’unico passato che fa bene alla salute è quello di verdura, come dice il mio caro amico Giorgio Cerquetti. Piantala di ruminare i pensieri che inquinano la tua mente. Per cambiare la realtà, occorre modificare i propri pensieri. Concentrati su quello che ti piace: piuttosto che dormire o agire compulsivamente, pensa a una sola cosa che ami e falla.

 

  • Non siamo tutti uguali, quindi i rimedi “preconfezionati” sono sbagliati a priori

Come può essere funzionale un metodo universale per sconfiggere la depressione, se siamo individui differenti, ognuno con le proprie caratteristiche personali, in situazioni diverse e con motivi scatenanti di vario tipo?

Innanzitutto mi tremavano le mani sulla tastiera solo per aver dovuto usare il termine “depressione”. Inoltre, mi interrogo sul valore di una diagnosi che include una vasta gamma di sfumature che non possono essere provate da un esame come può essere un prelievo di sangue. Se faccio un’analisi di laboratorio posso definire, per esempio, i valori delle sostanze incluse nel sangue. Riguardo alla depressione, come posso accertarla con un metodo scientifico? E’ un disturbo per cui posso solamente fare delle ipotesi… In ogni caso, mi rifiuto di credere che problemi dissimili di individui diversi possano essere superati con procedure simili per tutti. L’ideale sarebbe che arrivasse quell’evento inatteso capace di soddisfare il bisogno che ci rende inquieti e eliminare subito il motivo della nostra frustrazione. Talvolta accade persino questo, però non possiamo affidarci alla fortuna di poter trovare una lampada di Aladino. In generale la sorte ci propone proprio il contrario, offrendoci l’occasione di rinforzare le spalle con eventi funesti e ostacoli.

RICORDA: La cacca è pur sempre un fertilizzante

Più cacca hai messo nel tuo terreno e più frutti potrai raccogliere.

Nel prossimo articolo vedremo la soluzione che ho adottato io, partendo dall’errore che ciclicamente mi ha portato più volte nello stesso labirinto e le 2 reazioni sbagliate a cui ricorrevo per rialzarmi da quelle cadute via via sempre più basse. Iscrivendoti alle news del mio sito, avrai accesso al prossimo passo per comprendere e risolvere la difficoltà di reagire alla stanchezza cronica.

Il seguito di questo articolo ti arriverà nei prossimi giorni. Nel frattempo, per non restare in attesa nell’immobilità, ti invito a richiedermi la miniguida Ricomincio da Zero (e a leggerla), che ti invierò all’email che vorrai inserire nel modulo qui sotto.

[Speciale 2019] Cosa dovresti Dire a Te stesso Davanti allo Specchio a Inizio Anno

Quante volte all’inizio di ogni anno ti sei ripromesso di cambiare vita?

Eppure siamo arrivati al 2019, ma sei ancora al punto di prima, quello di ogni inizio anno. Tanti desideri, senza che nulla di significativo sia cambiato.

Mi spiace deluderti: di questo passo, non solo il 2019 sarà uguale agli anni precedenti, ma difficilmente anche tra 5 o 10 anni potrai aver ottenuto risultati soddisfacenti.

Per cambiare non basta desiderarlo: questo lo sanno tutti. Sarai ormai giunto a questa conclusione da tempo. Ecco perché oggi vorrei darti una visione differente dell’ostacolo in cui sei arenato rispetto a quanto già sai, ovvero che i tuoi desideri sono rimasti chiusi in un cassetto. La dura realtà è che ignorare la chiave per interrompere questo circolo vizioso ti ha creato molti disagi e ha dato, invece, “da mangiare” a una ristretta cerchia di persone che – a tua insaputa – stanno godendo di lauti benefici ottenuti sulla tua pelle.

Mi rendo conto di quanto sia dura da digerire tutta questa faccenda. Forse hai perso la speranza di poter cambiare qualcosa o tutto della tua vita, per esempio il partner, il lavoro, gli amici, la famiglia e la tua situazione finanziaria. Tuttavia, se stai leggendo questa pagina, dentro di te il desiderio non si è del tutto arreso.

Voglio mostrarti subito, quindi, 2 Dati di Fatto fondamentali:

1 – Esiste una Chiave di Svolta Segreta per Cambiare Vita

2 – Questa preziosa Informazione viene tenuta volutamente e gelosamente Nascosta.

(Tra poco scoprirai di cosa si tratta, i motivi per cui è segreta e come iniziare a utilizzarla)

Di solito si parte dal primo punto, mentre noi adesso iniziamo dal motivo per cui non vogliono farti conoscere il sistema per cambiare vita. Quando avrai compreso il meccanismo perverso in cui sei finito, sarai doppiamente motivato a mettere in azione la chiave di svolta per il tuo cambiamento. Un po’ di rabbia verso chi approfitta di te sarà una delle leve che ti spingeranno ad agire.

Sai cosa succede quando siamo alle prese con due tra i massimi problemi della vita di un individuo?

Scoprilo adesso!

Problemi con il denaro

Quando si viveva di agricoltura, di certo si faticava per portare a casa il cibo necessario alla propria famiglia. Bisogna spaccarsi la schiena, subire i capricci della natura e c’era proprio poco per tutti. Tuttavia, benché i beni fossero scarsi, erano minimali anche i desideri. Infatti, nessuno aveva bisogno di uno smartphone ultimo modello o di un’auto sportiva da sfoggiare. Così si viveva spensierati e l’unico pensiero era portare a casa un po’ di provviste. Adesso vogliamo vestirci alla moda perché diversamente vivremmo relegati in un angolo e sentiamo bisogni continui. Tutto il denaro guadagnato ci serve principalmente per soddisfare la necessità di essere accettati in società. Per chi ha figli, il problema si amplifica a causa delle loro richieste continue e sempre più esigenti, oltre che della nostra cura di non far mancare loro qualcosa che potrebbe essere mancato a noi.

In pratica, far parte della società ci obbliga alla corsa per il possesso, alla sete di avere, e di conseguenza dobbiamo conformarci anche dal punto di vista professionale e lavorativo. Per mantenere un certo stile di vita è necessario ricoprire una posizione di alto livello oppure lavorare per tante ore nel corso della settimana.

“Svolgere un lavoro è obbligatorio, non ci sono dubbi”

Questo è il pensiero del 95% delle persone e che negli ultimi anni ho iniziato a mettere in dubbio. In questo post trovi già qualche accenno sul mio modo di concepire il lavoro, ma lo approfondirò ancora in altri contenuti.

Non ci domandiamo nemmeno se ci sia un’alternativa al duro lavoro perché è diventato impossibile fare a meno di garantirci determinati standard di vita e, di conseguenza, fare a meno del denaro guadagno con turni di lavoro esasperati.

Ignoriamo di dover lavorare così duramente, non solo per vivere, bensì anche per acquistare, acquistare e acquistare. Non ci rendiamo conto di essere diventati dipendenti da un sistema che influenza i nostri desideri tramite i media, i social e in ogni dove. Infatti, chi si accorge di questa trappola e tenta di uscirne, si deve scontrare con la mancanza di tutto ciò che gli consente di appartenere alla società. Immagina di lasciare il tuo lavoro e di trovarti dalla fine di questo mese senza stipendio.

Il risultato sarebbe quello di non poter vivere nel mondo moderno. E non mi riferisco solo ai beni di prima necessità. Infatti per quelli sarebbe sufficiente un reddito più modesto… Il vero problema, oltre alla sopravvivenza, è la necessità di molti altri beni che oggi sono diventati (apparentemente) indispensabili. Allora la scelta migliore sembra quella di alienarsi, continuare a far parte della società e smettere di porsi stupide domande.

A questo punto del discorso ti assicuro che molti hanno già chiuso questa pagina. Se tu sei ancora qui, forse ti stai rendendo conto del valore di un’informazione come la chiave di svolta per uscire dal sistema. Magari hai anche già fatto 1+1 e ti sei risposto sui motivi per cui potrebbe essere molto pericolosa per chi guadagna sui tuoi bisogni e consumi.

Bingoooo!

Trattenere il popolo nell’ignoranza e educarlo alla fatica del lavoro schiavizzante, consente ad un ristretto gruppo di individui di inventare nuovi beni ogni giorno per arricchirsi. Tu lavori per garantire lo stile di vita di questa elite, oltre che il tuo.

Vediamo ora le difficoltà nelle relazioni amorose perché ti assicuro presentato molte affinità con il sistema appena descritto. Sei hai pazienza di seguirmi nel discorso, tra poco ti svelerò la chiave per sistemare entrambi i problemi.

Problemi con l’amore e le relazioni interpersonali

Ti sarai posto delle domande su cosa ha contribuito negli ultimi decenni alle difficoltà nelle relazioni di coppia, ma anche in quelle con i colleghi di lavoro, gli amici e i famigliari. Ci sono diverse teorie, molte delle quali trovano la mia approvazione. Tuttavia, il denominatore comune di queste filosofie è il medesimo.

Come nel caso dei disagi dovuti al denaro, l’ignoranza è lo strumento perfetto per controllare un individuo. Siamo stati educati al grande valore della famiglia, in cui credo fermamente, pur avendo dovuto decidere di separarmi da mio marito. Volevo la famiglia del Mulino Bianco e tuttora non ho ancora smesso di sperare nella realizzazione di questo sogno. Insieme all’importanza della famiglia, purtroppo mi è stato insegnato il modo migliore per distruggermi coltivando questo desiderio e io stessa ho vissuto per 30 anni della mia vita rafforzando un’idea errata a riguardo. Infatti, avere un marito e dei figli per me erano una priorità che ho perseguito con tutta me stessa a qualunque costo.

Il mio obiettivo era troppo importante; un valore tanto basilare da allontanarmi da me stessa, da chi ero e volevo essere. Mi sono proprio alienata per poterci riuscire: dovevo essere una perfetta donna di casa, una professionista impegnata e cercavo di soddisfare le esigenze della famiglia, mettendo in secondo piano le mie. Costasse quel che costasse, per me, era fondamentale avere accanto un uomo e realizzare l’obiettivo di diventare mamma e moglie. Ho messo in secondo piano la scelta di chi potesse essere l’uomo ideale per starmi accanto e per essere il padre dei miei figli. Qui non sto giudicando il valore della persona, bensì il fatto che io non abbia valutato le sue caratteristiche in relazione alle mie qualità, ai miei valori e aspirazioni.

Ecco come entra in gioco nuovamente l’insicurezza, cioè in questo caso la paura di restare sola, di non realizzare l’obiettivo di costruire la mia famiglia. Come per i problemi con i soldi, l’insicurezza di non essere accettati prevale sulla scelta di cosa fa davvero al caso mio.

Riepilogando: I 2 Problemi di Molti

Continuo a svolgere un lavoro e/o resto in una relazione per timore di essere emarginato e per insicurezza di cosa succederà se decidessi di interrompere il rapporto (di lavoro e/o di coppia). Preferisco alienarmi e restare in un terreno sicuro, invece di cambiare perché so di dover affrontare una fase difficile della mia vita. Questa è la scelta che io, e probabilmente anche tu, abbiamo fatto per anni. Può essere scomodo ammetterlo, eppure è proprio questa la realtà dei fatti.

Puoi scoprire facilmente di trovarti in una situazione simile a quella che ho vissuto io, ascoltando le tue sensazioni. Se ti senti infelice, insoddisfatto e senti di non esserti realizzato rispetto alla vita ideale che sognavi o sogni tuttora, probabilmente c’è qualcosa che ti sta sfuggendo e che piano piano inizierai a comprendere. I 2 esempi di cui abbiamo appena parlato sono i motivi di insoddisfazione predominanti alla base di un malessere psicologico.

Adesso vediamo come uscirne…

Mi è stato fatto un dono che è la vita. E’ un sacrilegio buttarlo.

Un giorno mi capitò di sentire in radio una canzone di qualche anno fa e subito mi saltò alla mente un periodo particolare della mia vita. Dopo il primo istante in cui ho rivissuto quei momenti nella mia mente, mi resi conto di trovarmi impantanata da anni nelle stesse dinamiche. Quella canzone mi tuffò nel passato, mostrandomi che non avevo fatto grandi passi in avanti.

Quel giorno mi scattò nella mente un pensiero, come una molla fa scattare un meccanismo bloccato.

“Non posso continuare così!”

Perché avrei dovuto restare in quella trappola? La mia vita è un dono prezioso, ogni giorno un piccolo immenso regalo chiamato appunto presente. E in effetti non potevo continuare su quella strada. Io merito di più!

Quel giorno compresi che la chiave per aprire la porta al cambiamento è la decisione, è quella molla che ti garantisce di aver iniziato il viaggio verso il nuovo. E’ un viaggio in cui sceglierai di guardare avanti senza tornare più indietro. La decisione, quindi, è il primo passo necessario. Si tratta di una condizione da cui non si può prescindere per realizzare un cambiamento.

Quando avrai deciso, allora avrai la certezza di trovare la motivazione per agire.

Il dolore e la paura di soffrire sono sopportabili addirittura per anni, finché un giorno potrebbero diventare insostenibili. Solo a quel punto deciderai e sarà esclusivamente questa scelta fatta con convinzione a portarti all’azione compiuta con determinazione.

Molti esperti di crescita interiore giustamente ci invitano a pianificare un obiettivo. Questo è un suggerimento davvero utile. Peccato che non ti porrai nessun obiettivo senza decisione. Forse riuscirai ad esprimere un desiderio, però ti troverai in difficoltà quando si tratterà di pianificare delle azioni da compiere. Il meglio che potrebbe accadere è di realizzare un vero e proprio piano destinato ad essere abbandonato velocemente. Tutto ciò accadrà come una profezia già scritta perché manca il tassello principale della decisione.

Non potendo approfondire tutto in un solo post, ho scritto e creerò altri contenuti riguardanti l’importanza della decisione e in generale su come cambiare vita per sempre. In fondo a questa pagina, trovi il modulo per richiedere l’aggiornamento sui prossimi contenuti. Inserisce la tua email per riceverli gratis.

Per il momento ci terrei che fosse chiara l’importanza della decisione. Decidere comporta un taglio netto, bianco o nero, ovvero implica la scelta di procedere in qualunque circostanza, indipendentemente da ciò che potrà accadere e dalle difficoltà incontrate.

Se farai degli errori oppure ti accorgerai di aver compiuto delle scelte infelici, aggiusterai il tuo programma di azioni, ma comunque procederai senza alcun dubbio. La decisione è la base per la riuscita di un progetto, qualunque esso sia. Un obiettivo può essere ricalibrato, tanto quanto le azioni per arrivarci. In ogni caso, un vero obiettivo, determinato da una solida decisione, verrà perseguito con convinzione e sarai perseverante nei confronti delle azioni per raggiungerlo.

La mattina è più semplice saltare giù dal letto, quando sai già cosa devi fare e se quelle azioni sono state scelte per un motivo importante. La sera, poi, proverai una sensazione piacevole, ripensando di aver speso bene la tua giornata. Ogni giorno trascorso diventa un passo in più verso l’obiettivo, un piccolo pezzetto di percorso compiuto che ti avvicina al tuo sogno. Non importa se hai scelto una meta grande o solo una piccola soddisfazione che vuoi guadagnarti. Proverai un piacere immenso. Supererai la fatica.

Chi ha paura della morte, non si rende conto che si tratta di un evento inevitabile, del quale non conosciamo la data. Se sostituiamo la paura al gusto di godere di ogni istante, saremo pronti a lasciare la vita sapendo di averla spesa al meglio. La morte può diventare il senso della vita, un motore che spinge le nostre azioni verso il bello.

Qualunque desiderio non accompagnato da una decisione sarà privo di azione, pertanto potremo chiamarlo sogno. Tutto ciò che è diverso dalle caratteristiche appena descritte, non appartiene alla categoria degli obiettivi.

La vita è dentro di noi, accade nella nostra interiorità. Il mondo esterno è solo il riflesso di colui o colei che siamo stati fino ad oggi. Due vite con un percorso apparentemente simile possono essere giudicate tristi o felici sulla base dell’opinione di chi osserva. Ognuno ha un’idea differente di cosa è appagante, che dipende dal nostro personale metro di percepire e valutare.

Pertanto, solo ciascuno per se stesso può determinare quanto è distante dal tipo di vita desiderata.

A questo punto voglio invitarti, prima di decidere quali azioni devi fare per arrivare al primo gradino, al secondo, al terzo e via di seguito, a scegliere di vuoi essere. Chi devi diventare per avere la forza, le capacità, le conoscenze e il coraggio per riuscire a cambiare vita?

Non è facile, ma è semplice.

Infatti, sono tutte informazioni che puoi imparare e piano piano cucirti addosso. Per forgiare la tua vita secondo la forma che desideri dare, occorrono scelte estreme. Forse sei intrappolato dai sensi di colpa, dalla rabbia per aver compiuto scelte poco azzeccate. Ok, finora è stato così. Hai imparato una lezione che adesso potrebbe portarti al successo totale in qualunque campo della tua vita. Gli errori servono proprio per imparare. Quello che conta è l’intenzione ferma e incrollabile di non ripeterli.

Ecco perché oggi puoi prendere una decisione senza ritornare sui tuoi passi. Scegliere di bandire i dubbi e partire come se l’unica possibilità fosse la riuscita.

Ti invito, quindi, a iscriverti (Gratis) qui sotto per ricevere i Passi Successivi del nostro viaggio.

In particolare, il prossimo che ti invierò nell’immediato è il mio segreto per procedere senza abbandonare la giusta strada.

Ci sentiamo presto via email.

 

Halloween: La Verità Nascosta sul Giorno più Potente dell’Anno

Prima di metterci la maschera, liberiamoci dalle maschere delle Menzogne che ci hanno raccontato.

Quella ricorrenza dipinta come macabra e blasfema, come accade per tutte le storie da nascondere, è stata derubata volutamente del suo reale significato (simbolico e non). Era una tradizione antica, espressione di un concetto profondo, diventata per molti solo una festa scherzosa collegata a un vero e proprio business. Osservare oltre la menzogna, attraverso la conoscenza del contenuto allegorico, serve per capire e ritrovare gli antichi segreti occulti di civiltà scomparse estremamente evolute.

Molti dei misteri della storia umana sono andati persi, o meglio volutamente occultati, in quanto scomodi ostacoli per l’imposizione di poteri a controllo delle masse. L’obiettivo di fondo di queste manipolazioni e distorsioni dell’informazione, soprattutto della preziosa conoscenza delle culture antiche, era ed è tuttora quello di portare l’essere umano ad uno stato di incoscienza. Siamo forti leoni privati del nostro potere, siamo mansueti come dei gattini spaventati e sottomessi ad un abile domatore.

Oggi è un giorno davvero magico: è il più potente dal punto di vista energetico. Conoscere l’origine di questa festa è fondamentale per chi desidera intraprendere un cammino di rinascita, ha un significato ricco di valore e spunti di riflessione. Stai per scoprire le alterazioni che sono state adottate nel corso del tempo rispetto al suo scopo reale iniziale: la storia di Halloween è di gran lunga più interessante di ciò che è diventata, ovvero un momento ludico per piccoli, giovani e per bambini un po’ cresciuti.

Le maschere, gli scherzetti, i dolcetti paurosi sono spassosi.

Un paio di volte l’anno ci è permesso di nasconderci e di mostrare il lato oscuro di noi, di indossare quel ruolo che la normalità ci impedisce di mostrare. Halloween è una buona occasione per farlo. Non sono contraria al gioco dei travestimenti, tant’è che io stessa ho sempre festeggiato con mio figlio questo momento di divertimento. Quest’anno, però, il bimbo inizia ad essere grandicello, così ho ritenuto utile renderlo partecipe anche del vero motivo per cui mi sono sempre vestita da strega per farlo divertire.

Innanzitutto, te lo confesso: effettivamente sono davvero una streghetta, ma di questo ne parleremo più avanti perché oggi mi preme un altro discorso.

Il 31 ottobre ai giorni nostri si festeggia ormai ovunque come notte delle streghe, dei vampiri e dei morti viventi. In questo sito finora si è parlato di come riprendere in mano la propria vita, quindi forse ti starai domandando:

Cosa c’entra Halloween con la possibilità di riprendere in mano la propria vita?

Leggendo la verità nascosta su questa festività, comprenderai il motivo che mi spinge da sempre a dare importanza ai festeggiamenti di Halloween. Soprattutto da quando è nato Manuel, mi sono dilettata negli addobbi casalinghi di qualunque ricorrenza, benché li abbia amati anche in precedenza.

 

Halloween è una festa: mio figlio non se l’è mai persa fin da piccolissimo. In primis ho sempre voluto che celebrasse in modo speciale le feste di ogni tipo. Credo sia importante vivere nella gioia, accogliendo con entusiasmo le feste, persino quelle lontane dalla nostra tradizione. Ho notato, però, che alcuni tra i genitori degli amici di mio figlio hanno paura che il bambino si spaventi, altri sono contrari al consumismo e poi ci sono quelli condizionati da motivazioni religiose. Questi ultimi hanno il dente avvelenato (come Dracula) nei confronti di Halloween, senza aver mai approfondito la ragione di queste privazioni “bigotte” dettate dall’alto (sarebbe più corretto dire “dal basso”, ma sorvoliamo per ora).

Il figlio di un mio conoscente (catechista) è stato ammonito dalla parrocchia affinché evitasse i festeggiamenti nella notte più paurosa dell’anno. Mi dispiace vedere che i giovani prendano per oro colato un divieto senza conoscerne la motivazione, portando in famiglia e agli amici un messaggio propinato da altri. Sono molto spirituale ma poco religiosa proprio per questo. Fin da ragazzina mi sono resa conto di quanti dogmi ci venivano inculcati, accompagnati dalla minaccia (non sempre) velata di diventare peccatori e, di conseguenza, di essere rifiutati da Dio. In quanto strega sono la pecora nera della famiglia. A me non sono mai andate giù le imposizioni, soprattutto quando il motivo mi era incomprensibile.

Mi sento fortunata e privilegiata per avere avuto il dono del senso critico, ovvero la pretesa di capire prima di accettare una regola, un consiglio o un precetto. Nonostante tutto sono cresciuta come qualunque essere umano con numerosi condizionamenti e tabù, che mi hanno causato non pochi grattacapi; tuttavia la sorte mi ha permesso di vederli grazie al mio spirito ribelle da pecora nera, spingendomi verso la ricerca della verità e aiutandomi a non soccombere.

Molte persone sono depresse proprio perché non hanno sviluppato il senso critico.

Accettano le regole di un “galateo” universale, si impongono di adeguarsi agli altri e ovviamente soffrono della mancanza di una propria personalità. Il dolore interiore è l’impossibilità di esprimersi per quello che veramente si è. Ora puoi scegliere, però, di toglierti le maschere, di essere come vuoi. Puoi smascherare gli altri, le menzogne disseminate ovunque, ma innanzitutto quelle dentro di te.

La religione è un’accozzaglia di incongruenze. Iniziamo subito con un esempio cardine. Dio ci ama infinitamente, però ci rifiuterà qualora fossimo peccatori. Da questo paradosso nasce il timore della morte perché il peccatore sarà rifiutato da Dio e dovrà giocarsi bene le sue carte prima di andarsene per sempre. Infatti, secondo la dottrina religiosa, tu hai solo una vita, che avrà una durata a te sconosciuta e dovrai essere pronto a morire in qualunque momento; di conseguenza dovrai redimerti e camminare sulla retta via (regolamentata ovviamente dalla religione) per essere accolto tra le braccia di Dio in paradiso. Nasce così una paura incontrollata per la morte e oltretutto è vietato scherzare su questo argomento (come fanno le Pecore Nere ad Halloween).

La morte è la causa di tutte le nostre paure, trattandosi di un passaggio in cui rischiamo di finire all’inferno, e considerando che potrebbe arrivare in qualunque momento (ehi, lo so che state facendo gli scongiuri). Le corna, così come tutti i gesti scaramantici, ci confermano quanto la morte sia uno spauracchio per tutti. Il tempo a nostra disposizione aggrava la faccenda, in quanto ci mette nella scomoda posizione di chi ha un timer attivato senza conoscerne la durata. Desideriamo, quindi, di realizzare i nostri desideri immediatamente e vogliamo “tutto e subito”. Già… Non si sa mai… (Altre corna e scongiuri, vero?) Inoltre, presi dalla frenesia di raggiungere obiettivi futuri, compiamo azioni compulsive poco studiate e basate sulle esperienze passate.

Passato e futuro ci condizionano, perdiamo di vista il presente e facciamo una marea di cavolate.

Tra poco ti accennerò perché non serve avere paura della morte, con la promessa di riprendere più volte questo argomento in altri contenuti. Per comprendere la verità occorre tenere presente una conoscenza taciuta che riguarda la ciclicità della vita dell’intero universo, chiamata la legge della ricorrenza. Ciò che esiste si ripete dalla sua origine fino ad oggi e continuerà a ripetersi, siamo esseri eterni attualmente incarnati in un corpo fisico destinato a morire. Tuttavia la morte è solo un passaggio da una realtà ad un’altra, di conseguenza il nostro vero essere ritorna ciclicamente e continua a vivere sotto diverse forme. Sebbene le religioni possano sembrare apparentemente in disaccordo su questo tema, in verità credono tutte nell’immortalità dell’anima. La Chiesa stessa parlava di trasmigrazione delle anime finché ha abolito il concetto di reincarnazione con il Concilio di Costantinopoli del 553, dichiarando eretico ogni pensiero contrario a questa innovazione.

L’obiettivo era quello di creare un’immagine mortale dell’uomo affinché dovesse risolvere i suoi problemi e liberarsi dal peccato nel tempo di una sola vita, per esempio cedendo tutte le proprietà alla Chiesa o pagando per ottenere indulgenze. Questo cambiamento ha attivato un timer perverso fin dalla nascita di ciascuno di noi, obbligandoci a correre per realizzare tutto e subito. E’ partita, in pratica, una vera e propria corsa contro il tempo. Quel senso di ansia, quel tuo continuo giudizio che ti fa sentire inconcludente, quella frenesia di dover stare al passo con gli standard imposti dalla società, sono solo alcuni degli effetti di un dogma manipolatorio.

Viviamo per fare, per ottenere, per realizzare… e dobbiamo compiere una missione titanica in un tempo brevissimo, ovvero nell’arco di una sola vita.

Eppure tutti questi precetti sono quelli che portano alle malattie, alla morte “naturale” e al suicidio. Comprendi l’assurdità di questo paradosso? Per salvare la nostra anima dalle fiamme dell’inferno, creiamo qui sulla terra il nostro inferno che troveremo pure dopo la morte. Infatti con l’abrogazione della trasmigrazione delle anime, termine con cui veniva definita la reincarnazione, furono istituiti anche paradiso, purgatorio e inferno. Accettare l’idea di ritorno di uno spirito nella carne, una vita dopo l’altra, significava inoltre conferire un potere divino all’uomo che ovviamente avrebbe rifiutato quello della religione e dei suoi dogmi. Pensa a quali potenzialità possono emergere da un individuo cosciente di poter decidere, scegliere e agire. Molto meglio tenerlo a bada con la paura, lo strumento di sottomissione più potente. Mi piacerebbe approfondire subito questo tema, però dovrei dilungarmi e oggi l’obiettivo è un altro.

Vogliamo capire la vera origine di Halloween.

Halloween è una festa di origine celtica contrariamente al pensiero più diffuso che le attribuisce una paternità americana.

Non è una festa folklorista qualsiasi ma è il capodanno celtico: la fine della stagione calda che ci introduce a quella fredda. Ci si chiude in casa e si trascorrono momenti in famiglia sotto una morbida coperta. Come gli animali, anche noi umani sentiamo il bisogno di ritornare alla nostra cuccia perché vogliamo ripararci dal freddo. Il letargo degli animali somiglia al nostro atteggiamento, abbiamo voglia di calore e di riposo. In questo momento i rumori si attutiscono, si avverte un silenzio magico e si ricerca la quiete. I celti erano un popolo dell’arcipelago britannico, agricoltori attenti ai cicli lunari e osservatori delle stelle, strumenti che segnavano lo scorrere dell’anno agricolo. Il 31 ottobre coincideva con la fine dell’ultimo raccolto, cosicché poi venivano stipate le provviste e messi a ricovero gli animali. Era la vigilia del nuovo anno, che era diviso in due parti: stagione calda e stagione fredda.

Ci si preparava per l’inverno, il momento più magico dell’anno, coincidente con la festa principale del calendario celtico, perché iniziava la fase della preparazione del terreno.

Il fuoco era uno dei simboli dominanti, che non a caso è anche il sistema per scaldarsi. Tuttavia per loro rappresentava qualcosa di più, come del resto possiamo trovare traccia nelle culture antiche (In Italia è la Notte delle Lumere). Il fuoco è sempre stato considerato magico e, in particolare, il capodanno celtico era il momento in cui veniva acceso il fuoco sacro. Proprio il 31 ottobre era un momento di passaggio, rappresentava un ponte tra la fine e l’inizio di un ciclo; pertanto si credeva che fosse un punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti (simbolicamente rappresentativi dell’estate=vita e inverno=morte).

Eppure la morte non è un momento di fine, non è definitiva, è un passaggio silenzioso alla nuova vita. Su questo si troverà d’accordo anche il mio amico catechista che vede la morte come il passaggio al regno dei cieli.

Allora perché abbiamo paura e rifiutiamo la morte?

Secondo la nostra cultura cristiana, la morte dovrebbe essere l’incontro con Dio Padre e invece la temiamo come la peste. C’è qualcosa che non quadra… e non è l’unico paradosso di cui ti parlerò oggi e in molti dei contenuti di questo sito.

Ad ogni modo, tentiamo di proseguire con un concreto senso critico nella conoscenza della verità su Halloween. Continuiamo ad osservare l’inverno e la sua somiglianza con la morte, o per meglio dire con un sonno che si risveglierà con la resurrezione primaverile.

Si termina, quindi, la raccolta dei frutti e si inizia la preparazione del terreno contemporaneamente al ricovero del raccolto e del bestiame, che silenziosamente riposeranno nelle stalle. Inizia allora l’inverno con il suo silenzio introspettivo, un momento per entrare dentro se stessi. Ecco perché si accomuna con la morte, il riposo eterno che poi si risveglia con la primavera (e caso vuole… con la pasqua). Sembrerebbe addirittura che il nome Halloween abbia un collegamento con l’azione di Scavare “to hollow” (Probabilmente si riferisce all’atto di scavare dentro di sé!?!).

E’ certo che la festa di questo giorno di “ponte” tra estate e inverno sia collegata alla morte che va di pari passo con l’occulto. Le zucche intagliate parrebbero rappresentare le anime bloccate nel purgatorio, che possiamo incontrare solo in quella notte dell’anno di un tempo di mezzo.

Tuttavia, quando apparentemente le energie della vita si assopiscono, in realtà il terreno sotto la neve è vivo. C’è un’energia lì sotto che è accucciata come un bimbo nel pancione della mamma. Da lì sente i suoni attutiti, è al caldo, ma nel silenzio l’energia della vita è in azione, si muove più veloce di quanto immaginiamo, è solo silenziosa, eppure è forte, cresce, si fa spazio.

Ma invece “Dolcetto o scherzetto” che significa?

La pratica di mascherarsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell’elemosina, quando la gente povera andava di porta in porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti nel giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Qui, però, siamo già scappati troppo in avanti rispetto alla storia di Halloween. Infatti, stiamo parlando di un precetto ecclesiastico introdotto successivamente e, mettendomi le mani nei capelli, ti racconterò come è stata inventata la festa cristiana dei morti (lo farò con ironia giusto per sdrammatizzare).

Nel frattempo erano accaduti molti fatti storici significativi: Vediamo quali…

Dobbiamo fare una bella retromarcia spedita e ritornare ai nostri saggi celti, che erano riusciti a coinvolgere i loro vicini di casa dell’arcipelago britannico, gli inglesi. Questi curiosetti avevano voglia di scoprire il mondo, in quanto avevano sentito narrare di un certo Cristoforo Colombo, un italiano doc di una volta (di quelli che oggi non ci sono più). Costui era stato tanto coraggioso da voler sfidare le colonne di Ercole perché come me era la Pecora Nera della famiglia e voleva essere sicuro di non essere stato canzonato, così si mise in mare con altri spiriti ribelli e si accorse che effettivamente qualche bella frottola gli era stata raccontata. Infatti, il mondo terreno non finiva lì e, oltre l’oceano, c’erano delle terre meravigliose ricche di ogni ben di Dio. Chissà che magari non fossero state nascoste proprio per questo!?!

Sta di fatto che gli inglesi vollero vedere con i loro occhi se Colombo avesse detto il vero oppure se fosse solo un pazzoide tipo la Elena Grillo. Ovviamente trovarono queste magnifiche terre dove qualcuno decise persino di rimanere, portando con sé anche qualche bella tradizione, come quella di Halloween. Agli americani piacque travestirsi perché pure loro amavano i costumi strani (vedi i Maya o gli indiani d’America… ahahaha).

Siccome, però, nel frattempo in Europa i nostri antenati erano molto ma molto fantasiosi, pensarono di condire un pochetto anche la storia di un altro uomo che aveva di recente segnato le sorti dell’umanità, un certo Gesù il Nazareno. Con il passare degli anni questa storia diveniva sempre più ricca di nuove avventure e soprattutto era un best seller insuperabile, pertanto forse valeva la pena di portare quel libro nelle americhe. Diventò campione di incassi anche lì. Vendette persino più di alcuni best seller dei giorni nostri come Harry Potter e 50 Sfumature di Grigio (non so se mi spiego…). Edizione dopo edizione era sempre più avvincente ed era sempre il numero uno in classifica. Fu così che divenne legge, la legge suprema senza paragoni su questa terra.

Gli editori di questo libro pensarono che tutto questo successo dovesse essere sfruttato al meglio possibile (come dargli torto) e i suoi precetti presero piede nelle nuove terre scoperte. Le Pecore Nere ormai avevano i giorni contati, dovevano nascondersi o fingere di sottomettersi a queste leggi, persino i nostri amici britannici. Vennero allora cambiati i significati delle festività perché dovevano essere adeguati alla nuova realtà, quella moderna prescritta dal libro campione di incassi. Secondo le leggi cristiane il capodanno era il 1 gennaio e così fu ovunque nel mondo, nonostante ci fossero dei contrasti con le abitudini dei popoli antichi.

Si pensò di sostituire il vecchio capodanno con una festa che non fosse troppo diversa da quella a cui erano abituati i nostri amici del nord Europa e venne istituita la commemorazione dei defunti del 2 Novembre. Tuttavia per evitare che si arrabbiassero eccessivamente, la festa di Halloween poté rimanere come un gioco della caccia alle streghe, benché si diffuse l’ammonimento dall’alto che la dipingeva addirittura come una festa satanica. “Potete festeggiare a vostro rischio e pericolo perché l’inferno vi aspetta”

E vissero tutti (in)felici e contenti.

Adesso, sebbene abbia voluto sdrammatizzare su questa storia, vorrei fare qualche correzione insieme a te affinché tu possa festeggiare Samahin, iniziando l’anno nuovo come meriti.

Sfruttiamo tutta la buona energia di oggi a nostro vantaggio per una rinascita che potrà avvenire in primavera solo con la preparazione del terreno nella stagione fredda.

Passo n. 1: La festa di Halloween non ha nulla in comune con il satanismo, concetto introdotto dalla Chiesa cattolica e quindi successivamente alla cultura celtica.

Passo n. 2: Il 31 ottobre è un ponte tra la stagione calda e quella fredda, un passaggio tra la vita (estate) e la morte (inverno) che devono essere interpretati come simboli. La morte riguarda solo il corpo fisico, mentre il nostro vero essere è eterno e cambia semplicemente la sua forma.

Passo n. 3: Mettere a ricovero gli animali, stipare le provviste e addormentarsi per riposare significa passare in una dimensione cosciente, dove possiamo connetterci con la nostra reale essenza per riscoprirla e riportarla a nuova vita.

Passo n. 4: Stasera mettiti una maschera per nascondere ciò che il mondo vede di te, il corpo fisico e quindi il costume che indossi in questa vita, cosicché potrai essere chi veramente sei.

Passo n. 5: Domani addormentati in un silenzio introspettivo senza tempo, nel presente eterno, ascolta la tua essenza interiore e riscopri di essere parte di un Tutto (il tuo essere Divino).

Mi rendo conto della complessità di questi concetti, me ne accorgo nel tentativo di passarteli con semplicità e sintetizzati per un pronto uso. Per questa ragione ti prometto di riprenderli passo passo nel corso di tutta la stagione invernale, per preparare insieme a te il terreno sotto il quale presto metteremo nuovi semi.

Buon Samahin! E a prestissimo (Richiedi le prossime novità)

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