Il temuto Virus Covid19 è stato dichiarato estremamente contagioso eppure c’è qualcosa di più critico, che in questo momento ignoriamo o almeno sottovalutiamo.

Si tratta di un altro “Virus” entrato nella testa degli italiani di soppiatto e che potrebbe fare un numero di vittime altrettanto elevato se non peggiore. Una vittima non è soltanto un morto, è colui che subisce un danno. Il problema è che chi è stato contagiato da questo Virus Mentale non se ne accorge.

Contagio Mentale
Un contagio pericoloso oltre quello del Covid19

Qualcuno subisce i suoi sintomi in forma lieve, come accade per gli asintomatici del Coronavirus, mentre altri sono in “coma” profondo, addormentati e storditi da notizie, video e messaggi che circolano in rete come impazziti. Si scatenano paure e preoccupazioni, talvolta immaginarie, esagerate ma in qualche modo realistiche.

Ho deciso di condividere le mie opinioni su quanto sta accadendo per essere d’aiuto e non mi aspetto che tu sia d’accorto in toto. Forse tu hai pensieri differenti e, nel caso, sarei felice di leggerli: puoi scriverli nei commenti qui sotto. Fammi sapere se la pensi come me, ma puoi anche dare opinioni contrarie oppure aggiungere altro che non ho scritto.

In ogni caso l’Unione adesso è fondamentale, indipendentemente dalle credenze che abbiamo.

Rispettiamoci e mettiamo in circolo l’amore, aiutiamoci come possiamo, con le capacità che abbiamo e scambiamo pareri, ricordandoci che siamo tutti sulla stessa barca.

Come vedi il Covid è arrivato anche in Italia da poco più di un mese, sebbene non abbiamo prove che smentiscano la sua antecedente presenza silenziosa. Infatti, quando se ne parlava come di un problema della Cina, che da noi non sarebbe mai arrivato, molti italiani erano a letto con l’influenza e conosco qualcuno che a gennaio era stato ricoverato in ospedale per una brutta polmonite.

Come possiamo accertare il primo caso di Coronavirus italiano?

In quel momento si diceva che il Virus fosse confinato nella zona di Wuhan, quindi gli spostamenti intercontinentali proseguivano liberamente, autorizzati e favoriti dalle smentite sul pericolo di chi era fermamente convinto che potevamo stare tranquilli.

Ora, a parer mio non importa capire più dove si sia diffuso il Covid19, quel che conta è che già esisteva…

Era in Cina! Così dicevano…

Non c’era motivo di preoccuparsi, no? Tanto il contagio riguardava soltanto la Cina e per di più in una sola zona, che era stata messa in quarantena per scopi precauzionali…

A gennaio ci dicevano di temere e, stando alle chiacchiere di paese, era sufficiente non frequentare le attività commerciali dei cinesi. Questi negozi erano pressoché deserti, come se questo rimedio grossolano potesse farci scongiurare ogni possibile rischio (benché considerato minimo, anzi assente).

Oppure si pensava che fosse sufficiente non andare in Cina.

Invece? Quello che è successo nella realtà lo sappiamo bene e lo stiamo vivendo sulla nostra pelle impallidita dalla scarsa esposizione al sole.

Adesso c’è anche in Italia. E molto probabilmente c’era anche prima, come ho detto.

Per le influenze e le polmoniti di qualche settimana fa non sono stati fatti i dovuti accertamenti perché il contagio era considerato impossibile. Forse sarebbe stato più etico, a suo tempo, usare il termine “improbabile” per definire il livello rischio, un aggettivo che avrebbe lasciato almeno un’ombra di dubbio sulla questione e quindi una visione d’insieme più realistica e prudente. Eh no, dovevano lasciarci vivere spensierati, ignari di dover vedere tanti, troppi italiani cadere sotto la falce del Coronavirus soltanto un mese dopo… tra i miei conoscenti e parenti qualcuno non aveva neanche altre patologie pregresse.

Non sapremo mai la verità
La Verità che Non Sapremo Mai

A questo punto è naturale che mi chieda quanto siano attendibili i dati che riceviamo.

Se prima il rischio della diffusione era considerato impossibile e oggi sembra diventato pericoloso persino respirare in casa propria, come possiamo dare credito a ciò che sentiamo, sia dalle fonti ufficiali che tra le dicerie di paese?

 

Nelle prime settimane di marzo molti paesi europei sembravano immuni al virus, come se fosse contagioso soltanto per italiani e cinesi. Chissà se davvero i casi di contagio non erano ovunque oppure se gli altri paesi abbiano tentato di salvaguardare silenziosamente i propri interessi economici e politici. Purtroppo possiamo conoscere solo un piccolo scorcio di realtà e dobbiamo pure prenderla con le pinze. Volendo ben pensare, potremmo dire che talvolta le informazioni passano in modo distorto, come tramite un telefono senza fili.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che dietro a certi eventi si avviluppano sempre interessi di carattere politico. E di sicuro a noi povera gente del popolo certi avviluppi non vengono resi noti.

Del resto, anche in Italia non abbiamo fatto per tempo i dovuti controlli per le influenze di gennaio, così come ad oggi non abbiamo la possibilità di fare una verifica a tappeto sulla popolazione.

Come stanno raccogliendo i dati negli altri paesi?

Più o meno come lo stiamo facendo noi… sebbene qualche stato sia più solerte nell’azione. Però torno a chiedermi il perché in Italia, a differenza delle altre nazioni, continuino ad elargire i numeri dei contagiati come a voler gonfiare delle statistiche davvero poco concrete. Nel senso, nel calderone degli infetti da Coronavirus, per esempio, ci sono anche persone ormai completamente guarite, e questi sono numeri che dovrebbero essere scalati, dal conto generale.

Chi più e chi meno, bene o male, tutti sappiamo di essere inconsapevoli della realtà.

Lo eravamo a gennaio e febbraio, e continuiamo ad esserlo.

Abbiamo trascorso il mese di marzo attendendo il 3 aprile. Il tempo trascorso è stato un groviglio di dubbi e di speriamo che.

Ti ricordi come è iniziata la nostra fase critica? Il 23 febbraio, una domenica come tante, ci svegliamo e apprendiamo che il Coronavirus ha valicato le soglie della ristretta zona di quarantena di Codogno.

“La situazione sta precipitando”

– gridano i media.

In televisione, quel giorno, ogni programma fin dal mattino parla solo del virus, anche nelle trasmissioni che non hanno alcuna connessione con quel tema. Su internet e in particolare sui social scatta l’allarme: una condivisione smisurata di notizie, post, informazioni, disinformazioni, ansia e persino barzellette. Un po’ di tutto, insomma.

Fino a quella domenica ero riuscita a evitare che mio figlio apprendesse quelle informazioni, nel tentativo di non allarmarlo e di preservare la sua serenità di bambino di 8 anni, però aspettavo di rivederlo al ritorno dal weekend con il padre per capire la sua reazione alle notizie, che ormai erano arrivate senz’altro alle sue orecchie. Fino al sabato mattina mio figlio non sapeva cosa fosse il Coronavirus e domenica sera piangeva convinto che fosse arrivata la fine del mondo. Se era così disperato, pur sapendo che avrebbe saltato una settimana di scuola (dicevano UNA), significa che era davvero in ansia.

Pensiamo alla tranquillità dei bambini
Prendiamoci cura dei Bambini in Quarantena

Certo, i bambini hanno meno strumenti per comprendere la realtà o questo è quello che noi adulti arroganti crediamo. Beh, del resto abbiamo tante credenze errate e poi pensiamo di sapere sempre tutto.

Detto, fatto. In poche ore siamo stati tutti contagiati, ma non dal Coronavirus bensì dal timore, dai dubbi, dalle notizie, dalla rabbia verso il sistema, dal desiderio di ribellione, dall’odio verso chi avrebbe potuto contagiarci. E poi c’era ovviamente chi derideva le persone preoccupate, quelle contagiate dalla paura (il famoso Virus Mentale). La conseguenza di quest’aumento incombente di notizie catastrofiche ha innescato un’agitazione di massa, che nel pomeriggio di quella maledetta domenica è diventata una corsa alle scorte alimentari.

Attenzione: non serve giudicare la genuinità delle notizie e le reazioni della gente impaurita.

In fondo è normale avere paura. Siamo stati cresciuti con la minaccia di subire delle conseguenze, più o meno dolorose, per i nostri comportamenti.

Ognuno ha il diritto di avere una propria idea e, quindi, di reagire a suo modo ai fatti, purché con rispetto verso gli altri e delle regole (anche quelle ingiuste). Ritornerò sul tema delle regole in un altro articolo perché vorrei esprimere il mio parere sull’eccesso e sull’abuso di potere, oltre che sull’incostituzionalità di certe decisioni. Tuttavia dobbiamo tenere presente che non è facile per nessuno prendere decisioni in questa situazione di emergenza.

Ed infatti, fin dalla prima settimana sono state prese decisioni – dall’alto – che col senno di poi sarebbero state differenti. Ma sappiamo che con il senno del poi siamo tutti più bravi a scegliere. In quei giorni riflettevo sulle misure precauzionali del momento e non comprendevo il senso di chiudere soltanto le scuole e di farlo solo in Lombardia, soprattutto dato che si diceva che i bambini non rischiavano il contagio. Forse volevano preservare il personale di servizio (docenti e collaboratori) delle scuole, però tutte le altre attività e aziende erano soggette allo stesso rischio e, invece, restavano aperte.

C’era e c’è qualcosa che non quadrava e non quadra tuttora.

O comunque ci sono molti aspetti fumosi e poco convincenti. Non ti sembra?

Mi ero presa quella prima settimana sabbatica per riflettere, volevo arrivare a un dunque a cui non sono ancora arrivata nemmeno oggi. Dopo 7 giorni e 7 notti di mille pensieri, mi ero decisa a rompere il silenzio per rivolgermi ai miei followers tramite delle video dirette su Facebook, che ho inviato anche a tutti gli iscritti alla mia mailing list. Era il 2 marzo, quando ho deciso di dire la mia.

A distanza di un mese resto convinta delle stesse idee.

Ho letto e ascoltato tante reazioni alle notizie che circolavano e che crescevano di ora in ora in quei giorni, e oggi si parla praticamente soltanto di questo… ovunque.

L’attenzione di tutti è indirizzata verso un solo orizzonte: il Coronavirus.

Ma parlerò anche di questo, in un altro Report, di quanto l’attenzione delle persone sia importante e di come questa venga utilizzata dai Governi per influenzare le masse.

Qualcuno ha subito pensato che fossimo arrivati alla fine, che questo virus fosse letale per l’umanità intera. Ci ho pensato io stessa ovviamente, per poi concludere che in ogni caso, se così fosse, probabilmente noi comuni mortali del popolo (poveri e ricchi) saremmo gli ultimi a saperlo e forse nemmeno arriverebbero a dircelo. Forse, se arrivasse la fine lo capiremmo all’ultimo momento, semplicemente osservando con i nostri occhi ciò che accadrebbe.

Sì, sono convinta che se questo virus fosse il male capace di portarsi via l’umanità non verremmo informati in anticipo.

Anche perché, se ci dessero una simile notizie, forse molte persone morirebbero in anticipo per il panico, per le reazioni di massa e ci sarebbe un caos tale che non voglio neanche immaginare. Le reazioni di chi ha svuotato i grandi negozi ci dimostrano, senza che sia io a dirlo, che il panico fa danni pazzeschi e che noi comuni mortali siamo sempre esclusi dal sapere tutta la verità.

La paura scatena reazioni pericolose
Il pericolo delle reazioni di Massa e il Caos

 

D’altronde, la storia ci insegna che le società hanno subito profondi cambiamenti grazie alla paura. E dico grazie perché credo che da questa paura qualcuno, lì in alto, possa giovarne e con essa possa modellare una società più favorevole ai propri interessi.

Io non sono un medico, quindi non sono in grado di valutare il potenziale di questo virus, ma credo che chi sia in possesso delle informazioni corrette possa essere tranquillamente messo a tacere. Mi sono chiesta se il medico cinese, che ha scoperto il virus, fosse morto per il Coronavirus oppure se magari conveniva che morisse di “Coronavirus”.

Penso sia abbastanza facile convincere qualcuno a tacere, o a parlare in favore di quell’istituzione piuttosto che di quell’altra. D’altronde, finché l’anima del mondo sarà inquinata e spinta in avanti dal denaro, non cambierà nulla. Ma anche di questo ne parlerò dettagliatamente in un Report dedicato, che di sicuro, senza presunzione, saprà perlomeno darti un’altra visione di come una società potrebbe sostenersi in maniera più sana ed efficiente, sia per noi che per il pianeta su cui viviamo.

Potrei scrivere pagine e pagine sulle incongruenze che ho notato e so di non essere la sola; credo che offenderei persino l’intelligenza di molti dilungandomi su tutte le assurdità che sento dai media, tradizionali e moderni.

Ma al momento ho altre priorità.

Per questo motivo mi sono distanziata dai contenuti che illustrano le contraddizioni del Sistema.

Noi viviamo sul pianeta Terra, in un Sistema, galleggiando a malapena su leggi, regole, divieti e informazioni falsate. E questa cosa proprio non riesco a digerirla. Non a caso questo è uno degli argomenti che approfondirò maggiormente.

Per tornare a prima, a qualcosa che mi ha toccata da vicino. Quando hanno dato notizia della chiusura delle scuole, dopo i primi momenti di sgomento in cui io stessa mi sono fatta tante domande, ho scelto di non agitarmi nella tela del ragno in cui mi sarei legata mani e piedi da sola. Ho riflettuto per una settimana prima di fare la prima diretta Facebook sul tema, finché non sono arrivata a fare ordine tra i miei pensieri. E la conclusione è stata la seguente.

L’informazione reale non è e non sarà mai in mio possesso, questo perché non lavoro nei Servizi Segreti, perché non sono un capo di industria farmaceutica e perché in generale non sono un potente di turno. Quindi non posso valutare e giudicare la situazione nel suo complesso.

Però ho un cervello e studiando le cose che ci accadono credo di potermi fare un’idea. Posso quindi ipotizzare che sia l’ennesima Sars, Aviaria e compagnia bella, posso darmi decine di spiegazioni sui motivi per cui stare tranquilla o preoccuparmi…

Ma di fatto io vivo qui, ora, sul Pianeta Terra, in Lombardia, la regione dove sono stati segnalati più contagi da Coronavirus e, volente o nolente, devo attenermi alle regole fornite.

È davvero un virus letale? Non credo.

Uccide solo chi aveva già altre patologie? Così ci dicono.

Sembra che si tratti di una forma influenzale più contagiosa e che non colpisca di frequente i bambini (in Cina però segnalavano un contagio di un neonato che in seguito è guarito… e poi giravano notizie di casi simili in Italia).

Nel frattempo, la gente continuava ad andare al lavoro oppure a viaggiare sui mezzi pubblici.

Mio figlio si era arrabbiato per l’annullamento della sfilata di Carnevale, reduce già della rinuncia al falò di Sant’Antonio a causa dell’inquinamento. Mi ha detto: “Ci stanno togliendo tutte le feste. Le tradizioni stanno sparendo…”.

Il bimbo ha ragione, ma di questo passo oltre a sparire le tradizioni, spariranno tutte le nostre libertà e non vorrei che sparisse pure l’umanità (e non parlo del virus). Sto parlando della nostra parte umana.

Devo ammettere che ero curiosa di vedere se avrebbero confermato la chiusura delle scuole perché una settimana di stop sarebbe più breve del tempo di incubazione del Virus. Inizialmente mi ha rincuorato la scelta di protrarre la sospensione dei servizi scolastici, sennonché poi la Lombardia è diventata zona Rossa e da lì è stato un crescendo di restrizioni. Credo sia futile riepilogarle.

Forse io sono ignorante, ma sono arrivata a non saper più a cosa credere. E allora mi chiedo… in una situazione del genere, non dovrebbe proprio essere il Governo a dare informazioni chiare e comprensibili? E allora perché non sappiamo nulla, perché ci sono così tante indicazioni discordanti e confuse? A questo punto mi chiedo se nemmeno i Governi sappiano nulla… quindi mi chiedo se le loro disposizioni possano essere in qualche modo giuste e soprattutto giuste per noi. Sono solo riflessioni, sia chiaro.

Stiamo a Casa
Innocenti agli “Arresti Domiciliari”

Eppure mi sono occupata per anni di tematiche scottanti, però un conto era ipotizzare una realtà surreale e un altro è trovarsi catapultati per davvero in quella dimensione, in un mondo che non sarà mai più lo stesso. Questo è un altro argomento che prenderò in esame e di cui parlerò su questo sito a breve.

Quale sia la nostra condizione di vita attuale è molto evidente, mentre i motivi sono più difficili da definire.

Allora ha più senso prenderne atto, semplicemente. È così, PUNTO. Trovo del tutto inutile lamentarsi e fissarsi su ciò che è fuori dalla nostra portata, dal nostro controllo. Per ora ci sono queste regole e devono essere rispettate, dato che siamo parte del Sistema. E dobbiamo darle per giuste, per il nostro bene.

Eppure, i miei dubbi di cittadina e madre non si quietano.

Posso ascoltare delle notizie, leggere cosa ne pensano i virologi e decidere di credere o meno a quello che ci stanno raccontando. Ma poi torno a pensare che chiunque possa essere obbligato a dare una notizia ricamata e distorta.

Qualunque cosa debba accadere, accadrà. O non è così?

In fondo tutti noi, in qualunque momento, possiamo morire per un qualsiasi motivo e non ci pensiamo mai. Forse questa è l’opportunità per renderci conto che non stiamo vivendo al massimo delle nostre possibilità, che non stiamo sempre assecondando i nostri desideri, che magari agiamo per senso del dovere e trascuriamo altre cose più importanti.

Inizia quindi a vivere come non hai mai vissuto (si può fare anche da casa).

Siamo di fronte alla possibilità di capire il valore della vita perché in questo momento non siamo nemmeno liberi di viverla appieno. Stai facendo quello che faresti se avessi poco tempo da vivere?

Di fatto, nessuno sa quando finirà il suo tempo… la priorità è quindi vivere, ma cosa significa vivere?

Vivere davvero, intendo… non correre dietro alla vita. Quello è sopravvivere. Quindi… quali sarebbero le tue priorità… se fosse la fine?

Non sto dicendo che siamo alla fine, sia chiaro. Dico soltanto che il giorno della nostra fine non lo conosciamo e nonostante questo non viviamo i nostri giorni con pienezza. Il mio ottimismo, quindi, mi dice che questo dramma che si sta consumando può essere per alcuni un’opportunità per cambiare per sempre.

Possiamo cambiare come individui e ogni nostro piccolo gesto può cambiare quello del gruppo, quello dell’Italia e possiamo diventare contagiosi… ma non del virus. Invece di pensare alle notizie e cercare di capire cosa c’è di vero oppure arrovellarti sui numeri dei morti “per” o “con” Coronavirus, su come si usa la mascherina ecc…

Possiamo dirigere i nostri pensieri verso qualcosa di più utile per noi.

La nostra attenzione, ricordate?

Vuoi informarti? Ok, è corretto non mettere la testa sotto la sabbia, però almeno non diamo priorità a queste faccende che sono fuori dal nostro controllo.

Le istituzioni ci danno le istruzioni da seguire. Viviamo su questo pianeta, in questo Stato, e ci sono delle regole. Io le seguo, a scanso di equivoci e di dubbi. Non credo che uscire a far la spesa con la mascherina possa danneggiarmi in qualche modo.

Ma… pensare in continuazione al virus, alle notizie e a come si muove il Sistema dietro le nostre spalle, equivale ad essere contagiati. È un contagio mentale, ma fa male ugualmente.

Non farti contagiare dalle Notizie
Occupati di Ciò che puoi Controllare tu

La verità non la sanno nemmeno le persone che ci amministrano e quelli che sanno qualcosa devono riferire ogni notizia come “consigliato” dall’alto.

Quindi io ho scelto di darmi la priorità.

Pensa alla fragilità della condizione umana, al nostro essere appesi a un filo e allo stesso tempo a quanta forza sappiamo trovare quando serve. Sì, noi esseri umani siamo fantastici, quando vogliamo. Abbiamo una vita dove poter costruire e prendere decisioni… e abbiamo un desiderio di vivere che ci spinge a fare grandi cose.

Io voglio seguire questa forza. Io voglio vivere.

E tu cosa scegli per te?

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