Come non sentirti rifiutato, quando tutti (o molti) ti fanno sentire un alieno soltanto perché la pensi diversamente (dalla massa)… Perché tu fai sempre scelte differenti, quelle che pochi fanno o che farebbero.

 

I tuoi pensieri oscillano su un’altalena tra il sentirsi la pecora nera, quello sbagliato e strano, e la mosca bianca, che ha un suo pensiero critico e non segue il gregge solo perché <<lo fanno tutti>>.

Ti senti una pecora nera quando perdi di vista i tuoi valori e, di conseguenza, i tuoi obiettivi, poi torni la mosca bianca quando riprendi il focus e mandi al diavolo tutte le voci esterne che aleggiano nella tua mente, pronte a prendere il sopravvento. Ovviamente tutto questo avviene nella tua testa, mentre il mondo ti giudica semplicemente un alieno o forse un povero sfortunato che ha perso la testa.

Tra le pecore nere e le mosche bianche c’è chi a un certo punto della sua vita, di solito per un evento scatenante, diventa il diverso della situazione e allora le persone non lo riconoscono più. Se è questo il tuoi caso, i famigliari e i tuoi cari ti chiedono che cosa ti abbia portato ad essere così o, peggio tacciono pensando: “Poverino, con quel che gli è accaduto (cioè l’evento scatenante) !!!”.

Ma no, tu non sei impazzito. E lo sai, benché di tanto in tanto il dubbio ti assale a furia di ascoltare tutte le voci del coro, che remano contro e che ti compatiscono malamente. Nei momenti di lucidità tu sai, invece, di essere guarito dai vecchi condizionamenti (per fortuna): hai iniziato a usare la tua testa finalmente e stai iniziando a riprendere il ruolo del protagonista. Peccato che gli altri pensino che la tua testa abbia sbattuto da qualche parte: “Altrimenti non si spiega il comportamento di Sara*”. Questo mi ha detto una donna durante una sessione di coaching.

[*Tutte le informazioni dei miei colloqui di coaching restano riservate, di conseguenza il nome di Sara è di fantasia. Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale.]

Non vanno meglio le cose per chi è nato diverso, e la famiglia non l’ha mai capito. In questo caso posso citarti una storia che conosco bene (senza l’ostacolo della privacy), LA MIA 😉

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