Stanchezza, Svogliatezza, Nervosismo, Litigi: Non è tutta colpa del cambio di stagione!

Cosa possiamo comprendere, ascoltando il nostro stato d’animo e le reazioni del nostro corpo.

In queste ultime settimane, l’arrivo dell’autunno ha scombussolato l’equilibrio psicofisico di molte persone. Sta succedendo anche a te? Ti capita di abbandonarti all’apatia e alla pigrizia, di sentire dei forti cali di energia, di arrabbiarti e di non voler più tollerare certe situazioni.

I litigi sono frequenti, quando ci si sente nervosi e si fatica ad affrontare le giornate. Arrivare a sera per buttarsi sul divano è il primo pensiero la mattina, ma la giornata non passa mai e quel momento sembra lontanissimo. Il cambio di stagione diventa un problema perché ci imponiamo di affrontarlo come tutto il resto dell’anno, senza tenere conto delle nostre reali necessità.

Ogni cosa alla sua stagione…

(E’ anche il titolo di un libro di Enzo Bianchi. Ti chiedo in anticipo di non soffermarti necessariamente sulla tua o mia idea di questo libro o dell’autore, che non conosco e mi riprometto di leggere prossimamente per colmare questa mia lacuna.)

Le sensazioni che proviamo in autunno non sono sempre piacevoli. La verità è che dovremmo imparare a conoscerle meglio, a dare loro una corretta interpretazione e questo ci consentirebbe non solo di accettarle, ma di imparare ad amarle, gestirle, indirizzarle. Prenderne consapevolezza ci offre la possibilità di superare la tristezza e la malinconia, emozioni sgradite di questa stagione, e sentirci più in forma.

stanchezza, nervosismo in autunno
Le mie riflessioni sul cambio di stagione

Siamo in autunno! Bella scoperta… è impossibile non accorgersi del cambio di stagione. Vero?

Eh no, apri gli occhi. Aspetta! Lascia stare per un attimo la lettura e guardati attorno.

Siamo in autunno!!!

Cosa vedi fuori dalla finestra?

 

Come si comporta la natura in questa stagione?

Inizia a fare freschino, ci copriamo e abbiamo voglia di proteggerci. Qualcuno avverte il cambio di stagione più di altri, sente la stanchezza, il bisogno di stare in casa al calduccio e di riposare. Anche la natura ha voglia di riposare, dopo un periodo intenso di “sforzi”. Ma noooo, non è così, la natura fa tutto senza sforzo, segue il naturale corso della vita, la ruota ciclica delle stagioni. La natura non ha bisogno di pensare, i cicli si susseguono perché così deve essere e così è. Funziona in questo modo da tantissimo tempo. Siamo noi che facciamo degli sforzi per seguire il flusso della vita. Noi ci sforziamo per vivere, per affrontare questi cambiamenti, che invece dovrebbero essere naturali. Magari ci comportassimo come la natura, e invece no. La natura si riposa naturalmente, sa che le serve un momento di pausa. La saggezza della natura si esprime spontaneamente. Il sistema antico di coltivazione prevedeva la messa a riposo dei terreni. Anche il nostro corpo sa di cosa ha bisogno, sa di dover riposare: per questo sentiamo tutta questa stanchezza. La differenza tra noi e la natura sta nella spontaneità con cui fluisce, nel seguire il flusso della vita. Se ci comportassimo come lei, sapremmo accettare i messaggi spontanei del corpo, che sa cosa è necessario per noi, senza nemmeno doverci ragionare. Sarebbe tutto, appunto, spontaneo e naturale.

Accettare è già un’azione che comporta una scelta, un proposito della mente. Basterebbe che seguissimo il prezioso dono dell’istinto, non sarebbe nemmeno necessario decidere di accettare. Peccato che è quasi impossibile. L’istinto ai nostri tempi ha bisogno di essere aiutato da uno sforzo, dalla decisione di placare i ragionamenti. Persino chi riesce a prendere consapevolezza di come si ostacola da se stesso, comunque fatica a seguire l’istinto naturale. Del resto siamo incastrati e trattenuti da tanti blocchi di vario genere, che non andrò ad approfondire oggi, e quindi il nostro istinto deve sforzarsi per potersi esprimere. Ti prometto di riprendere in un altro articolo il tema dei blocchi, mentre oggi rimarrò concentrata sul tema del cambio di stagione e dei suoi effetti.

Riposa quando sei stanco
Riposarsi e Ascoltarsi di Più

L’effetto tangibile, più semplice da notare, è il calo di energia. Ti ho accennato ciò che, secondo me, vuole comunicarci il nostro corpo fisico. La stanchezza, però, diventa un problema per chi vuole darle un significato negativo, etichettarla come un fenomeno innaturale, un ostacolo da superare, invece dovremmo semplicemente seguire la natura del nostro corpo. Tutto qui! Per ovviare alla stanchezza possiamo assumere degli integratori, utili a colmare le carenze della nostra alimentazione, ormai impoverita dal nostro stile di vita frenetico che ci “impone” di consumare cibi veloci preconfezionati, prodotti contro natura anche quando crediamo di mangiare bene. Infatti, persino frutta e verdura oggi sono povere di nutrienti, a causa di una produzione che punta allo sfruttamento eccessivo. Io stessa utilizzo gli integratori alimentari per migliorare la mia energia, ma allo stesso tempo mi concedo i giusti tempi per riposare, per lasciare che il mio corpo recuperi secondo i suoi modi e i suoi tempi. Mi chiedo come si possa pensare che sia sufficiente l’assunzione di integratori per sfruttare il nostro corpo in un momento in cui, invece, ha bisogno di recuperare le forze. Anche in natura si concimano i terreni per poi lasciarli a riposo durante l’inverno. Gli integratori possono diventare un valido aiuto, quando sono associati a un corretto stile di vita, che in autunno deve prendere in considerazione il recupero delle energie tramite il riposo.

Mi rivolgo alle donne, con un esempio facilmente verificabile. Avete notato che in questo periodo tendiamo a perdere più capelli del solito? Sarà la stanchezza, lo stress del cambio di stagione… Ma quale stress? Secondo te, gli alberi stanno perdendo le foglie per lo stress del cambio di stagione? Assolutamente no! Le piante seguono la natura e dovremmo farlo pure noi. Perdiamo più capelli perché ci rigeneriamo. Il corpo lo sa e per fortuna fa tutto per suo conto, altrimenti dovremmo stare a pensare di fare battere il cuore così come agire attivamente per tutte le altre funzioni vitali, che invece procedono senza il nostro intervento. La perdita di capelli è solo uno dei segni più visibili del lavoro di pulizia del nostro organismo, che al momento vuole eliminare il vecchio per prepararsi a creare il nuovo.

La mente è un po’ più capricciosa, benché comunque la sua parte più profonda stia continuando a fare il suo dovere. Per la precisione la parte capricciosa è la mente conscia, che si preoccupa della perdita dei capelli come di tante altre paturnie con cui tende a fare confusione; mentre la parte inconscia la aiuta a mettere un freno e le suggerisce di lasciare spazio alla natura delle cose, del corpo e anche della mente. Forse avrai pensato che le discussioni delle ultime settimane fossero un’altra delle conseguenze dello stress da cambio di stagione. “La gente è nervosa”, avrai detto. Noi per primi siamo più nervosi… e magari ci sentiamo in colpa. “Sì sì, deve essere proprio lo stress” oppure diciamo: “Ma sì, è normale nei periodi di passaggio da una stagione all’altra”. Attraversiamo fasi alterne in cui ci incolpiamo per il nostro nervosismo, per poi giustificarci, affibbiando la colpa al cambio di stagione. Perdonami, io non riesco a darti ragione (ma non innervosirti… dato che siamo in autunno, non si sa mai). Secondo me, il cambio di stagione non c’entra proprio nulla, o meglio… la connessione esiste, però non possiamo dare la colpa allo stress. Qualunque sistema si ribella quando si agisce contro natura.

Ti sforzi di essere performante, quando hai bisogno di riposo. Te lo ripeto: gli integratori servono, ma non fanno miracoli. Le pubblicità in tv cercano di proporci il rimedio miracoloso per superare la stanchezza perché la società moderna pretende da te il massimo anche nel momento in cui la natura ti chiede di rallentare.

Il miracolo possiamo farlo solo noi, concedendo alla natura di operare in accordo con il miracolo della vita (che in questo caso si prepara a riposare per rigenerarsi).

Prendi gli integratori, mangia sano, intanto riposa. È ovvio che devi lavorare come sempre, ogni mattina hai un appuntamento con la vita e le tue attività, tuttavia a casa puoi permetterti di scegliere. Non è necessario imporsi di fare, quando non te la senti. Puoi imparare ad accettare che oggi lascerai indietro qualcosa di non indispensabile. Io lavoro da casa, di conseguenza posso organizzare i miei tempi, eppure ho la tendenza a fare più del dovuto. Mi capita di lavorare e di sfruttare le pause per sistemare casa, per sbrigare faccende burocratiche e altre attività non urgenti. Non sempre è giusto tirarsi il collo fino allo sfinimento. A volte va bene anche fermarsi, anzi dobbiamo proprio farlo. Possiamo fare seguendo un regime di impegni meno serrato.

Restiamo in contatto con noi stessi
I pensieri affiorano e ci guidano per il nostro maggior bene: Ascoltiamoci!

Da quando è iniziato l’autunno mi concedo momenti di relax, necessari persino per darmi la possibilità di pensare, di lasciare che la mente vaghi e faccia i suoi voli liberi dove le pare. Ho pochissima voglia di uscire, quindi mi limito a portare il bambino a scuola, alle sue attività extra, ogni tanto incontro i miei amici, però ho rallentato i miei ritmi. Esco molto meno, ho voglia di sentirmi protetta come in una cuccia. Mi sto preparando al “letargo”, benché per noi umani sia ben diverso da quello degli animali. Se tu, per esempio, sei fuori casa tutto il giorno, puoi fare tutto questo la sera e nei fine settimana. L’importante è concederti il riposo, quando non hai l’impellenza di fare qualcosa, di andare al lavoro ecc…

Pensare mi aiuta a capire cosa voglio davvero, crea le opportunità per definire le scelte migliori.

Noi siamo mente, corpo e spirito. Dobbiamo eliminare il vecchio, quindi, da mente, corpo e spirito, dal nostro spazio, lasciare andare le nostre foglie secche. In questo periodo è più facile: la natura e la vita sono concentrate sulla pulizia, di conseguenza facciamo fatica ad accettare situazioni e persone che prima “potevano andare bene” per il quieto vivere. Adesso, che lo vogliamo o no, la vita spinge verso la pulizia. Siamo predisposti a lasciare andare, imitando gli alberi con le loro foglie vecchie. In qualche caso, tentiamo di salvare il salvabile, in altri prendiamo atto di dover chiudere quei rapporti insoddisfacenti (amici, partner, famigliari), che ci siano trascinati per tanto tempo (ora diciamo forse “per troppo tempo”). Se svolgi un lavoro che non ti piace, questo è uno dei momenti dell’anno in cui ti peserà maggiormente continuarlo.

Vogliamo liberarci da energie diverse dalla nostra, da tutto ciò che non ci fa stare bene, degli oggetti inutilizzati o legati a ricordi negativi, eliminare problemi, situazioni scomode e antipatiche. Io avverto il desiderio di fare pulizia e ordine dentro e fuori di me e… nel corpo, nella mente, nello spirito.

È importante prenderne consapevolezza.

Tutto ciò che procede con il pilota automatico è fuori controllo.

La natura ha guida istintiva, però la segue consapevolmente. Noi stessi abbiamo una guida istintiva infallibile, ma utilizziamo reazioni automatiche della mente conscia per bloccare il più sano senso dell’istinto.

Spero tanto che questo post ti faccia pensare e ti sia utile per non mettere sotto sforzo il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito. Molti di noi in questa stagione sentono il desiderio di abbandonare vecchie abitudini e liberarsi di ostacoli che si portano dietro da tanto tempo (come ho detto prima: da troppo tempo). Se tu sei una di queste, puoi unirti agli Scappati di Casa, che hanno scaricato la mia guida gratuita IO NON SBAGLIO, e richiederla anche tu indicandomi nel box qui sotto la tua email dove posso inviartela, insieme agli approfondimenti gratuiti successivi. Ricordati il passo successivo: Leggere la Guida!

Grazie per aver letto questo articolo,
alla prossima! Ciao

Pecora nera o mosca bianca? Comunque Diverso…

Pecora Nera

Come non sentirti rifiutato, quando tutti (o molti) ti fanno sentire un alieno soltanto perché la pensi diversamente (dalla massa)… Perché tu fai sempre scelte differenti, quelle che pochi fanno o che farebbero.

 

I tuoi pensieri oscillano su un’altalena tra il sentirsi la pecora nera, quello sbagliato e strano, e la mosca bianca, che ha un suo pensiero critico e non segue il gregge solo perché <<lo fanno tutti>>.

Ti senti una pecora nera quando perdi di vista i tuoi valori e, di conseguenza, i tuoi obiettivi, poi torni la mosca bianca quando riprendi il focus e mandi al diavolo tutte le voci esterne che aleggiano nella tua mente, pronte a prendere il sopravvento. Ovviamente tutto questo avviene nella tua testa, mentre il mondo ti giudica semplicemente un alieno o forse un povero sfortunato che ha perso la testa.

Tra le pecore nere e le mosche bianche c’è chi a un certo punto della sua vita, di solito per un evento scatenante, diventa il diverso della situazione e allora le persone non lo riconoscono più. Se è questo il tuoi caso, i famigliari e i tuoi cari ti chiedono che cosa ti abbia portato ad essere così o, peggio tacciono pensando: “Poverino, con quel che gli è accaduto (cioè l’evento scatenante) !!!”.

Ma no, tu non sei impazzito. E lo sai, benché di tanto in tanto il dubbio ti assale a furia di ascoltare tutte le voci del coro, che remano contro e che ti compatiscono malamente. Nei momenti di lucidità tu sai, invece, di essere guarito dai vecchi condizionamenti (per fortuna): hai iniziato a usare la tua testa finalmente e stai iniziando a riprendere il ruolo del protagonista. Peccato che gli altri pensino che la tua testa abbia sbattuto da qualche parte: “Altrimenti non si spiega il comportamento di Sara*”. Questo mi ha detto una donna durante una sessione di coaching.

[*Tutte le informazioni dei miei colloqui di coaching restano riservate, di conseguenza il nome di Sara è di fantasia. Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale.]

Non vanno meglio le cose per chi è nato diverso, e la famiglia non l’ha mai capito. In questo caso posso citarti una storia che conosco bene (senza l’ostacolo della privacy), LA MIA 😉

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Peter Pan Non è altro che uno Scappato di Casa

Peter Pan può guarire

Per dirla tutta è il leader indiscusso degli Scappati di Casa. Peter Pan è l’icona più fedele dell’eterno bambino, che non vuole diventare adulto per conservare la felicità del suo mondo magico. In parole povere si rifiuta di guardare in faccia la realtà perché preferisce la spensieratezza e la libertà dai pensieri negativi della vita.

Ma sai bene che mettere la testa sotto la sabbia, non ti permette di essere spensierato. Non fosse altro perché così lasci scoperta un’altra parte del corpo (pensa allo struzzo) che puoi dimenticare finché qualcosa non ti ricorderà di averla lasciata in bella vista. Puoi fuggire per un po’, cambiare città o nome: porterai sempre con te… TE STESSO, con tutte le tue ferite, blocchi e nodi ingarbugliati. Allora dove scappi? La fuga non può essere eterna, come per Peter Pan: nelle fiabe tutto è possibile, ma la realtà è ben diversa.

Molto meglio fermarti e piantarla di scappare all’Isola che non c’è, appunto perché NON C’E’. Non esiste. Ti stai soltanto illudendo di farla franca. Anche Peter Pan è un illuso o ha la grande fortuna di vivere nel mondo della fantasia. Noi, invece, siamo qui nella dimensione reale (e non farei cambio per nulla al mondo con Peter).

 

La storia Peter Pan

 

Ecco perché ho deciso di raccontarti la sua storia, ma non quella della fiaba. Quella la sanno tutti, almeno a spanne. Peter è l’eterno bambino che si rifugia nell’oblio della fanciullezza, scappando nell’isola che non c’è. Lì può confondere l’immaginazione con la realtà, ovvero mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo. Così facendo può ignorare i problemi e dimenticarsene. Ti ricordo che è possibile solo per lui che vive nella fiaba, ma per te la faccenda è diversa: la fuga degli Scappati di Casa ha le ore contate (o gli anni contati). La vita verrà a prenderti presto o tardi.

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Chi non ha mai sognato di tornare bambino?

Io e mio figlio

Se hai sbagliato più volte nella vita e senti di aver fallito in “qualcosa”, di sicuro ti piacerebbe avere una seconda possibilità. Vuoi dimostrare a te stesso e agli altri che anche tu sai fare qualcosa di buono! Il sogno di tornare bambini è un desiderio irrealizzabile quanto diffuso.

[Attenzione: molti abbandoneranno questa lettura prima della fine dell’articolo e dopo scoprirai il motivo. Poi non dirmi che non ti avevo avvisato!]

 

Gli Scappati di Casa sono eterni Peter Pan?

Ogni Scappato di Casa con l’intenzione di cambiare la sua vita dovrebbe conoscere, capire e accettare il vero significato della storia di Peter Pan, per fare il famoso salto quantico verso il nuovo e lasciarsi alle spalle il passato. Purtroppo da bambini abbiamo sentito questo racconto senza comprenderlo fino in fondo, magari con la spiegazione degli stessi adulti che lo avevano frainteso prima di noi.

 

Isola che non c'è

 

Mi consideravo fortunata perché a me le fiabe non sono mai state “spiegate”, ma soltanto lette, eppure sono arrivata allo stesso errore. Pensavo che Peter Pan fosse soltanto il simbolo dell’eterna giovinezza, la storia di un personaggio che la Disney ha edulcorato per rendere gradevole la rappresentazione cinematografica: un eterno bambino che si rifiuta di crescere perché non vuole perdere la sua spensieratezza.

 

Il mondo di Peter Pan è un luogo incantato che ci descrive la difficoltà di crescere?

Sì, ma c’è di più. [*Se sei nell’anteprima, continua a leggere, cliccando su (altro…)]

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Almanacco di Elena Grillo del 1 aprile 2021, Giovedì

Cosa merita la tua attenzione oggi?

Cosa, invece, stai trascurando?

DAI ENERGIA A CIO’ CHE MERITI!

Cosa conta davvero per te?

Dobbiamo imparare a mettere ordine tra le priorità perché, dove mettiamo la nostra energia, realizziamo dei risultati e produciamo delle conseguenze. Forse avrai sentito questa massima:

“L’energia va dove poni l’attenzione” – cit. Dr. Joe Dispenza.

Si tratta di scegliere tra “essere causa” oppure “subire effetti“.

Chi scegliere di essere causa, agisce con intenzione per causare un esito, mosso da uno scopo preciso e… un obiettivo SCELTO (con intenzionalità)! Subire effetti è più semplice, infatti non richiede sforzi. Gli effetti sono conseguenze di reazioni automatiche, ovvero di comportamenti spontanei che mettiamo in atto in modo naturale. La differenza sta nell’intenzione: agisco per una mia scelta oppure reagisco in base a come sono abituato a fare, da sempre?

Le azioni che causano risultati richiedono un sacrificio.

In pratica, dobbiamo fare lo sforzo di non essere “burattini” mossi dal bagaglio di esperienze e convinzioni che ci portiamo dentro e diventare attori protagonisti della scena. Il sacrificio sicuramente è più impegnativo, ma produce valore come frutto di una scelta. Del resto non è certo casuale la radice “sacro” nella parola sacrificio: parliamo di uno sforzo sacro…

Dovremmo agire un po’ di più in favore di noi stessi e di ciò che vale per noi. Dovremmo pensare a ciò che meritiamo e portare il nostro amore (energia) lì dove c’è valore (e valori).

Se ci fai caso, spesso tendiamo a fare meglio le cose per gli altri, dando meno energia a quelle per noi stessi. Quando facciamo qualcosa per qualcuno, siamo spinti dal giudizio che verrà dato e allora ci impegniamo –  oltremodo – per soddisfare in nostro interlocutore. Ma in quel modo stiamo trascurando quello che vogliamo noi e, soprattutto, stiamo trascurando un “dettaglio” fondamentale: gli altri di frequente si lamentano e non sono mai contenti di quello che offriamo con tanto amore e dedizione. E questo succede perché noi tendiamo a dare ciò che speriamo di ricevere, senza contare che l’altra persona potrebbe avere desideri differenti dai nostri. Così finiamo per fare sforzi vani.

E’ impossibile accontentare sempre tutti.

Parti allora da ciò che rende felice te, facendo attenzione che sia in linea con i tuoi valori reali… e non determinato da credenze e condizioni acquisite. Il disaccordo tra azioni e valori porta al fallimento, alla mancata realizzazione dell’obiettivo e alla frustrazione. Il disequilibrio crea una crisi interiore che si riflette nella vita esteriore, ovvero nel piano della realtà materiale.

Per dare energia a ciò che vale (valori), occorre guardarsi dentro, scegliere quello che vogliamo per davvero e liberarci di quello che non vogliamo. Dopo una bella pulizia, con la cernita precisa tra veri valori e credenze inutili, possiamo guardare quel che resta e che abbiamo deciso di tenere.

A quel punto serve ordine!

Di questo ne parliamo un altro giorno… Che ne dici?

Per oggi abbiamo già un po’ di riflessioni, che possiamo sfruttare per meditarci su. In questo giovedì 1 aprile 2021 ho condiviso con te i miei pensieri del risveglio, che di solito mi arrivano subito, appena apro gli occhi o immediatamente dopo, nella mia morning routine.

Sarei felice di sapere che le mie meditazioni del mattino possano darti qualche pensiero da portare con te durante la giornata. So che tante persone si svegliano presto per godersi l’alba e le sue meraviglie, non solo quelle del cielo, ma anche il silenzio e la pace in cui possiamo scrutare la nostra anima.

Se ti va, puoi commentare qui sotto, sui social oppure mandarmi una email. Amo la condivisione e credo che dallo scambio nascano sempre nuove opportunità per tutti. Ti aspetto: SCRIVIMI!!!

Almanacco 29 marzo 2021

La persona giusta è per la persona giusta

Vuoi trovare la persona giusta per te?

Prima di tutto, la persona giusta, oltre alle relazioni di coppia, è importante anche nelle amicizie, sul lavoro e in qualunque circostanza della vita.

La persona giusta è per la persona giusta

Oggigiorno sembra sempre più difficile trovare la persona giusta… in tutti i contesti.

L’ostacolo sembra essere causato dalla perdita di valori, di genuinità e di voglia di vivere. Ognuno guarda il suo orticello, pensa a se stesso. Il problema è l’egoismo? Forse un po’ di indifferenza verso gli altri c’è, è vero. In effetti, è difficile trovare la persona giusta perché ci vorrebbe un po’ di generosità e empatia (in più) … e invece non se ne trova nemmeno a pagarla.

Attenzione, però, a non fare di tutta un’erba un fascio!

E poi riflettiamo su cosa significhi guardare il proprio orticello: esattamente come gli altri lo fanno, forse dovremmo renderci conto che noi stessi siamo un po’ trincerati nel nostro ego.

Pretendiamo sempre che siano gli altri a FARE!

Vorrei trovare un uomo o una donna che…

Vorrei che il mio collega, il mio capo, il mio amico fosse…

Vorrei che i miei figli facessero…

Vorremmo che gli altri si adeguassero ai nostri desideri, che fossero migliori e che sapessero capirci, benché innanzitutto spesso nemmeno noi ci capiamo per davvero.

Invece ognuno dovrebbe fare la sua parte. E soprattutto dovremmo ribaltare il concetto iniziale da “Voglio trovare la persona giusta” in “Voglio essere la persona giusta!”. Perché effettivamente diventa complicato trovare la persona giusta, quando tu non sei la persona giusta.

Tu sei la persona giusta? Per la persona giusta…

Chi vuole una donna bella, giovane, disponibile, ma solo per sé… e che non fosse mai stanca o nervosa, che si occupi degli stati d’animo del compagno, con comprensione e dolcezza. Ovviamente sarebbe meglio se sapesse anche coniugare le sue doti femminili con l’intraprendenza nel lavoro, essere una buona madre, capace di prendersi cura del focolare e della casa, ma restando in ordine e curata nell’aspetto esteriore.

Sì, sarebbe proprio perfetta così e con qualche altra caratteristica da aggiungere alla lista (ovviamente).

Ma quell’uomo tanto ambizioso, è altrettanto bello, giovane, disponibile, ma solo per lei. E non è mai stanco o nervoso, capace di occuparsi degli stati d’animo della compagna, con comprensione e dolcezza. Ovviamente dovrebbe anche coniugare le sue doti maschili con l’intraprendenza nel mondo degli affari, essere un buon padre, esperto di fai da te come Mc Gyver, restando sempre in ordine e curato nell’aspetto. Sarebbe proprio perfetto così e con qualche altra caratteristica da aggiungere alla lista (OVVIAMENTE).

Aimé, devo darti una cattiva notizia:

le persone perfette non esistono!

Tu non sei perfetto o perfetta, tutti abbiamo difetti e pregi. In più spesso e volentieri, quelli che crediamo dei pregi possono essere visti come difetti (e viceversa). Il giudizio dipende dalla valutazione degli altri, di chi dovrebbe etichettarci come “la persona giusta” e che inizialmente ci ha idealizzato per poi confrontarsi con la delusione.

Non sei la persona giusta per me.

Allora, come si trova la persona giusta?

Il primo passo è diventare la persona giusta: fai agli altri ciò che vorresti ricevere. In questo modo, in base al principio della reciprocità, hai tutto il sacrosanto diritto di attendere quello che hai offerto. Solo a quel punto potrai scegliere: mi va bene oppure… rifiuto l’offerta e vado avanti… e cerco altro?

 

Cancella l’abitudine ai Problemi

Perché certi problemi si ripetono, sempre gli stessi, nella tua vita? Ignoriamo la causa segreta che guastare ogni concreta intenzione di cambiare. È così subdola che ci danneggia, anche quando siamo determinati a farlo sul serio.

Non conosciamo cosa si nasconde dietro ai soliti ostacoli con cui, purtroppo, finiamo per farci l’abitudine. Basta capire qual è il nodo da sciogliere e il gioco è fatto. L’ostacolo più grande, oltre a non sapere come fare, è che siamo inconsapevoli di non sapere.

 

Io non mi arrendo
Vince chi Non Molla

 

Pensaci: lo sai cosa significa RISOLVERE I PROBLEMI?

Te lo sei mai chiesto?

Le parole contengono preziosi messaggi, ma noi le sentiamo senza ascoltarle.
Risolvere, o meglio, Dissolvere un Problema… Il messaggio di questa magica parola include un concetto meraviglioso, che sta proprio sotto i nostri occhi. Leggila così e ti sarà più chiaro: Dis-solvere. Per chi non ha studiato i fondamentali della chimica, devo precisare che una soluzione è un composto di più sostanze, che mescolate, formano una miscela dove non è più possibile riconoscere gli elementi di partenza della ricetta. Pertanto in una soluzione vengono sciolte, cioè dissolte, delle sostanze. Come puoi vedere, la parola dissolvere sotto intende il termine sciogliere. Anche i nodi si possono sciogliere. Ecco perché spesso gli ostacoli vengono paragonati a dei nodi da sbrogliare.

Risolvere come termine riferito a un problema, secondo me, è inappropriato quindi, perché davanti alla parola soluzione abbiamo un antipatico RI (RI-Solvere). E allora io preferisco dissolvere un problema, cioè disintegrarlo piuttosto che continuare a Ripetere la soluzione (Risolvere), continuando a lavorare sempre sullo stesso ostacolo.

Ti sembra soltanto una sottigliezza?

Per chi vuole restare in superficie e non andare a fondo dei problemi, scappare e trovare scuse per non affrontarli, di certo è inutile cercare il pelo nell’uovo. Dipende tutto da cosa hai scelto per te! Vuoi accontentarti? Ti sei abituato al disagio forse, e allora è faticoso fare un passo in più. E’ un passo minimo, se ci pensi. Io e gli Scappati di Casa del mio team abbiamo compiuto grandi trasformazioni, grazie alla ricerca dell’ago nel pagliaio. Adesso puoi evitare tutta questa fatica che abbiamo già fatto noi: ti passiamo direttamente la pappa pronta. In fondo dovrai soltanto scegliere di volerla gustare e, invece di creare da zero un metodo, puoi semplicemente copiarlo.

Ma perché abbiamo la “sfortuna” di incappare sempre nei problemi?

Un’altra cosa che ignoriamo è la causa dei problemi, da dove arrivano e perché. Ancora una volta serve essere precisi come cecchini, per trovare la verità. Gli ostacoli si presentano sotto mentite vesti, in qualche occasione come comportamenti sbagliati degli altri che ci causano un disagio oppure come eventi inattesi che la sfortuna ha lasciato sul nostro percorso. Per esempio, nel lavoro o nella coppia, possiamo subire un tradimento oppure può arrivarci tra capo e collo una pandemia mondiale, situazioni che ribaltano tutte le carte in tavola. In questi casi il gioco si fa duro. La nostra possibilità per dissolvere quei problemi dipende da quanto riusciamo ad essere noi più duri di loro.

Capisci perché è indispensabile allenare il carattere? E’ uno dei 3 Strumenti di Difesa per le Emergenze (Carattere, Denaro e Relazioni), che trovi nell’eBook Metodo Antivirus (Clicca qui).

I 3 Metodi per ottenere le 3 Risorse Vitali

La forza di carattere, però, è il pilastro portante della difesa.

È delle 3 la risorsa con cui puoi Rialzarti da Zero, da sottozero addirittura, e che può riportati il denaro e le relazioni perdute o altre nuove opportunità. Ma con il carattere sarai tu ad andare a prenderti quello di cui hai bisogno. Senza questo strumento è impossibile realizzare la Triade di Difesa su cui si poggiano le fondamenta di una rinascita dal caos e della vita stessa.
Pertanto, sebbene è innegabile che molti problemi siano situazioni esterne, il fatto di saperli gestire e dissolvere è una faccenda che parte dal nostro interno.

 

 

Le difficoltà sono soltanto messaggeri, e arrivano per mostrarci quali sono le nostre necessità inaccudite.

Di fronte a un carattere allenato l’ostacolo non sarà più tale, bensì una situazione che siamo in grado di affrontare con naturalezza. Allora possiamo dire che i problemi sono dentro di noi. Dobbiamo rendercene conto, se vogliamo uscirne davvero e sradicarne la radice, invece di passare la vita a RI-solvere, tentando di continuo di sciogliere sempre gli stessi nodi. Capisco, non è facile prendersi questa responsabilità, è impegnativo, però dobbiamo accettarlo anche se è più semplice delegare all’esterno la colpa, ovviamente. Ognuno è libero di scegliere, di volere prendere consapevolezza di certe realtà o meno… prima di tutto accettando di essere allo scuro. Sapere di non sapere ti permette di decidere di voler sapere e, quindi, ti spinge alla ricerca di quello che non sai.

Adesso sei pronto per un altro passo da gigante.

Diamo per scontato che hai compreso e accettato che la causa dei problemi è dentro. Ma dove si trova? Beh, conviene saperlo per darle una volta per tutte il ben servito. Non pensi?

Io li chiamo “difetti psicologici” e non hanno nulla a che vedere con la follia, non preoccuparti. Si tratta di comportamenti automatici, che adottiamo senza nemmeno renderci conto, sono reazioni agli eventi della vita. Ehi, attenzione: sono RE-azioni e non azioni. Le azioni sono dettate da scelte consapevoli e fatte con intenzionalità, invece le RE-azioni sono azioni di risposta automatiche a un evento. Ora vediamo come si innescano… Purtroppo non sono decisioni dettate da scelte serene e consapevoli perché si mettono in atto in condizioni di necessità, quando non siamo lucidi.

Le emozioni del momento ci impediscono di scegliere con calma cosa fare e,quindi, ci mettono il bastone tra le ruote. Sul tema dell’amore, per esempio, c’è il mito del “segui il cuore”, che però trascura la necessità di portarlo per mano con la mente. Nelle relazioni è proprio la reazione del cuore che distrugge, mentre l’azione consapevole – dettata dalla mente – costruisce. Lo stesso discorso è applicabile al denaro. Quando hai pochi soldi e magari anche molti debiti, basta la telefonata di un creditore per metterti k.O.

E’ tutta colpa delle emozioni.

Sono molto astute nel creare caos e mandare in tilt la mente. Ce lo dice la parola stessa: emo-zioni (emo – in azione), ovvero sangue che si muove. Hai presente quando si dice che un certo evento ci ha fatto ribollire il sangue? E che dire di: “Mi è salito il sangue al cervello”… Significa che le emozioni ci possono spingere a fare la scelta sbagliata perché la mente è fuori controllo.

Succede anche quando inizi un progetto. Del resto, lo sappiamo che la fretta è una cattiva consigliera. Reagiamo con la premura di vedere dei risultati perché cerchiamo una gratificazione immediata, ma il problema di fondo è l’emozione della paura. Abbiamo il timore di non aver fatto abbastanza, di fallire ancora e cerchiamo una dimostrazione veloce di aver fatto le cose per bene. Vogliamo avere in mano in frutti prima che siano maturi. Purtroppo le emozioni sono il peggiore ostacolo nella realizzazione di qualunque obiettivo.

E la paura ci rende nervosi anche con gli altri, ci fa arrabbiare. Vedi come la forza oppure la debolezza del carattere influiscono sulle altre 2 armi di difesa (creare denaro e relazioni sane)? Finiamo per pretendere da chi ci sta intorno ciò che noi stessi non facciamo o che non sappiamo fare. Pensiamo che il mondo sia contro di noi, mentre dovremmo iniziare a fare qualcosa in prima persona, lo ripeto: Rafforzare il Carattere.

Questo è il segreto per disinnescare le emozioni.

La paura di non riuscire è collegata anche al timore della morte, del non fare in tempo. E’ un concetto che andrebbe approfondito, ma lo affronteremo in altri articoli. Per il momento, tieni presente che c’è un antidoto validissimo a questo ed è chiamato Amore. A-more (a-mors) vuol dire senza morte, cioè senza fine. L’amore ci rende forti, quando parte dall’amare noi stessi, cioè dal prenderci cura di noi e in primo luogo del nostro carattere. Ora dovrebbe esserti più chiaro come le emozioni giocano il ruolo fondamentale tra gli strumenti di difesa del Metodo Antivirus. Scoprilo su questa pagina (Clicca qui), dove puoi scaricare anche l’anteprima gratuita dell’eBook. Però, detto tra noi, questo libretto digitale ha un costo simbolico di 1 Euro e io credo valga la pena di leggerlo tutto.

Metodo AntiVirus

Nell’eBook vedrai le 3 Risorse indispensabili per la difesa dalle emergenze con

1) un occhio di riguardo per gli ostacoli in quarantena (carattere, soldi e relazioni).

2) il concetto di Risorse Vitali, ovvero che supportano la tua esistenza a 360 gradi.

3) l’importanza della forza di carattere per creare denaro e relazioni sane (vitali e utili) senza la quale mettiamo a repentaglio tutto.

4) i 3 metodi di Guadagno da casa, Con o Senza internet.

5) Quali scorte, oltre al cibo, servono davvero nelle emergenze

Ho una domanda per te, quindi…

Scegli la Fine o… Puoi farcela Davvero stavolta?

Ti consiglio di rileggere dall’inizio questo articolo per fissarti nella mente i primi passi per allenare la tua forza di carattere e DIVENTARE PIU’ DURI dei problemi. Poi, se non l’hai ancora fatto, leggi subito il Metodo Antivirus completo a solo 1 Euro.

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Metodo AntiVirus 1 Euro

Quando lo avrai letto, mi farebbe molto piacere ricevere un tuo commento qui sotto. Grazie!

Tutti sono Stati Contagiati… MA non lo sanno.

Il temuto Virus Covid19 è stato dichiarato estremamente contagioso eppure c’è qualcosa di più critico, che in questo momento ignoriamo o almeno sottovalutiamo.

Si tratta di un altro “Virus” entrato nella testa degli italiani di soppiatto e che potrebbe fare un numero di vittime altrettanto elevato se non peggiore. Una vittima non è soltanto un morto, è colui che subisce un danno. Il problema è che chi è stato contagiato da questo Virus Mentale non se ne accorge.

Contagio Mentale
Un contagio pericoloso oltre quello del Covid19

Qualcuno subisce i suoi sintomi in forma lieve, come accade per gli asintomatici del Coronavirus, mentre altri sono in “coma” profondo, addormentati e storditi da notizie, video e messaggi che circolano in rete come impazziti. Si scatenano paure e preoccupazioni, talvolta immaginarie, esagerate ma in qualche modo realistiche.

Ho deciso di condividere le mie opinioni su quanto sta accadendo per essere d’aiuto e non mi aspetto che tu sia d’accorto in toto. Forse tu hai pensieri differenti e, nel caso, sarei felice di leggerli: puoi scriverli nei commenti qui sotto. Fammi sapere se la pensi come me, ma puoi anche dare opinioni contrarie oppure aggiungere altro che non ho scritto.

In ogni caso l’Unione adesso è fondamentale, indipendentemente dalle credenze che abbiamo.

Rispettiamoci e mettiamo in circolo l’amore, aiutiamoci come possiamo, con le capacità che abbiamo e scambiamo pareri, ricordandoci che siamo tutti sulla stessa barca.

Come vedi il Covid è arrivato anche in Italia da poco più di un mese, sebbene non abbiamo prove che smentiscano la sua antecedente presenza silenziosa. Infatti, quando se ne parlava come di un problema della Cina, che da noi non sarebbe mai arrivato, molti italiani erano a letto con l’influenza e conosco qualcuno che a gennaio era stato ricoverato in ospedale per una brutta polmonite.

Come possiamo accertare il primo caso di Coronavirus italiano?

In quel momento si diceva che il Virus fosse confinato nella zona di Wuhan, quindi gli spostamenti intercontinentali proseguivano liberamente, autorizzati e favoriti dalle smentite sul pericolo di chi era fermamente convinto che potevamo stare tranquilli.

Ora, a parer mio non importa capire più dove si sia diffuso il Covid19, quel che conta è che già esisteva…

Era in Cina! Così dicevano…

Non c’era motivo di preoccuparsi, no? Tanto il contagio riguardava soltanto la Cina e per di più in una sola zona, che era stata messa in quarantena per scopi precauzionali…

A gennaio ci dicevano di temere e, stando alle chiacchiere di paese, era sufficiente non frequentare le attività commerciali dei cinesi. Questi negozi erano pressoché deserti, come se questo rimedio grossolano potesse farci scongiurare ogni possibile rischio (benché considerato minimo, anzi assente).

Oppure si pensava che fosse sufficiente non andare in Cina.

Invece? Quello che è successo nella realtà lo sappiamo bene e lo stiamo vivendo sulla nostra pelle impallidita dalla scarsa esposizione al sole.

Adesso c’è anche in Italia. E molto probabilmente c’era anche prima, come ho detto.

Per le influenze e le polmoniti di qualche settimana fa non sono stati fatti i dovuti accertamenti perché il contagio era considerato impossibile. Forse sarebbe stato più etico, a suo tempo, usare il termine “improbabile” per definire il livello rischio, un aggettivo che avrebbe lasciato almeno un’ombra di dubbio sulla questione e quindi una visione d’insieme più realistica e prudente. Eh no, dovevano lasciarci vivere spensierati, ignari di dover vedere tanti, troppi italiani cadere sotto la falce del Coronavirus soltanto un mese dopo… tra i miei conoscenti e parenti qualcuno non aveva neanche altre patologie pregresse.

Non sapremo mai la verità
La Verità che Non Sapremo Mai

A questo punto è naturale che mi chieda quanto siano attendibili i dati che riceviamo.

Se prima il rischio della diffusione era considerato impossibile e oggi sembra diventato pericoloso persino respirare in casa propria, come possiamo dare credito a ciò che sentiamo, sia dalle fonti ufficiali che tra le dicerie di paese?

 

Nelle prime settimane di marzo molti paesi europei sembravano immuni al virus, come se fosse contagioso soltanto per italiani e cinesi. Chissà se davvero i casi di contagio non erano ovunque oppure se gli altri paesi abbiano tentato di salvaguardare silenziosamente i propri interessi economici e politici. Purtroppo possiamo conoscere solo un piccolo scorcio di realtà e dobbiamo pure prenderla con le pinze. Volendo ben pensare, potremmo dire che talvolta le informazioni passano in modo distorto, come tramite un telefono senza fili.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che dietro a certi eventi si avviluppano sempre interessi di carattere politico. E di sicuro a noi povera gente del popolo certi avviluppi non vengono resi noti.

Del resto, anche in Italia non abbiamo fatto per tempo i dovuti controlli per le influenze di gennaio, così come ad oggi non abbiamo la possibilità di fare una verifica a tappeto sulla popolazione.

Come stanno raccogliendo i dati negli altri paesi?

Più o meno come lo stiamo facendo noi… sebbene qualche stato sia più solerte nell’azione. Però torno a chiedermi il perché in Italia, a differenza delle altre nazioni, continuino ad elargire i numeri dei contagiati come a voler gonfiare delle statistiche davvero poco concrete. Nel senso, nel calderone degli infetti da Coronavirus, per esempio, ci sono anche persone ormai completamente guarite, e questi sono numeri che dovrebbero essere scalati, dal conto generale.

Chi più e chi meno, bene o male, tutti sappiamo di essere inconsapevoli della realtà.

Lo eravamo a gennaio e febbraio, e continuiamo ad esserlo.

Abbiamo trascorso il mese di marzo attendendo il 3 aprile. Il tempo trascorso è stato un groviglio di dubbi e di speriamo che.

Ti ricordi come è iniziata la nostra fase critica? Il 23 febbraio, una domenica come tante, ci svegliamo e apprendiamo che il Coronavirus ha valicato le soglie della ristretta zona di quarantena di Codogno.

“La situazione sta precipitando”

– gridano i media.

In televisione, quel giorno, ogni programma fin dal mattino parla solo del virus, anche nelle trasmissioni che non hanno alcuna connessione con quel tema. Su internet e in particolare sui social scatta l’allarme: una condivisione smisurata di notizie, post, informazioni, disinformazioni, ansia e persino barzellette. Un po’ di tutto, insomma.

Fino a quella domenica ero riuscita a evitare che mio figlio apprendesse quelle informazioni, nel tentativo di non allarmarlo e di preservare la sua serenità di bambino di 8 anni, però aspettavo di rivederlo al ritorno dal weekend con il padre per capire la sua reazione alle notizie, che ormai erano arrivate senz’altro alle sue orecchie. Fino al sabato mattina mio figlio non sapeva cosa fosse il Coronavirus e domenica sera piangeva convinto che fosse arrivata la fine del mondo. Se era così disperato, pur sapendo che avrebbe saltato una settimana di scuola (dicevano UNA), significa che era davvero in ansia.

Pensiamo alla tranquillità dei bambini
Prendiamoci cura dei Bambini in Quarantena

Certo, i bambini hanno meno strumenti per comprendere la realtà o questo è quello che noi adulti arroganti crediamo. Beh, del resto abbiamo tante credenze errate e poi pensiamo di sapere sempre tutto.

Detto, fatto. In poche ore siamo stati tutti contagiati, ma non dal Coronavirus bensì dal timore, dai dubbi, dalle notizie, dalla rabbia verso il sistema, dal desiderio di ribellione, dall’odio verso chi avrebbe potuto contagiarci. E poi c’era ovviamente chi derideva le persone preoccupate, quelle contagiate dalla paura (il famoso Virus Mentale). La conseguenza di quest’aumento incombente di notizie catastrofiche ha innescato un’agitazione di massa, che nel pomeriggio di quella maledetta domenica è diventata una corsa alle scorte alimentari.

Attenzione: non serve giudicare la genuinità delle notizie e le reazioni della gente impaurita.

In fondo è normale avere paura. Siamo stati cresciuti con la minaccia di subire delle conseguenze, più o meno dolorose, per i nostri comportamenti.

Ognuno ha il diritto di avere una propria idea e, quindi, di reagire a suo modo ai fatti, purché con rispetto verso gli altri e delle regole (anche quelle ingiuste). Ritornerò sul tema delle regole in un altro articolo perché vorrei esprimere il mio parere sull’eccesso e sull’abuso di potere, oltre che sull’incostituzionalità di certe decisioni. Tuttavia dobbiamo tenere presente che non è facile per nessuno prendere decisioni in questa situazione di emergenza.

Ed infatti, fin dalla prima settimana sono state prese decisioni – dall’alto – che col senno di poi sarebbero state differenti. Ma sappiamo che con il senno del poi siamo tutti più bravi a scegliere. In quei giorni riflettevo sulle misure precauzionali del momento e non comprendevo il senso di chiudere soltanto le scuole e di farlo solo in Lombardia, soprattutto dato che si diceva che i bambini non rischiavano il contagio. Forse volevano preservare il personale di servizio (docenti e collaboratori) delle scuole, però tutte le altre attività e aziende erano soggette allo stesso rischio e, invece, restavano aperte.

C’era e c’è qualcosa che non quadrava e non quadra tuttora.

O comunque ci sono molti aspetti fumosi e poco convincenti. Non ti sembra?

Mi ero presa quella prima settimana sabbatica per riflettere, volevo arrivare a un dunque a cui non sono ancora arrivata nemmeno oggi. Dopo 7 giorni e 7 notti di mille pensieri, mi ero decisa a rompere il silenzio per rivolgermi ai miei followers tramite delle video dirette su Facebook, che ho inviato anche a tutti gli iscritti alla mia mailing list. Era il 2 marzo, quando ho deciso di dire la mia.

A distanza di un mese resto convinta delle stesse idee.

Ho letto e ascoltato tante reazioni alle notizie che circolavano e che crescevano di ora in ora in quei giorni, e oggi si parla praticamente soltanto di questo… ovunque.

L’attenzione di tutti è indirizzata verso un solo orizzonte: il Coronavirus.

Ma parlerò anche di questo, in un altro Report, di quanto l’attenzione delle persone sia importante e di come questa venga utilizzata dai Governi per influenzare le masse.

Qualcuno ha subito pensato che fossimo arrivati alla fine, che questo virus fosse letale per l’umanità intera. Ci ho pensato io stessa ovviamente, per poi concludere che in ogni caso, se così fosse, probabilmente noi comuni mortali del popolo (poveri e ricchi) saremmo gli ultimi a saperlo e forse nemmeno arriverebbero a dircelo. Forse, se arrivasse la fine lo capiremmo all’ultimo momento, semplicemente osservando con i nostri occhi ciò che accadrebbe.

Sì, sono convinta che se questo virus fosse il male capace di portarsi via l’umanità non verremmo informati in anticipo.

Anche perché, se ci dessero una simile notizie, forse molte persone morirebbero in anticipo per il panico, per le reazioni di massa e ci sarebbe un caos tale che non voglio neanche immaginare. Le reazioni di chi ha svuotato i grandi negozi ci dimostrano, senza che sia io a dirlo, che il panico fa danni pazzeschi e che noi comuni mortali siamo sempre esclusi dal sapere tutta la verità.

La paura scatena reazioni pericolose
Il pericolo delle reazioni di Massa e il Caos

 

D’altronde, la storia ci insegna che le società hanno subito profondi cambiamenti grazie alla paura. E dico grazie perché credo che da questa paura qualcuno, lì in alto, possa giovarne e con essa possa modellare una società più favorevole ai propri interessi.

Io non sono un medico, quindi non sono in grado di valutare il potenziale di questo virus, ma credo che chi sia in possesso delle informazioni corrette possa essere tranquillamente messo a tacere. Mi sono chiesta se il medico cinese, che ha scoperto il virus, fosse morto per il Coronavirus oppure se magari conveniva che morisse di “Coronavirus”.

Penso sia abbastanza facile convincere qualcuno a tacere, o a parlare in favore di quell’istituzione piuttosto che di quell’altra. D’altronde, finché l’anima del mondo sarà inquinata e spinta in avanti dal denaro, non cambierà nulla. Ma anche di questo ne parlerò dettagliatamente in un Report dedicato, che di sicuro, senza presunzione, saprà perlomeno darti un’altra visione di come una società potrebbe sostenersi in maniera più sana ed efficiente, sia per noi che per il pianeta su cui viviamo.

Potrei scrivere pagine e pagine sulle incongruenze che ho notato e so di non essere la sola; credo che offenderei persino l’intelligenza di molti dilungandomi su tutte le assurdità che sento dai media, tradizionali e moderni.

Ma al momento ho altre priorità.

Per questo motivo mi sono distanziata dai contenuti che illustrano le contraddizioni del Sistema.

Noi viviamo sul pianeta Terra, in un Sistema, galleggiando a malapena su leggi, regole, divieti e informazioni falsate. E questa cosa proprio non riesco a digerirla. Non a caso questo è uno degli argomenti che approfondirò maggiormente.

Per tornare a prima, a qualcosa che mi ha toccata da vicino. Quando hanno dato notizia della chiusura delle scuole, dopo i primi momenti di sgomento in cui io stessa mi sono fatta tante domande, ho scelto di non agitarmi nella tela del ragno in cui mi sarei legata mani e piedi da sola. Ho riflettuto per una settimana prima di fare la prima diretta Facebook sul tema, finché non sono arrivata a fare ordine tra i miei pensieri. E la conclusione è stata la seguente.

L’informazione reale non è e non sarà mai in mio possesso, questo perché non lavoro nei Servizi Segreti, perché non sono un capo di industria farmaceutica e perché in generale non sono un potente di turno. Quindi non posso valutare e giudicare la situazione nel suo complesso.

Però ho un cervello e studiando le cose che ci accadono credo di potermi fare un’idea. Posso quindi ipotizzare che sia l’ennesima Sars, Aviaria e compagnia bella, posso darmi decine di spiegazioni sui motivi per cui stare tranquilla o preoccuparmi…

Ma di fatto io vivo qui, ora, sul Pianeta Terra, in Lombardia, la regione dove sono stati segnalati più contagi da Coronavirus e, volente o nolente, devo attenermi alle regole fornite.

È davvero un virus letale? Non credo.

Uccide solo chi aveva già altre patologie? Così ci dicono.

Sembra che si tratti di una forma influenzale più contagiosa e che non colpisca di frequente i bambini (in Cina però segnalavano un contagio di un neonato che in seguito è guarito… e poi giravano notizie di casi simili in Italia).

Nel frattempo, la gente continuava ad andare al lavoro oppure a viaggiare sui mezzi pubblici.

Mio figlio si era arrabbiato per l’annullamento della sfilata di Carnevale, reduce già della rinuncia al falò di Sant’Antonio a causa dell’inquinamento. Mi ha detto: “Ci stanno togliendo tutte le feste. Le tradizioni stanno sparendo…”.

Il bimbo ha ragione, ma di questo passo oltre a sparire le tradizioni, spariranno tutte le nostre libertà e non vorrei che sparisse pure l’umanità (e non parlo del virus). Sto parlando della nostra parte umana.

Devo ammettere che ero curiosa di vedere se avrebbero confermato la chiusura delle scuole perché una settimana di stop sarebbe più breve del tempo di incubazione del Virus. Inizialmente mi ha rincuorato la scelta di protrarre la sospensione dei servizi scolastici, sennonché poi la Lombardia è diventata zona Rossa e da lì è stato un crescendo di restrizioni. Credo sia futile riepilogarle.

Forse io sono ignorante, ma sono arrivata a non saper più a cosa credere. E allora mi chiedo… in una situazione del genere, non dovrebbe proprio essere il Governo a dare informazioni chiare e comprensibili? E allora perché non sappiamo nulla, perché ci sono così tante indicazioni discordanti e confuse? A questo punto mi chiedo se nemmeno i Governi sappiano nulla… quindi mi chiedo se le loro disposizioni possano essere in qualche modo giuste e soprattutto giuste per noi. Sono solo riflessioni, sia chiaro.

Stiamo a Casa
Innocenti agli “Arresti Domiciliari”

Eppure mi sono occupata per anni di tematiche scottanti, però un conto era ipotizzare una realtà surreale e un altro è trovarsi catapultati per davvero in quella dimensione, in un mondo che non sarà mai più lo stesso. Questo è un altro argomento che prenderò in esame e di cui parlerò su questo sito a breve.

Quale sia la nostra condizione di vita attuale è molto evidente, mentre i motivi sono più difficili da definire.

Allora ha più senso prenderne atto, semplicemente. È così, PUNTO. Trovo del tutto inutile lamentarsi e fissarsi su ciò che è fuori dalla nostra portata, dal nostro controllo. Per ora ci sono queste regole e devono essere rispettate, dato che siamo parte del Sistema. E dobbiamo darle per giuste, per il nostro bene.

Eppure, i miei dubbi di cittadina e madre non si quietano.

Posso ascoltare delle notizie, leggere cosa ne pensano i virologi e decidere di credere o meno a quello che ci stanno raccontando. Ma poi torno a pensare che chiunque possa essere obbligato a dare una notizia ricamata e distorta.

Qualunque cosa debba accadere, accadrà. O non è così?

In fondo tutti noi, in qualunque momento, possiamo morire per un qualsiasi motivo e non ci pensiamo mai. Forse questa è l’opportunità per renderci conto che non stiamo vivendo al massimo delle nostre possibilità, che non stiamo sempre assecondando i nostri desideri, che magari agiamo per senso del dovere e trascuriamo altre cose più importanti.

Inizia quindi a vivere come non hai mai vissuto (si può fare anche da casa).

Siamo di fronte alla possibilità di capire il valore della vita perché in questo momento non siamo nemmeno liberi di viverla appieno. Stai facendo quello che faresti se avessi poco tempo da vivere?

Di fatto, nessuno sa quando finirà il suo tempo… la priorità è quindi vivere, ma cosa significa vivere?

Vivere davvero, intendo… non correre dietro alla vita. Quello è sopravvivere. Quindi… quali sarebbero le tue priorità… se fosse la fine?

Non sto dicendo che siamo alla fine, sia chiaro. Dico soltanto che il giorno della nostra fine non lo conosciamo e nonostante questo non viviamo i nostri giorni con pienezza. Il mio ottimismo, quindi, mi dice che questo dramma che si sta consumando può essere per alcuni un’opportunità per cambiare per sempre.

Possiamo cambiare come individui e ogni nostro piccolo gesto può cambiare quello del gruppo, quello dell’Italia e possiamo diventare contagiosi… ma non del virus. Invece di pensare alle notizie e cercare di capire cosa c’è di vero oppure arrovellarti sui numeri dei morti “per” o “con” Coronavirus, su come si usa la mascherina ecc…

Possiamo dirigere i nostri pensieri verso qualcosa di più utile per noi.

La nostra attenzione, ricordate?

Vuoi informarti? Ok, è corretto non mettere la testa sotto la sabbia, però almeno non diamo priorità a queste faccende che sono fuori dal nostro controllo.

Le istituzioni ci danno le istruzioni da seguire. Viviamo su questo pianeta, in questo Stato, e ci sono delle regole. Io le seguo, a scanso di equivoci e di dubbi. Non credo che uscire a far la spesa con la mascherina possa danneggiarmi in qualche modo.

Ma… pensare in continuazione al virus, alle notizie e a come si muove il Sistema dietro le nostre spalle, equivale ad essere contagiati. È un contagio mentale, ma fa male ugualmente.

Non farti contagiare dalle Notizie
Occupati di Ciò che puoi Controllare tu

La verità non la sanno nemmeno le persone che ci amministrano e quelli che sanno qualcosa devono riferire ogni notizia come “consigliato” dall’alto.

Quindi io ho scelto di darmi la priorità.

Pensa alla fragilità della condizione umana, al nostro essere appesi a un filo e allo stesso tempo a quanta forza sappiamo trovare quando serve. Sì, noi esseri umani siamo fantastici, quando vogliamo. Abbiamo una vita dove poter costruire e prendere decisioni… e abbiamo un desiderio di vivere che ci spinge a fare grandi cose.

Io voglio seguire questa forza. Io voglio vivere.

E tu cosa scegli per te?

Lascia qui sotto un commento, il tuo pensiero e qualsiasi utile suggerimento. Grazie.

L’ansia, la tristezza e la paura fanno perdere tempo

Riflessioni sulla mia giornata (Prima Settimana)

Un ostacolo alla possibilità Concreta di Ripartire da zero (o da sotto) è causato dalla mancanza di gestione del tempo e delle nostre giornate, che diventano una corsa estenuante senza un risultato efficace.

Impara a usare bene il tuo tempo
Gestisci il tempo, Non farti Gestire dal tempo

C’è una bella differenza tra essere efficiente, ovvero fare fare fare e fare, e essere efficace, cioè compiere azioni scelte con intenzione e indirizzate verso un obiettivo. Innanzitutto occorre chiedersi quali sono le priorità. Ci si perde in attività che ci danno l’illusione di essere impegnati, cosicché ci giustifichiamo dicendoci che siamo stanchi e che corriamo dalla mattina alla sera. Queste corse, infatti, dovrebbero essere evitate, benché starai pensando che si tratta di azioni utili e necessarie.

Sì, ma dove corriamo?

In quale direzione?

Per essere più chiara, ti racconto una strategia con cui io mi inganno per convincermi di essere produttiva. Quando mi sento scarica oppure ho pensieri negativi, la mia reazione è quella di fare ordine in casa, di conseguenza mi tengo impegnata con le pulizie. Se si tratta di un momento nel corso di un’intera settimana, può anche essere curativo dedicarsi ad attività manuali per ritrovare la propria centratura e l’equilibrio emotivo. Addirittura ti consiglio di pulire casa, l’auto, fare ordine, dedicarti al giardinaggio, al fai da te o fare qualsiasi altra azione con le mani e con il corpo per scacciare ansia, tristezza e paura; tuttavia queste attività non devono sostituire l’operatività della settimana. Per intenderci: pulire casa dalla mattina alla sera, per mettere a tacere i problemi, avrà l’effetto opposto perché a fine giornata sentirai la frustrazione di non aver gestito le priorità.

Siccome ho attraversato periodi di apatia, in cui cercavo di fuggire dagli impegni prioritari, ho riflettuto per trovare una soluzione efficace. Ho pensato di annotare tutte le azioni giornaliere (TUTTE) per osservare il mio comportamento. In questo modo ho ottenuto un piano settimanale, ma al contrario, cioè un inventario dei 7 giorni.

È un metodo efficace per osservare il tuo movimento quotidiano. Prima di provare a mettere in azione la lista di tutte le faccende che sbrigavo ogni giorno, pensavo di sapere a memoria ogni mio gesto giornaliero e di lavorare molto per le mie priorità. Per fortuna ho deciso di accogliere questa mia idea e tentare ugualmente l’analisi delle mie attività per un’intera settimana.

Sono una persona creativa, di conseguenza l’organizzazione troppo rigida mi è sempre stata stretta. Nonostante tutto pianifico il mio lavoro e le mie giornate perché sono consapevole dell’importanza dell’organizzazione. Allo stesso tempo, però, mi scontro di frequente con la mia rigidità, le mie pretese esagerate nei miei confronti e il mio carattere che mi porta a un eccessivo controllo delle situazioni. Ecco perché, poi, a fine settimana, spesso mi sento insoddisfatta del lavoro svolto. Mi sembra sempre di non aver fatto abbastanza.

Una domenica mi sentivo proprio stanca e soprattutto sotto pressione per non aver compiuto tutto il lungo elenco, programmato in anticipo per quella settimana nel weekend precedente, quindi mi sono dedicata al riordino, un’attività che mi rilassa (al contrario di quanto succede per molti). Per me pulire casa oppure stirare sono ottimi modi per fare ordine nei pensieri, una sorta di meditazione e il miglior sistema per rilassarmi. In quel momento, ho pensato: “La prossima settimana scrivo tutto quello che faccio, così posso valutare con obiettività il mio operato”.

DETTO, FATTO! Ho preso un planning settimanale da tenere a portata di mano. La scelta è stata di partire da ciò che faccio giorno per giorno e non da ciò che vorrei fare e che di solito non riesco a mantenere (perché pretendo troppo da me stessa). Inizialmente volevo soltanto valutare la mia resa, di modo che potessi poi riprogrammare la settimana successiva calibrata sulle mie reali potenzialità.

Doveva essere l’osservazione di una settimana, che invece ho protratto per le settimane successive per un motivo ben preciso: ho notato un cambiamento delle attività indicate nella lista, diversi benefici e miglioramenti, una maggiore produttività in termini di efficacia. Sono diventata sia più efficiente sia più efficace.

Oggi ho scritto questo articolo per condividere con te le osservazioni su questo metodo, i risultati e i benefici ottenuti, oltre ai miglioramenti che considero utili per aumentare la mia efficacia.

Riflessioni su come uso il tempo
Cosa ho capito osservando come uso il mio tempo

Innanzitutto mi sono accorta di aver tralasciato l’annotazione di alcune attività, come cucinare, mangiare, colazione, portare mio figlio a scuola e agli sport (andare a riprenderlo), le mie merende e quelle del bimbo, video visti e articoli letti, preparazione delle cose per la giornata stessa (la mattina) o per il giorno successivo, lavarsi e altre attività di routine.

Ho notato che faccio molte cose, ma che in tutta la settimana non mi sono concessa pause e momenti di riposo, nessuno svago oltre al lavoro e alle azioni di routine. Sicuramente devo tenerlo presente, affinché possa ricordarmi di inserirlo, quando realizzerò il planning preventivo della settimana. Mi capitano settimane in cui vivo per lavorare e fare… appunto: MI CAPITANO! Significa che in certi momenti vivo senza la dovuta intenzionalità, con il pilota automatico inserito.

La lista delle azioni mi ha permesso, inoltre, di capire che non sto affatto con le mani in mano, mai, e di osservare le attività non prioritarie svolte nei momenti in cui perdo il focus. Verso la metà della settimana ho migliorato l’attenzione, riorentandomi su azioni più intenzionali, ad esempio per sfruttare meglio i momenti sprecati, quelli che di solito diventano spazi morti, quelli in cui sono più confusa circa l’azione consapevole, mi ha dato l’occasione di migliorare le scelte delle cose da fare, di ridurre i momenti di perdita di tempo, di down, quelli in cui mi abbandono a fare le pulizie di casa e il riordino per non pensare o non affrontare i veri bisogni.

Finalmente adesso ho un metodo per osservare cosa faccio e pianificare davvero con intenzione le mie settimane, posso accorgermi di ciò che non ho fatto ma avrei dovuto fare, di capire quali sono i momenti e le dinamiche che mi fanno perdere di vista l’obiettivo, di pensare e focalizzarmi sulla gestione ottimale del tempo. Inoltre, osservando quanto mi impegno, riesco più facilmente a darmi il permesso di riposare.

Avere l’impegno di scrivere le mie azioni mi ha donato più tempo: credo di aver compiuto più attività del solito, concedendomi anche lo spazio per pensare a me, a cosa vorrei cambiare, a come migliorare la mia vita e il mio lavoro. Ho fatto maggiore chiarezza persino sul mio piano operativo del 2020 e sui contenuti che pubblicherò sui miei siti. Pensa che ho addirittura iniziato un nuovo business da aggiungere alle mie attività, che voglio crescere per diversificare le mie entrate. La chiarezza mentale è fondamentale in ogni caso, sia per chi deve risolvere grandi problemi, sia per chi semplicemente affronta i piccoli ostacoli della vita quotidiana. Talvolta prendiamo le decisioni con impulsività, non potendo ragionarle con calma a tavolino; invece, con questo sistema ho provato sulla mia pelle una migliore capacità di decidere, inclusi i casi in cui ho dovuto comunicare qualcosa con fermezza e lucidità.

I primi giorni sono stati impegnativi: me ne sono accorta la mattina perché ero stanca e meno pronta a saltare giù dal letto, tuttavia miglioravo nel corso della giornata in efficacia, consapevolezza e forza. Sebbene abbia fatto fatica la mattina, sono riuscita ad andare a dormire più tardi la sera, continuando a essere produttiva oppure riuscendo a trovare le forze per uno svago.

Sono più consapevole di come uso il tempo
Sono più consapevole e scelgo con intenzionalità le mie azioni

Migliorare la consapevolezza delle mie azioni, ha ridotto notevolmente i pensieri negativi e le preoccupazioni. Sono convinta che lo noterai anche tu. Vedrai come migliora il focus sugli obiettivi, le idee e soprattutto l’intenzionalità. Persino le coaching telefoniche con i miei clienti ne hanno beneficiato, così come le mie relazioni nella mia vita privata. Infatti sono riuscita a dedicarmi di più anche agli amici.

Come ho detto all’inizio, in effetti non mi sono riposata né mi sono presa dei momenti di relax, però ho usato quel tempo per guardare e leggere online contenuti utili, dedicando meno tempo a social e video inutili.

Credo che manterrò questa buona abitudine per osservarne i cambiamenti, per poi condividere con te nuove riflessioni. Spero ti sia utile e che la proverai anche tu.

Mi piacerebbe sapere le tue impressioni, così come i risultati raggiunti.

Puoi scrivere un commento qui sotto.

Il tempo che perdi è stagnante nel passato, nel pensare a ciò che potevi fare di diverso invece di fare le cose diversamente ora e da ora! E’ un comportamento automatico perché non sempre siamo attenti alla scelta intenzionale. La mente va educata.

Passiamo dal criticare le persone che ci hanno ferito a criticare noi stessi, a mettere in discussione la nostra buona fede. Viviamo tra alti e bassi, puntando il dito per i nostri problemi sugli altri e nello stesso momento viviamo un profondo senso di inadeguatezza. Il cervello ripete a se stesso il passato per proteggerci dal rifare gli errori già commessi, benché in realtà non è un dialogo utile perché non è seguito da un cambiamento attivo.

La decisione di cambiare è tutta nelle nostre mani.

Dobbiamo cercare equilibrio all’interno per produrlo fuori e intanto le azioni esterne possono aiutarci a ristabilire un equilibrio anche dentro.

Buon lavoro!

 

COME STAI? Non interessa a nessuno, sappilo!

Come ti senti

Nel periodo dell’anno in cui tutti parlano di obiettivi, i grandi coach e guru vogliono darti consigli su come ottenere il massimo dal nuovo anno, Nessuno ha Pensato veramente a Te, a come ti senti… a COME STAI?

Avere uno scopo è importante, certo, però non è possibile raggiungerlo e nemmeno decidere cosa fare, quando non sei in forma e se ti senti senza energie. Il benessere fisico e emotivo influenza la decisione e l’azione, quindi è il primo vero obiettivo per realizzare un anno più felice del precedente.

Come ti senti
Quando non sei OK, sei bloccato in partenza.

Ecco perché prima di iniziare con qualunque programma per il 2020, sono qui a chiederti:

COME STAI?

Ti pensavo e ho deciso di scrivere questo articolo per chiederti come è iniziato per te il nuovo anno.

Sì, è vero! Questo è un post pubblico del mio sito web, molte persone leggeranno lo stesso uguale e identico messaggio perché non posso scriverne uno diverso per ciascun lettore, però vorrei che ti arrivasse come una mia comunicazione personale. Infatti, stavo – davvero – pensando proprio a te, sia se ci siamo conosciuti in una sessione di coaching telefonica personale, in un messaggio privato o in un commento su Facebook oppure se ci siamo scambiati delle email, ma ti pensavo anche se non abbiamo mai comunicato direttamente.

Ti pensavo e mi chiedevo come stanno andando le cose.

Come Stai proprio Oggi? Come è Iniziato l’anno nuovo?

Stavo pensando ad ogni singola persona iscritta al mio sito e alle mie news via email, alla mia pagina Facebook e a tutti gli amici che conosco personalmente.

Per me è come se vi conoscessi tutti, vi porto nel cuore sempre e penso a voi ogni singolo giorno, anche per capire qual è il modo migliore per rendermi utile, per darvi ciò di cui avete bisogno.

Però non posso sapere tutti i dettagli che ti riguardano:

So che molti hanno difficoltà di vario tipo, dalla mancanza di soldi, a relazioni complicate (di coppia, in famiglia, al lavoro, con amici e conoscenti), e varie rotture di scatole… ognuno ha le sue…

Purtroppo è raro che qualcuno si interessi ai nostri problemi e, quando ci chiedono – COME STAI -, sono domande di circostanza perché poi non stanno ad ascoltare realmente la nostra risposta, i bisogni che abbiamo, né tanto meno vogliono aiutarci. Incontriamo conoscenti per la strada, colleghi sul posto di lavoro, mamme all’ingresso e uscita da scuola, amici e parenti e…

Pochi ci chiedono: COME STAI?

Quando di rado accade che qualcuno sembri preoccuparsi per te, nemmeno ti lascia parlare, non ascolta la tua risposta e ti butta addosso tutti i suoi problemi.

Di COME STAI non interessa a nessuno, non interessa per davvero. Sono domande di circostanza: tant’è vero che nemmeno stanno a sentire la risposta.

E sinceramente dobbiamo ammettere che capita anche l’inverso, cioè che tu fai la stessa domanda di rito, ma vorresti soltanto parlare di te, delle tue sventure e dei tuoi problemi. È normale, non sono qui a fare la morale sull’egoismo o sulla colpa. Semplicemente ci tengo a farti notare come la vita ci trascina avanti ogni giorno in una corsa folle, durante la quale non riusciamo a fermarci un secondo per pensare.

Come possiamo accorgerci che nessuno ci ascolta e che noi non ascoltiamo nessuno, correndo come matti?

È veramente drammatico. È questo il dramma della nostra società odierna.

Non è l’egoismo di chi non ti sta a sentire, poiché non si tratta di mancanza di interesse.

Il dramma reale è la folle corsa quotidiana, che ci impedisce di accorgerci degli altri e perfino di noi stessi.

Ti invito a fermarti un attimo o almeno, se non hai un mai un momento di sosta, cerca di pensare a questa riflessione mentre fai gesti automatici come guidare, stirare, nella doccia o fallo stasera prima di dormire.

Fermati e Ascolta come stai
Fermati e Ascoltati: nessuno lo farà per te

Una domanda davvero importante, alla quale si dovrebbe dedicare una risposta così delicata e attenta, viene purtroppo sottovalutata. È tanto frettolosa la domanda, posta soltanto come un banale convenevole, quanto la nostra risposta, che diventa necessariamente superficiale, perché siamo coscienti della totale assenza di interesse degli altri per il nostro benessere, il nostro stato reale di oggi.

E, invece, NO. Prendiamo consapevolezza di quanto vale una domanda così importante.

Ti sto chiedendo: Come stai per davvero, proprio oggi?

Oggi io sono qui per farlo, per ascoltarti come nessuno fa e per trovare con te una soluzione che al momento non vedi.

Inoltre, sono quasi sicura che tu stesso/a non ti ascolti.

Quante volte ti fermi a chiederti: “Ehi, ma come sto oggi?”

E poi quand’anche ti dessi questa importanza, quante volte ti fermi ad ascoltarti sul serio?

Per esempio, sarebbe davvero molto utile che ti rendessi conto del tuo stato fisico e emotivo. Puoi iniziare ascoltando il tuo corpo, i fastidi, i dolori e i doloretti, il senso di affaticamento, le tensioni muscolari. Chissà quali organi stanno già richiamando la tua attenzione… Magari lo stomaco si lamenta con un po’ di bruciore, l’intestino è bloccato o al contrario troppo attivo, i polmoni sono affannati.

Noi facciamo esattamente il contrario di ascoltarci: continuiamo a “fare”, fare fare fare, come ci è stato insegnato. La nostra cultura ci spinge a correre persino quando non sappiamo dove diamine stiamo andando. Non si può continuare così, infatti il corpo ci segue finché poi ci molla di punto in bianco.

Qualcuno ne esce vivo per miracolo e altri no.

Qualcuno resta bloccato con il mal di schiena, se è fortunato…

Ad ognuno il suo conto da pagare per non aver dato ascolto al proprio corpo.

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Sveglia prestissimo la mattina

Corri al lavoro a volte (o sempre) senza fare colazione

Traffico pazzesco e liti per guadagnarsi una precedenza

Il capo o i colleghi sono più nervosi di te

Torni a casa e pensi che forse era meglio stare al lavoro

Figli, problemi, pochi soldi.

Cucina, lava, stira, pulisci.

Aiutooooo! Ma davvero è questa la vita da vivere?

Basta non ne posso più
Scegli di dire Basta! alle solite corse folli

Ti rende felice un simile stile di vita?

Io credo proprio di avere il dovere di avvisarti: ricordati di dare ascolto almeno tu a te stesso/a.

Iniziare dal corpo è soltanto il primo passo, poi ci sono le emozioni, di pari importanza. Il corpo è un ottimo messaggero anche dello stato emozionale, quindi ci può aiutare nell’ascolto della parte più profonda di noi. Ad ogni modo, concedersi una sosta per pensare ci mette nella condizione di poter sentire subito come va l’umore.

Sarebbe ora di farlo. Che ne dici?

Ti ripeto che sono ben consapevole della difficoltà di ascoltarsi, motivo per cui allo stesso tempo nessuno ti ascolta… perché ovviamente non ascolti gli altri, se non riesci nemmeno ad ascoltare te stesso/a.

Permettimi di aiutarti a farlo. Ti posso mostrare come ascoltarti di più.

Ormai ho già iniziato da tempo a darmi retta, ho smesso di impormi ritmi assurdi e scelgo sempre con attenzione quello di cui ho davvero bisogno. In particolare, nel 2019 mi sono dedicata principalmente a questo, cambiando radicalmente tante abitudini controproducenti. Ho fatto tanta, ma tanta pulizia, su molti fronti.

Quest’anno intendo assolutamente continuare con questa meravigliosa pratica dell’ascolto, perciò mi sento pronta al tempo stesso per condividerla con te e guidarti a portarla nella tua vita.

Pertanto se c’e’ qualcosa che ti turba e sta rovinando l’inizio del tuo 2020, ti chiedo di scrivermi subito un commento qui sotto oppure su Facebook (va benissimo anche un messaggio privato). Raccontami liberamente cosa senti, cosa provi, chiedimi aiuto e dimmi cosa posso fare oggi stesso per te.

Leggo ogni messaggio e rispondo entro 24/48 ore quindi…

ASPETTO IL TUO MESSAGGIO! Ci conto.

Al momento sto lavorando di più “dietro le quinte”, ho pubblicato pochi contenuti nel 2020 e non hai visto grandi cambiamenti sul sito. Il lavoro che non vedi di solito è quello più significativo perché poi prende forma e diventa uno dei contenuti di valore che ricevi, come ad esempio quello che stai leggendo. Ti racconterò piano piano cosa sto facendo e come ti può essere utile.

Nonostante il silenzio ti penso ogni giorno, mi chiedo come proceda la tua vita, quali possano essere le tue difficoltà ed esigenze, cosa stai facendo per migliorare la situazione e come vivi le tue giornate.

Vorrei poterti aiutare in base alle mie possibilità, nel modo in cui io sono capace di farlo e soprattutto vorrei capire di cosa hai bisogno davvero.

Il web vende formazione non risultati
I coach vendono formazione NON risultati

Anche io sono iscritta a molti siti e newsletter dai quali ricevo tanti messaggi. In questi giorni tutti i formatori e addetti alla crescita personale parlano di obiettivi per il 2020 e io stessa ho scritto vari contenuti su questo tema, però mi sono fermata ad un passo dalla pubblicazione o dall’invio alla mia lista di contatti perché mi è venuto un pensiero.

Nessuno di questi coach e siti mi ha mai chiesto: “Elena, Come stai?”

Questo è un dettaglio non da poco…

Eccomi qui allora a farlo io, a chiederti come stai. Ti ho mostrato le mie riflessioni, dicendoti di lasciar perdere le colpe o l’egoismo, di guardare oltre l’interpretazione superficiale che potrebbe dare chiunque senza andare a fondo della questione. Io credo nell’importanza dello scambio e condivisione delle opinioni: la crescita avviene proprio quando si sommano più esperienze.

Io credo che 1+1 sia uguale almeno a 3, quindi io + te possiamo fare molto più di 2 persone… soprattutto perché non siamo persone qualsiasi. Ne sono certa, altrimenti io non sarei qui a scrivere, tu avresti altro di meglio da fare invece di leggermi e poi non commenteresti il mio articolo.

Scrivimi, mi raccomando.